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domenica 23 ottobre 2016

Nei "Boschi" ti puoi perdere ma poi alla fine ragioni e dici NO!

Foggia. Un Sabato sera del mese di Ottobre.


Si va per "Boschi" non per trovar funghi...ma per ascoltare una avvenente signora che vuol convincere il popolo a votare si , dicendo NO ai giornalisti presenti , successivamente in parte rientrato.

Sono sincero , questo Referendum non mi appassiona più di tanto anche per colpa dei toni ed i significati imposti sin dall'inizio dal nostro (vostro) Presidente del Consiglio , che usa il Referendum come arma di consenso del suo operato. Attraverso la vittoria del si otterrebbe consenso e quindi maggior potere , e questo non mi piace e non lo vogliono gli Italiani.
Se si vuole cambiare , si cambi in meglio cercando di coinvolgere tutti con una riforma non pasticciata ma che sia "sintesi" delle diverse sensibilità  del panorama politico attuale, uscendo  dalla logica delle frasi fatte e degli slogans .
Per quanto riguarda la parte "modificabile" delle stessa, se si deve modificare ( chi ce lo ha chiesto di cambiarla ? La comunità europea?) la si cambi in meglio e non solo per una modifica fine a se stessa che ha l'unico scopo di rafforzare il Governo e l'ego del "Matteo" di turno.
Certe cose vanno fatte in funzione di un interesse  generale e non in una logica di interesse "governativa".
C'è chi ha  dato risalto all'allegra brigata del NO che va da D'Alema a Berlusconi, da Salvni a Fini
(per ciò che oggi rappresenta), dalla Meloni a Grillo, dimenticando l'ammucchiata poco rassicurante dell'altra parte di  Renzi / Verdini/Casini/ Alfano.
Penso che agli italiani interessino più la risoluzione dei problemi quotidiani: casa , lavoro,fisco, istruzione, pensioni e non riforme che diventano come quelle medicine che fanno più male delle malattie da curare.

Stavolta non ci sarà il "quorum" , cioè la maggioranza più uno che consentirà la validità della consultazione; a tal riguardo consiglio di andare a votare e rispondere al quesito referendario barrando la casella NO.

lunedì 1 agosto 2016

La Destra che verrà.Ma verrà?

A destra c'è molto da fare, da lavorare per ricompattare un mondo oramai "spezzettato" ed ancora legato a personalismi che fanno il gioco degli avversari politici .
Dopo le contaminazioni malefiche di Berlusconi ( che non è mai stato di destra, quella che pensiamo noi)  e di Gianfranco Fini la destra si è dissolta come neve al sole.
C'è una parte di essa salottiera, con la puzzetta sotto al naso che ha la tendenza ad arroccarsi in una
sorta di "paradiso culturale" bello per carità , ma dove il politically  correct la fa da padrone e dove il cittadino comune il "volgo" arreca fastidio perchè lontano dalle loro discussioni da Accademia e da salotto in cui si   discetta sul termine "islamista" piu' che islamico .
Poi c'è la cosidetta Destra che parla alla pancia, quella terra terra , che però ha il grande merito di farsi comprendere nella sua pur rozza semplicità.
Quella che evidenzia tematiche all'ordine del giorno quali:immigrazione incontrollata, uscita dall'euro, pensioni , esodati, disoccupazione, sovranità nazionale e via discorrendo.
Al netto di questa mia semplicistica disamina manca una personalità che faccia da sintesi a tutto questo e che ne rappresenti la sua spina dorsale.
Probabilmente manca anche un contenitore che vada a riempire questo vuoto.
Qualche tentativo in tal senso è stato fatto ma non "sfonda" come dovrebbe.
Non so se si avrà tempo sufficiente per poter adoperarsi in  tale  ambizioso obiettivo . Ovviamente non si commettano gli errori del passato ; un contenitore deve avere dei contenuti dei Valori.
Di contenitori vuoti ne è piena la storia e molti di essi sono andati a finire nel cassonetto della differenziata quando non sono stati relegati all''oblio.
Avremo una buona occasione con il prossimo Referendum;votare e far vincere i NO sarà molto importante ed un punto da cui partire.
Mi scuso con chi di Destra non è e non si sente coinvolto in tale dibattito , ma le differenze sono il sale della Democrazia e meritano attenzioni senza demonizzazioni.
Avremo tanto da lavorare sin da settembre se non si vuole morire pentastellati o renziani .

Salvatore Valerio



giovedì 14 luglio 2016

Dal binario morto al binario unico di morte.

Superato ( non ancora del tutto)  il momento di enorme stupore, angoscia e tristezza  mista a rabbia per la grande catastrofe ferroviaria sulla tratta Andria/Corato qualche considerazione va fatta con estrema sobrietà e chiarezza.
Ovviamente su questo argomento è stato scritto di tutto; qualcuno in maniera poco elegante e irrispettoso per le 23 morti innocenti si è messo a disquisire da subito  sulle responsabilità di questo o quel personaggio politico o della politica in generale.
Dopo un decennio di  Vendola alla regione Puglia cosa ci si poteva aspettare?
Ma non vogliamo parlare di questo ma chiederci come mai  nel 2016 sia possibile che avvengano tali sciagure .
Il pensiero di tanti,  in queste convulse ore,  è stato giustamente  rivolto alle innocenti vittime di un disastro che poteva e doveva essere evitato.
Balzata agli onori della cronaca anche la splendida gara di solidarietà da parte di tutte i cittadini delle province pugliesi.
In quei convogli ci passava , gente comune, gente laboriosa e studenti, i nostri figli. Quello che fa rabbia è che si pensa ad  opere faraoniche alle "alte velocità"e non si pensa a rendere più funzionali o quanto meno  in linea con i tempi, delle tratte cosi dette minori ma che vengono utilizzate da  di migliaia di persone giornalmente.
Adesso la Magistratura indagherà , ma il rammarico di tante morti innocenti rimarrà indelebile per tanto tempo.
L'errore umano viene spesso evocato ma questo viene potenziato quando mancano quei protocolli automatici ed elettronici che prevengono tali errori , tanto più importanti , necessari,
 direi obbligatori quando si parla di tratte impegnate da un  "binario unico"
Questa triste circostanza ci  porta a pensare che si è passati dal binario morto al binario unico di morte!
( SV)
      

venerdì 1 luglio 2016

Dove dovrebbe essere allocato un monumento ora campeggia degrado.

Foggia , 1 luglio 2016.
Amministrare una città di provincia oggi  risulta essere davvero difficile, se è del sud ancora più difficile. Il  perchè  va ricercato negli scarsi aiuti del  Governo centrale che  ha stretto da tempo i rubinetti e  lascia ai Municipi la gestione finanziaria che riguarda la cosa pubblica in seno alla normale amministrazione.
Ecco quindi gli aumenti delle tasse che riguardano i servizi essenziali ,aumenti che però non sempre vanno di pari passo con i miglioramenti dei servizi stessi.
Bisogna riconoscere gli sforzi posti in essere da questa amministrazione  e non ci riferiamo solo all'aspetto ludico e culturale che sicuramente serve tantissimo ed è fondamentale per una città capoluogo di provincia che vuol essere moderna ed al passo con i tempi anche se  da qualcuno molto frettolosamente e superficialmente è stato  etichettato questo attivismo  con la famosa frase latina ormai abusata di  "Panem et Circenses".
In una città negli anni bistrattata e mal governata ed un territorio dimenticato dalle Istituzioni ci vuol
davvero la bacchetta magica per "sanare" e rendere "normale" una situazione sino a ieri drammatica oltre che anomala.
Detto ciò non ci è sfuggito il degrado di certe zone che dovrebbero essere il biglietto da visita di una
città . Un esempio su tutti la Piazza della Stazione Ferroviaria che da poco è stata ampliata con un centro "Terminal" per mezzi pubblici e Pullman di linea.
Oggi pomeriggio la zona, che molto  probabilmente sarà adibita alla edificazione  di un monumento a ricordo dei Martiri Civili delle Incursioni aeree  alleate del 1943 che costarono la vita a decine di migliaia di nostri concittadini, si presentava così.
Sterpaglie e vettovaglie di vario genere.
Si intervenga a rimuovere il tutto; se così non fosse qualche buontempone potrebbe pensare  ad una zona destinata al " Monumento del degrado e dell'incuria" .
Salvatore Valerio

        

domenica 26 giugno 2016

BREXIT.L'Europa Unita e coesa esclusivamente su presupposti economici è destinata a fallire.

L'Europa Unita è nata da un progetto politico e culturale prima che economico.
Ma così non è nella realtà.
Quando si perde la Sovranità Nazionale e  non si può intervenire direttamente  su problematiche che attengono il futuro di un intero Stato  allora vuol dire che i presupposti politici culturali hanno lasciato spazio a quelli economici.
Qualche giorno fa la maggioranza del popolo inglese si è espresso contro l'entrata in Europa.
17.410.742 si sono espressi a favore della Brexit.
Non gioisco ma non sto a lutto per questa scelta popolare che fa emergere tutte le contraddizioni e gli errori da una scelta dettata da una elite economica che ci ha imposto l'euro e tutto il resto e che vede come Nazione di riferimento, di traino la Germania.
L'Europa da madre a matrigna che detta legge, dà pagelle, impone  quanto deve essere la circonferenza della pizza, quanto latte, si deve produrre e a  quanti anni si deve andare in pensione.
Ho seguito attentamente come le personalità politiche e gli osservatori accreditati hanno valutato questa scelta.
Personalità come Saviano , paladino della democrazia e della libertà ha avuto parole di fuoco verso chi liberamente ha scelto di uscire fuori dall'Europa.
Ha affermato "siamo sicuri che ha vinto il popolo? Me lo ricordo il popolo del 1938 acclamare Hitler e Mussolini....";
Ho letto anche di" Nonni  che sgambettano le nuove generazioni"... perchè le persone mature sono state l'ago della bilancia ;
e poi " ma è giusto dare l'esercizio di voto a tutti su questi aspetti così delicati?"
I democratici che diventano aristocratici in un batter baleno.
Come se venisse messa in dubbio la Democrazia e tutto quello che ne scaturisce.
In pratica per determinati ambienti politici ( sempre gli stessi) quando non prevale il loro pensiero che è giusto senza se e senza ma , si grida al complotto e a screditare moralmente e politicamente chi non la pensa come loro.
In democrazia il popolo è sovrano ...SEMPRE!
Che l'Europa debba cambiare passo ormai è fuori dubbio, mi sarebbe piaciuto sentire qualcuno a tal riguardo proporre qualcosa di nuovo e di come venir fuori da questa situazione paludosa.
Erano belli e solamente utopici i Valori che auspicavano un tempo?
E' venuto meno il concetto di Europa dei Popoli e dei Campanili dove la coesione dovrebbe essere culturale morale e sociale e non esclusivamente economica?
Secondo me questa Europa cosi come è stata  impostata non va.
E' come un corpo senza un' anima.
 Dov'è finita l'Europa Nazione con le sue tradizioni e la sua cultura ultra millenaria?

Salvatore Valerio

venerdì 17 giugno 2016

Omicidio Cox. Gesto ripugnante ed efferato ma qualcosa non torna.

L'efferato omicidio della giovane laburista Jo Cox alla luce del Referendum inglese sta assumendo il tono di una grossa speculazione mediatica. Pare che l'assassino sia una persona fuori di testa , un tempo si diceva matto da manicomio.
Si sfrutta ( è una mia sensazione) un evento drammatico per poter risalire la china nei sondaggi che pare siano a tutto vantaggio degli antieuropeisti. Se poi dobbiamo fare i political correct possiamo dire ogni cosa. Anche quella di pensare che sia una vittima del clima d'odio e di violenze (?) , ma da parte di chi ? Di chi dissente? Questo evento drammatico mi sembra studiato a tavolino da parte dei "poteri forti " che perderebbero consensi e potere con l'uscita dell'Inghilterra dall'area euro.
Omicidio di Stato? (SV)

lunedì 13 giugno 2016

Orlando :la strage degli innocenti.

Era il 1995 e successivamente il 2000 .
Io c'ero  alle due convention mondiali con una importante Azienda multinazionale  farmaceutica quella con la quale ho collaborato per oltre 20 anni come Informatore Scientifico.
Orlando in Florida  era sede di queste importanti riunioni.
Spazi enormi , parchi di divertimento ( quello di Disney il più famoso) , zoo con animali in cattività,
la sede cinematografica  dove si girano film importanti ( Universal Studios), mega centri commerciali in cui ho riscontrato la presenza di  molti commercianti corregionali di Barletta, Canosa, Cerignola insomma un ambiente dinamico che emana gioia e  rappresentante l'America opulenta e liberista prima della fatidica data dell'11 settembre.
Oggi Orlando mi ricorda una strage di innocenti.
Oggi Orlando mi evoca molta tristezza per le tante persone innocenti morte;e la pazzia umana di una persona , di un essere umano (?) che si sente Dio con un'arma tra le mani .Un'arma consegnata con troppa leggerezza.
Pare che le persone morte siano gay e molti lo rimarcano.
Rimarcarlo mi sembra un inutile esercizio di cronaca .
Etero o gay fa differenza?
Una cosa è certa: sono morte dei poveri innocenti, e tutto questo mi indigna e rattrista.
Tutto il resto conta poco e non allevia la tristezza..

Salvatore Valerio

mercoledì 8 giugno 2016

È una partita di calcio e non la guerra!

Ahi Pisa, vituperio delle genti | del bel paese là dove 'l sì suona, | poi che i vicini a te punir son lenti, | muovesi la Capraia e la Gorgona, | e faccian siepe ad Arno in su la foce, | sì ch'elli annieghi in te ogne persona! (Divina Commedia)

Quando una partita di calcio diventa una guerra! Si è voluto a tutti i costi da parte del Pisa caricare più del dovuto con inutili tensioni una partita di calcio , che vale la promozione in B , ma resta pur sempre una partita di calcio. I toscani si sa che sono tipini particolari ed i pisani ancor di più .Hanno vinto con merito la prima partita e nonostante tutto hanno avuto nei confronti degli ospiti e della squadra foggiana un atteggiamento irriguardoso per non dire poco ospitale. L'apice si è avuto quando fu aggredito il Bus che portava la squadra a casa e successivamente fu aggredito anche un calciatore. Ovvia la reazione di sdegno dei foggiani .
A questo punto continua da parte dei pisani la provocazione: ci si inventa che un fantomatico albergo di Foggia abbia rifiutato la squadra. Cosa smentita categoricamente. A questo punto è chiara la strategia dei nostri avversari e cioè caricare di tensioni una partita che per loro ( ma probabilmente anche per noi) è la partita della vita. Evidentemente sanno , sebbene abbiano vinto la prima partita , di essere inferiori tecnicamente  e di andare ( così come noi tifosi auspichiamo ) incontro ad una bella scoppola.
Un po' di benzina sul fuoco l'ha sta lanciando anche il cosi detto Osservatorio che ha fatto slittare a Venerdì l'acquisto dei biglietti, facendo innervosire ulteriormente l'ambiente.
Ricordiamoci tutti che è pur sempre una partita di calcio...
L'auspicio è che questa superiorità la si dimostri non solo in campo ma anche sugli spalti con un comportamento civile , sportivo e corretto non accettando alcuna provocazione.
Forza Foggia!
                                                             Ridiamoci sopra!


Salvatore Valerio

domenica 5 giugno 2016

Foggia calcio: mancano 180 minuti.

Oggi è il giorno della finale che durerà 180 minuti .

In 180 minuti è racchiuso il verdetto; si va in serie B oppure si resta ancora nell'inferno della lega pro.
Penso che a questo punto, qualsiasi sia il nome della squadra avversaria conti poco , chi arriva alla finale dei play off ci arriva con pieno merito. Il Pisa sicuramente un ottima squadra con un allenatore (Gattuso) che ne incarna la giusta grinta e  l'agonismo, ma penso che tecnicamente siamo più forti noi.

Il Calcio può racchiudere sorprese , è bello ed affascinante per questo . E' fatto di circostanze particolari e avvolto  da imponderabilità.

Il Foggia la partita la dovrà giocare nei 180 minuti , con la massima consapevolezza di avere i mezzi tecnici per poter fare il salto di categoria. L'unico avversario del Foggia sarà il Foggia stesso!
A prescindere di come andrà a finire mi rende molto felice vedere intorno alla squadra della mia città un interesse che ripropone (anche se nel calcio) una identità , un orgoglio di appartenenza cose ormai sopite da tempo. Strade inghirlandate di vessilli e bandiere con i nostri colori , vetrine debitamente allestite con suppellettili rossoneri, insomma un tripudio una festa che pervade tutto e tutti.
Un grande desiderio di poter festeggiare!
Senza poi tener presente i tanti tifosi, fuori città per varie vicissitudini, che   vivono con trepidazione questo momento e che denota un attaccamento alle proprie radici mai reciso.
 Rifiutiamo il concetto, più volte a torto ribadito sui social , che si tratti solo di tifoseria
occasionale. Da sempre la squadra del Foggia ha avuto un bacino di decine di migliaia di tifosi , mi sembra ovvio direi fisiologico che quando una squadra gioca bene e vince l'interesse e la partecipazione aumenti al pari dei risultati raggiunti.
Adesso ...al  campo il responso. A noi non resta che gridare ed incoraggiare .
Forza Foggia!
 Forza Satanelli!

Salvatore Valerio

venerdì 3 giugno 2016

RAI : servizio pubblico di stato o al servizio di un regime?

Una cosa è certa ! Ieri 2 giugno 2016 per la RAI , per quello che un tempo veniva chiamato servizio di pubblica utilità che paghiamo noi , è stata una giornata da dimenticare .
Ma cosa è accaduto ? È accaduto che un servizio pubblico che dovrebbe essere imparziale, quindi non di parte è caduto miserevolmente in un servizio di "Regime".
Lo si è potuto constatare a reti unificate. Porta a Porta con il "Vespone " nazionale che celebra il voto alle donne , ricordando le candidate donne che corrono a Roma , dimenticando la Meloni.
Poi il geniale  Benigni che nel ricordarci che la Costituzione Italiana  ( un tempo un dogma che si doveva  accettare così com'era perché a volerla cambiare era l'ex Cavaliere  ) adesso invece va modificata e lui sosterrà al Referendum di ottobre le ragioni del SÌ . Renzi, il nostro  ( o vostro? )
Presidente del Consiglio gongola in quanto piano piano si sta affermando in Italia il pensiero unico , che poi è il suo.
Il pensiero di chi non è stato eletto dal Popolo ma messo lì dai Poteri Forti grazie ad un ex comunista di nome Napolitano .
Ieri doveva , poteva essere una giornata di condivisione , di libertà.
È stata invece una giornata da dimenticare alla faccia della libertà e della democrazia.

Salvatore VALERIO .



domenica 29 maggio 2016

Foggia calcio : tra storia , passione e riscatto sociale.


Foggia, 29 maggio 2016 . Domenica ore 20,45.
Foggia-Lecce.
Altra giornata di estrema tensione emotiva.
Gioca il Foggia negli spareggi play off per poter accedere alla serie B.
Nulla a confronto di uno scudetto , di una finale Champions ...ma è inutile negarlo, per
i nostri colori, la nostra città rappresenta tanto, forse anche più di una finale di Coppa del mondo!
Potenza del Calcio!
Attraverso il raggiungimento di determinati obiettivi nel Calcio si racchiudono diversi aspetti che nel passato sono stati anche materia di studio di molti analisti e studiosi di sociologia .
Entrare nel Calcio che conta è una sorta di riscatto sociale con ricadute positive in termini di immagine , di popolarità ed anche di
risveglio economico.
Poi, ironia della sorta, proprio contro una squadra corregionale!
Sarebbe un riscatto anche nei confronti di una Regione un po matrigna nei confronti del nostro territorio che si trova nella situazione attuale non per "un destino cinico e baro" ma a causa di insipienze e lacune politiche attuate anche con l'avallo di personalità locali che avrebbero dovuto difenderci dal Baricentrismo che estende la sua influenza sino al Salento.
Ragionamento provinciale? "Foggianesimo calcistico" ?
Fate voi.
Certo è che per tanti anni abbiamo contribuito con tanti dei nostri calciatori, ed allenatori passati da Foggia   a fare la storia del calcio Italiano.
Bando alle ciance adesso e uniamoci al grido di " FORZA FOGGIA".!!!!!


Salvatore Valerio

sabato 28 maggio 2016

Giorgio Albertazzi : la morte di un perdente di successo.

Da una mia nota su facebook del mese di agosto 2014.
Rendo merito a questa figura eccelsa non solo di artista ma di uomo.
Salvatore Valerio ha pubblicato una nota.
 Il Comune pugliese di Poggiardo ha quest'oggi l'opportunità, la fortuna  di accogliere secondo me  il piu' grande interprete , attore e regista di Teatro vivente:
Giorgio Albertazzi col suo spettacolo "Miti ed Eroi"
Verso quest'uomo che incarna coraggio, carisma, cultura, intelletto, simpatia ed altro ho sempre avuto una particolare predilezione.
 6o anni calca  i palcoscenici di tutto il mondo riscuotendo ovunque successo  . 
Con il grado di Tenente nel 1943 faceva parte della Regione del Tagliamento.
Lo spettacolo, “Miti ed eroi”, è un viaggio sacro per voce solista prodotto dal Teatro Ghione di Roma, che parte dal mito di Icaro, che Gabriele D’Annunzio voleva superare a bordo del suo aeroplano. E poi si passa ai grandi eroi omerici Achille, Ulisse, Enea. Il mito dell’amore che rivive nei versi dedicati a Beatrice da Dante, l’amore tormentato di Paolo e Francesca, i versi sublimi di Shakespeare e di Lorenzo il Magnifico, l’amore che risuona nella poesia di Emily Dickinson e Jacques Prévert.
Invidio chi si troverà da quelle parti oggi.
Giorgio Albertazzi si ritenne qualche decennio fa "un perdente di successo".
Probabilmente si riferì ai suoi trascorsi giovanili , quando fu affascinato dalla Repubblica di Salò e dal Fascismo.
Pur prendendone le distanze non ha mai rinnegato questa sua presa di posizione.
Nell'Italia di oggi dove viene invitato all'universita' Bocconi una discutibilissima e impresentabile figura come
quella di Schettino che da lezioni su come gestire il panico, la figura Giorgio Albertazzi si erge in tutta la sua monumentale
 grandezza e vitalità, nonostante i suoi 90 anni. L'Italia dovrebbe sempre più rendere merito a queste personalità ed i giovani averli come
riferimenti umani ed intellettuali.

Per intuirne la valenza lo spessore umano, la sua lucida intelligenza , basta segnalare una sua recente dichiarazione:
  " ho messo 90 anni per diventare giovane. La vita non è un
percorso verso l'età adulta, ma verso noi stessi, il nostro fanciullo.
L'essere adulti significa allinearsi.Bisogna diventare vecchi senza diventare adulti."
PS. vederlo a Foggia? In quale Teatro?
Salvatore Valerio
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giovedì 26 maggio 2016

Il Comitato:quando sensibilità simili con una buona dose di coraggio e caparbietà si incontrano , avviene il miracolo.

Foggia estate 1943. I bombardamenti.

E' un debito d'onore nei confronti delle migliaia di caduti nella triste e drammatica estate del 1943.
Debito di onore che oggi viene tributato finalmente attraverso la presentazione di un progetto di un monumento a ricordo dei civili che persero la vita sotto i bombardamenti  da parte di coloro i quali successivamente divennero nostri alleati .
Si fa presto a dire "Comitato"! Quante discussioni , quante persone conosciute , quante persone perse per strada. Quanta gente che alla prima contrarietà è miseramente scomparsa affogata dalle sue stesse critiche, il più delle volte ingenerose.C'è stato anche qualcuno/a che molto onestamente si è allontanato/a non credendo più al progetto.
Ricordo le discussioni , gli approfondimenti fatti con l'amico Alberto Mangano ,ma anche con  Claudio Manzi, Tommaso Palermo, Marco Scarpiello, Salvatore Aiezza, Vincenzo Liberatore  sulla opportunità di divulgare,  alla cittadinanza foggiana , di questa nostra idea in un contesto  sociale molto delicato e colmo di tensioni per la crisi. Delinquenza , perdite di posto di lavoro , emigrazione e noi volevamo un monumento!
Ma siete fuori di testa , diceva qualcuno, ma chi ve lo fa fare ! -diceva qualche altro. -Serve per dare visibilità a qualcuno! -Non ce la farete mai!- E poi ...a cosa serve? -Sono cose passate.
Invece adesso pare che il tutto si concretizzi grazie alla caparbietà nostra , di chi ci ha creduto davvero ! Mi vanto di essere tra questi.
Mostre , presenze anche in contesti diversi , spettacoli , presenza nelle scuole di Foggia a parlare di quei tragici giorni per poter lasciare un briciolo di memoria anche anzi specialmente  alle nuove generazioni.
Abbiamo la pretesa di aver scosso le coscienze per taluni versi dormienti al fine  di poter ridare alla città di Foggia una identità oramai dimenticata.
Una città senza identità , una città dove fanno  notizia solo gli scandali per l'assenteismo e per le minacce agli esercizi commerciali  con bombe annesse.
Ci siamo più volte chiesti del perchè di questa scarsa propensione al ricordo e di cosa si nasconde dietro tale oblio. Il tutto probabilmente è dovuto alla immigrazioni degli anni sessanta in cui vi fu uno spostamento da piccole realtà territoriali a quella più importante del capoluogo di provincia.
Tutte queste differenze portarono a rendere molto debole ed impercettibile il senso di una identità condivisa.
Ma adesso fateci godere questo momento di gioia .
Quando la voglia di proporre e di fare incontra sensibilità simili avviene il miracolo!
A proposito di sensibilità.....

ringraziamo il Sindaco Landella e l'Assessore Anna Paola Giuliani per averci sostenuto nel nostro impegno.
Ringraziamo l'Accademia delle Belle Arti di Foggia con il prof. Biasci che ha presentato oggi il plastico del Monumento la cui posa in opera reale  verrà  nella zona del Terminal di Piazzale  Vittorio Veneto .

Salvatore Valerio uno dei tanti sognatori del

Comitato per la edificazione del Monumento a ricordo dei Martiri Civili di Foggia del 1943.
  


venerdì 1 aprile 2016

Un governo senza Guidi (a)



Guidi
Boschi
Quello italiano e' un governo senza Guidi (a) che fa dei sotto-Boschi politici dei grossi, anzi direi TOTAL (i) riferimenti.
Intanto agli italiani gli girano i GEMELLI!
Cit.Salvatore Valerio.

sabato 26 marzo 2016

I "nemici" in casa nostra. Il vignettista Vauro Senesi.

In questi giorni pre- pasquali siamo stati tutti coinvolti emotivamente dai tragici fatti di Bruxelles.
Fiumi di parole ci hanno bombardato la mente.
Non mi accoderò a questo fiume ma qualche piccola considerazione la faccio anche io.
Mi ha colpito una esternazione fatta al programma della Gruber da parte di Vauro Senesi , storico
collaboratore comunista, del Michelone Santoro nazionale , adesso vignettista del "Fatto Quotidiano".
Il suddetto non prova risentimento verso i fatti esecrabili  di Bruxelles , non prova pietà verso tanti innocenti morti ma prova invece "umana pietà"  verso i terroristi , i Kamikaze che hanno seminato morte e terrore in Belgio. Quasi a dire che gli "altri " morti se la sono cercata.
Non è la solita caduta di stile. A quelle siamo abituati.
Risulta chiaro che Vauro appartiene alla schiera di chi   rema contro:
rema contro la nostra  cultura, identita' , tradizione tutte cose  che non sente sue.
Può legittimamente farlo per carità, ma non può elogiare e sentire la vicinanza di assassini.
Vergognoso ed offensivo della memoria di tanti morti.
E' Pasqua bisogna essere buoni e rispettosi ( solamente  noi cattolici lo siamo) mi reprimo non voglio  esternare invettive contro questo "sinistro figuro" per  il quale non provo neanche umana pietà ma solamente schifo perchè di umano questo soggetto ha ben poco.
Vista la sua vicinanza ai Kamikaze , se ne abbracci uno nel momento cruciale ma in una zona deserta, l'umanità si sarà liberata in un "colpo solo" di due mentecatti.

Buona Pasqua.

Salvatore Valerio


 


domenica 13 marzo 2016

Si/No all'Olio Tunisino e Si/No alle TRIV. Posizioni di buon senso o ideologiche?


Trivellazioni referendum del 17 aprile.

NO TRIV ovvero difendiamo il nostro mare dalle multinazionale del petrolio;

SI TRIV perchè oltre al petrolio dal nostro mare (Adriatico) si estrae metano , nella zona del ravennate.Metano che utilizziamo tutti.

Dicono gli scettici che se dovesse vincere il SI  alla abrogazione della possibilità di estrazione entro le  12 miglia dalle nostre coste,  migliaia di famiglie che lavorano in tale indotto rimarranno senza lavoro.
Una CGIL dormiente da tempo, si è improvvisamente attivata in una zona considerata un "feudo rosso"!






OLIO dalla  TUNISIA senza dazio
Il si della Comunità Europea con avallo di tanti Parlamentari PD.

No all'olio dalla Tunisia, si danneggiano i nostri agricoltori e la nostra già sofferente economia si offende una delle eccellenze alimentari che ci invidia tutto il mondo.

Si all'olio dalla Tunisia, si aiutano queste popolazioni , questa nazione che è l'unica dove " la Primavera Araba" ha sortito effetti positivi, del resto "l'invasione" di Olio Tunisino avverrà solo per due anni, costa meno e poi chi non lo vuole non lo compra perchè sarà indicata la provenienza sulle etichette ( ingenui)....
Per lo stesso motivo potremmo far vendere in Italia le mozzarelle di plastica  con tracce di latte e parmigiano dal sapore di  cartone tutto questo a fin di bene , per aiutare i paesi in via di sviluppo....

Il dubbio che mi assale è rappresentato dal fatto  che in un tale contesto sociale in cui non esistono verità assolute, dovrebbe prevalere il buon senso ed invece prevale la logica asservita alla ideologia e alla politica.

Salvatore Valerio.








venerdì 11 marzo 2016

Cade un baluardo contro illegalità , malaffare e crimine : la cultura rappresentata dalla Biblioteca di Foggia.

Mentre nella nostra città ci si accapiglia sulla opportunità o meno di inserire una frase di una canzone di  Eugenio Bennato sul nuovo Terminal della Stazione di Foggia che sintetizzi in maniera plastica ed esaustiva quello che rappresenta la città capoluogo ed il suo territorio , si sta perpetrando l'ennesimo scippo alla nostra città in termini non solo di cultura ma anche della propria identità che affonda le radici in una storia millenaria.
Probabilmente vi sarà la chiusura della " Biblioteca Magna Capitana" di Foggia ed il suo grande patrimonio con oltre 180 anni di storia.
250.000 volumi, 16.000 testi del 1500 e del 1600, antichi manoscritti, manifesti, carteggi.
Verrebbero meno le promesse della politica  espresse solo qualche mese fa dal Governatore della Puglia Emiliano che ritenne di intervenire nella discussione sostenendo la volontà della Regione Puglia ad intervenire nell'investire in cultura intesa come deterrente alla criminalità ed il malaffare.
Se chiuderà  sarà per i soliti motivi economici. Venendo meno le Province vengono meno anche i presupposti e la possibilità economica di sostenere questa importante biblioteca.
Sarebbe una grave perdita in quanto Foggia, come sede universitaria perderebbe un importante riferimento culturale.Ma non solo per tale ragione.
La cultura, in un momento socio economico molto delicato , di crisi come l'attuale, potrebbe essere uno strumento di rilancio ed una risposta concreta contro la criminalità dilagante.
La cultura va intesa anche come riferimento di valori e di umanità , per tale ragione vale molto di più di un patto di stabilità; i valori umani e culturali devono venir prima di un freddo calcolo economico.
Non si baratta la nostra cultura e la nostra storia!

Salvatore Valerio

 

giovedì 10 marzo 2016

L'intolleranza dei politicamente corretti.

Il politicamente corretto è una pericolosa strettoia che riduce il tutto ad un qualcosa a metà tra la censura ed un processo sommario.
E'  un nuovo strumento di repressione con il quale si impone di pensare , agire e parlare in un continuo processo di neutralizzazione dei riferimenti ideali.
C'è una continua ed ossessionante tendenza ad una attenzione ad un morboso e mieloso rispetto
degli "altri"a scapito della propria intelligenza.
Con il linguaggio si dominano le coscienze, e quindi gli uomini .I padroni della lingua diventano i padroni del pensiero (unico).


" Sogno un mondo in cui non esistano i diritti delle donne, dei bambini, degli omosessuali, delle

 minoranze, dei deboli, dei malati, dei migranti, dei cani, dei gatti delle pulci...Ma esistano

 semplicemente i diritti e doveri dell'Uomo , senza dover specificare che si intendono naturalmente,

 anche le donne.Vorrei un mondo non politicamente ma umanamente corretto. Vorrei che fosse

vietato il "fare" sbagliato ,non punire il dire scorretto. Nient'altro . E nel frattempo vorrei avere la

 forza di tollerare l'intolleranza dei politicamente corretti." L.Mascheroni