Lo scorso anno si è provveduto alla riqualificazione urbana in piazza Sant'Eligio dove
si erge il Monumento a Filippo Corridoni.
Il tutto fu fatto a metà. Nel senso che oltre alla posa in opera di nuovi alberi e la bonifica della pavimentazione, mancavano le panchine un simbolo di socialità, non solo per le famiglie, ma principalmente per gli anziani che da sempre hanno occupato quel posto, rappresentando un riferimento per gli abitanti della zona, per trascorrere qualche ora in compagnia.
Sono state collocate da qualche giorno anche le panchine, dopo un anno dal restauro della piazza.
......
Un pò di storia.
Il Monumento venne inaugurato a Foggia il 25 aprile 1937.
Filippo Corridoni nasce a Pausala il 19.08.1887 (oggi Corridonia) in provincia di Macerata.
Morì in guerra il 23.10.1915.
Dopo 111 anni dalla sua eroica morte sul campo, il suo mito pare essere ancora vivo, fa ancora parlare di sè, in special modo in storici e studiosi che tenterebbero di "collocare" la sua affascinante figura.
Appartenente al sindacalismo rivoluzionario di G. Sorel , poi divenuto sindacalismo nazionale. Un movimento
ritenuto "Eretico".
Guardato con un certo interesse dal Fascismo ed anche da Giuseppe Di Vittorio.
Il sindacalismo rivoluzionario possiede un principio fondamentale: indipendenza dei partiti politici ed allo Stato.
Nasce in seno al partito socialista; nel 1907 si distacca dal socialismo, si diffonde nelle campagne emiliane e nelle campagne pugliesi con Giuseppe Di Vittorio.
Con lo scoppio della guerra in Europa nel 1914, vede la maggioranza dei sindacalisti aderire all'interventismo
"rivoluzionario" capeggiata da De Ambris e Corridoni. Nel dopoguerra il movimento oscilla tra una posizione
decisamente antifascista ed una adesione al vincente Fascismo, all'interno del quale rappresenterà l'ala
più attenta alle istanze sociali.
Alla luce di tutto questo la Biografia di Corridoni potrebbe rappresentare un terreno di incontro per una parte di
storia italiana finalmente condivisa.
Questa condivisione deve avere un presupposto importante, che probabilmente risulta ancora difficile: nessuna celebrazione da parte dei vincitori, e nessuna tentazione revisionistica da parte dei vinti.
Faccio mie alcune riflessioni di Mario Bozzi Sentieri:
"La questione dei rapporti fra fascismo e sindacalismo nazionale è molto più complessa e non può essere inquadrata su un piano di mera "strumentalità ", quanto piuttosto inquadrata nei complessi percorsi della nostra storia nazionale, ivi compresi gli episodi di censura postuma nei confronti di Corridoni, con la cancellazione, in molte città, del suo nome dalla toponomastica , per iniziativa dei Comitati di Liberazione Nazionale Locali.
Malgrado ciò, libri come " Filippo Corridoni. La vita e le idee dell'arcangelo sindacalista" ne mantengono viva la memoria e ne rinverdiscono il pensiero e l'esempio, segno che in tempi -come l'attuale - di bassa tensione ideale e di sfide epocali, determinate dai nuovi scenari della globalizzazione ,dominati da un mercato informe, apolide e meccanizzato, di figure emblematiche alla " Corridoni" c'è un gran bisogno"
Salvatore Valerio





