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domenica 26 dicembre 2010

Oggi 26 Dicembre 64mo anniversario della nascita della Fiamma Tricolore.(MSI)



Tra i miei hobbies ce n' è uno che mi porto dietro da quando ero adolescente.
E' quello della pittura; è un qualcosa che faccio per il gusto di mettere su tela delle sensazioni ed emozioni
senza avere la pretesa (ci mancherebbe) di lasciare ai posteri dei capolavori ma giusto per una sorta di
compiacimento personale, solo esclusivamente personale. Ho da poco finito di dipingere (parola grossa) l'immagine di
un albero . Che significato dare all'immagine di un albero?
L'albero simboleggia la vita, la madre, un mezzo di comunizione con il mondo di Dio.
Non a caso nell'ambito della psicologia si effettuano dei test su come vengono disegnati gli alberi.
Questo test può essere d’aiuto per comprendere alcuni aspetti, i più nascosti, della personalità. L’albero, infatti, rappresenta l’essenza della persona, il suo sé.
Ho finito di dipingere questa immagine giusto oggi 26 Dicembre 2010, è solamente un caso? Infatti il 26 dicembre di 64 anni fa nasceva un "movimento" che avrebbe lasciato un segno indelebile nella mia vita non solo politica. Aveva come logo una fiamma tricolore.L'idea della fiamma tricolore come simbolo fu di Almirante. L'idea del trapezio sottostante la fiamma venne dopo.Doveva servire allo spazio per la dicitura MSI. Si diffuse subito l'idea che quel trapezio rappresentasse la bara del Duce e che la dicitura MSI avesse un significato, un acronimo:Mussolini Sempre Immortale. Ma queste cose, a quanto pare, rappresentano una delle tante leggende nate negli ambienti missini ,che non corrispondono al vero.Ma cosa c'entra l'albero con la nascita dell'Msi ? C'entra eccome! Vedete le radici come sono solide,
e affondano nel terreno! L'albero come simbolo di idealità, che attraverso le proprie radici solide che potranno e dovranno mutare adeguandosi al tempo che muta, ma che non geleranno mai perchè ben ancorate al terreno!

Salvatore Valerio

Del Direttivo Nazionale
Associazione Politico Culturale "Destra Razionale" sapere aude

lunedì 20 dicembre 2010

Brevi riflessioni sul Natale.


Il Natale ci ricorda da oltre 2000 anni la venuta tra noi di nostro Signore figlio di Dio.

Quante cose sono state dette e scritte sul Natale!

Qualcuno afferma che è stato già detto tutto!

Io ,credente, molto modestamente,penso che il Natale serva a farci tener presente che senza Dio la nostra vita diventa priva di ogni significato spirituale, appiattita e senza punti di riferimento.

Viviamo in un'epoca dove la spiritualità, la religione, tutto ciò che non è materiale va sempre più a perdere ogni significato, spesso sono concetti surclassati da una falsa idea di "modernità" che sfocia in relativismo,che afferma in sostanza che non esiste una verità assolutamente valida, ma l'unico metro di valutazione diviene l'individuo con la propria percezione soggettiva. Al di là del bene o del male. "...e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie." (Papa Benedetto XVI)





Porto in me la speranza che questa ricorrenza induca molti a fare un po di riflessione sul reale significato della nostra vita,che non è solo materia ma anche spirito, traendo da ciò un " pretesto" per operare sempre a fin di bene.





Salvatore Valerio

mercoledì 8 dicembre 2010

Il povero Sindaco di Firenze Renzi viene scaricato dal PD.Io lo applaudo.E se a Foggia...



(in foto il sindaco di Foggia Ing. Mongelli)



Il Sindaco di Firenze Renzi da antiberlusconiano a filo...Silvio!

Il Pd non prova neanche a mediare. Lo scarica mostrando anche una sciocca intolleranza .

Ma cosa è accaduto di tanto grave?

E' andato ad Arcore direttamente dal Cavaliere a chiedere soldi per la sua Firenze.

Devo dire la verità , Renzi è un personaggio della politica italiana di sinistra che mi è simpatico,

proprio per questa sua maniera inconsueta direi anche un pò ingenua ma molto coraggiosa di adoperarsi per la sua città.

Il sindaco Renzi fu quello che si inventò il termine "rottamatore" che stava ad indicare un modo nuovo di fare politica

rottamando tutto ciò che sapeva di vecchio e superato del suo partito (il Pd). I maligni del suo stesso partito sostengono che si sia lui auto....rottamato con questo modo "alternativo" di operare.

Mi piacerebbe vedere qualcuno della mia Foggia, un rappresentante istituzionale locale, chessò un sindaco un assessore comunale, un vicesindaco fare la stessa cosa, non solo per esigenze di bilancio , ma per amore di Foggia e per gli interessi dei foggiani.

E' dire che due anni fa , era il mese di agosto (forse proprio il 15 ) , una certa signora Lucia Lambresa vicesindaco di Foggia, rispondendo alle mie perplessità sul suo "ribaltone foggiano" ebbe a dirmi qualcosa del genere: non dobbiamo restare prigionieri delle ideologie, Destra-Sinistra due identità politiche che non esistono più. E allora il sindaco Mongelli e la signora Lucia si facessero un viaggetto in quel di Arcore, avendo tutto ciò come unico obiettivo il bene dei foggiani ...hai visto mai????



Salvatore Valerio

Associazione Politico Culturale Destra Razionale sapere aude

Membro del Cda

mercoledì 1 dicembre 2010

La morte di Monicelli.


In occasione della morte di Monicelli si suona bella ciao, invece della marcia funebre.
Si è sempre professato comunista avrei visto meglio l'internazionale suonata, se proprio si voleva dare una connotazione "ideologica".
Ho il massimo rispetto per il regista morto "suicida".
Parola questa che non è mai stata usata.
Se mi uccido io sono "suicida" se si uccide Monicelli è una tragica morte...

S.V

sabato 27 novembre 2010

Si è spenta una città.(nota di pessimismo)


Oltre ai problemi municipali che ci costringono a camminare a Foggia di sera con la candele accese,
oggi ci si è messa anche l'ENEL.Pare che ci sia stato un guasto.
In molte zone di Foggia l'erogazione di energia elettrica è mancata per circa un' ora.
In altre zone c'è a "singhiozzo".
Ma cosa sta succedendo a Foggia ?
Si usava un tempo dire : Foggia, una città con luci ed ombre.
Adesso non ci restano che le ombre, anzi il buio in una città dove si allontana sempre più la luce di un futuro luminoso.

Salvatore Valerio

domenica 21 novembre 2010

Il coraggio e la sfida di Papa Benedetto XVI.


"Concentarsi solo sul profilattico significa banalizzare la sessualità.
Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta
utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione,un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso, e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia questo non è il modo vero e proprio per vincere l'infezione dell'HIV"
Questo è un Papa che ha il merito di essersi soffermato su uno dei grandi mali contemporanei:
l'Eros inteso come una forma di nichilismo dissacrante.
La Chiesa ha avuto sul sesso posizioni severe e anche problematiche , quella del Papa
oggi è da considerarsi come una sorta di denuncia contro una società che fa inaridire ogni sentimento e che spesso considera l'altra persona come uno "strumento" in cui il sesso vada considerato solamente come un gioco.
C'è poi da considerare che il Papa fa tutto questo in maniera molto diretta e sobria,con molto realismo e poca dottrina. Qualcuno considera tutto ciò come una specie di pretesto per poter portare la questione di Dio come "disinnescante" lo scontro di civiltà.In effetti le altre culture del mondo sono e restano scandalizzate ed impaurite dal comportamento dell'Occidente, che prima ha diffuso il materialismo teorico attraverso il marxismo e ora esporta un materialismo pratico.
Per tale ragione risulta essere decisivo dare ragione della propria fede, che è pure dono di Dio, e saperla spiegare in modo razionale. (S.V)

venerdì 19 novembre 2010

La cattura del boss Antonio Iovine.Considerazioni.


Gli 'Italiani , si diceva un tempo, un Popolo di Santi, di Navigatori ed Eroi .
Da quando fummo definiti in questo modo ne è passata di acqua sotto i ponti!
Oggi il profilo degli Italiani è decisamente cambiato.
Siamo diventato un Popolo schizzofrenico e stancamente diviso su tutto!
Non ci si trova d'accordo a festeggiare tutti insieme neanche quando si cattura il Boss dei Casalesi ,Antonio Iovine, inserito nell'elenco dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia.Ci si accapiglia su Roberto Saviano, sul Ministro Maroni sulle azioni del Governo definite ad "orologeria" da parte di qualcuno che si crede più intelligente di altri.
Dopo tutto queste cose, non possiamo gridare allo scandalo se scorgiamo il sorriso di sfida del Boss catturato, nelle foto dei giornali, dove il lettore distratto non riesce a percepire chi è il poliziotto e chi è il delinquente, tanta è l'allegria che il catturato infonde con il suo sorriso da persona (quasi) normale ; è il giusto atteggiamento di risposta a tutto questo clima paradossale di "tutti contro tutti" che stiamo vivendo in Italia, che ci fa perdere il senso alto dello Stato , delle Istituzioni.
Popolo strano il nostro, non trova neanche nella cattura di un delinquente un punto fermo, un riferimento per poter gioire indistintamente tutti!

Salvatore Valerio
Membro del CdA dell'Associazione Politico Culturale Indipendente
"Destra Razionale sapere aude"

domenica 14 novembre 2010

Elogiamo insieme a Sinesio la calvizie.


Se il nostro Premier Berlusconi avesse letto e condiviso le dotte argomentazioni del retore e vescovo del IV secolo Sinesio di Cirene, non avrebbe certamente rinunciato alle straordinarie virtù della calvizie, fra le quali, suprema, quella di rendere “l’individuo completamente calvo… l’essere più divino sulla terra.”
Conoscendo l’egocentrismo, tratto caratteriale molto evidente del personaggio politico in questione, risulta verosimile che si sarebbe rapato a zero altro che bandana e successivo trapianto!
L’Elogio della calvizie, se non un capolavoro assoluto, è un vero e proprio best seller dell’età tardo-antica. Un breve “divertimento” che oscilla tra l’intento consolatorio, presto lasciato cadere, e l’orgogliosa rivendicazione di una superiore e più autentica identità antropologica. A tal riguardo afferma: …tra gli animali i più sciocchi sono quelli completamente coperti di peli,mentre l’uomo che ha avuto in sorte il lume della ragione, è per lo più privo di tale coltre naturale. Tuttavia ha capelli e peli in poche parti del corpo. Chi poi è sprovvisto anche di pochi capelli, è rispetto ad un altro uomo, quel che l’uomo è rispetto ad una bestia”…
La calvizie-afferma Sinesio- è anche segno di saggezza, di integrità morale,perfino di buona salute; la chioma,invece di tutto l’opposto. Le prove a favore della sua tesi non mancano al retore, che abilissimo nell’arte della persuasione sostenuta dal cuore, ne trova di schiaccianti nella storia, nella filosofia, nella poesia.
A Voi non so ma a me stò Senesio mi stà simpatico assai ! Forse perché sono calvo?


SINESIO DI CIRENE (370-413 d.C) allievo della scuola neo platonica di Ipazia e Vescovo di Tolemaide.
Intellettuale acuto e pensoso (forse il motivo della calvizie?), scrisse opere che divennero dei “bestseller”
e che ancora oggi lo fanno ricordare come una delle personalità più interessanti dell’età tardo-antica.

mercoledì 10 novembre 2010

Foggia:11 novembre 1999.Una delle più tristi giornate mai vissute dalla città, dal dopoguerra in poi.




Crollo di Viale Giotto:67 morti.
67 innocenti, morti per l'incuria dell'uomo.
Una città stravolta, in lacrime.
La solidarietà di una intera Nazione.

lunedì 8 novembre 2010

Una bella nota di Alberto Mangano riguardante il nostro impegno per l'istituzione di un Monumento che ricordi la tragica luttuosa estate del 1943.


La lezione dei due "Salvatori".

In questi giorni, su Fb, siamo stati coinvolti in tante discussioni intorno ai problemi della nostra città che spesso sono sfociati in dure polemiche e che hanno determinato turpiloqui ed insulti. Si è parlato del ponte sul Cervaro, del dissesto al comune di Foggia, di parcheggiatori abusivi, di immondizia e di buche lungo le strade cittadine. Ma, stamattina, appena sedutomi davanti al pc, mi sono accorto che si era intavolata una discussione nel commentare una cartolina che io, tra le tante, avevo condiviso con voi amici. Bene, io volevo condividere con voi le mie emozioni, i miei ricordi, cercavo di “estorcervi” qualche notizia su un esercizio commerciale di allora, sui loro proprietari. Ed invece… scopro commenti di rabbia, di impotenza ma capisco da tutto ciò che questa fotografia vi ha toccato le stesse corde e che vi piange il cuore a vedere la vostra città com’era e confrontarla con quella che la stessa è diventata. Saranno le numerose primavere che ormai ci portiamo sul groppone, sarà forse che tutti ricordiamo la spensieratezza vissuta 30-40 anni fa, fatto sta che in un modo o nell’altro qualcosa dentro di voi si è mosso. Sapete cosa manca ai foggiani? L’orgoglio dell’appartenenza, l’incapacità di dire che amano la propria terra e che vorrebbero viverci loro e i loro figli e che mai vorrebbero fare come coloro che necessariamente hanno dovuto lasciarla per realizzarsi altrove. Mi permetto di dirvi ciò perché io in questi anni, con il mio modesto lavoro in rete, ho conosciuto gente che soffre per nostalgia, che lontano da casa ormai da anni mi scrive: “Quanto è bella la mia città, cosa non farei per tornarvici”. Bene allora cosa possiamo fare noi per migliorare la vivibilità di Foggia e cercare di offrirla ad un ipotetico turista che si affaccia dalle nostre parti? Dimentichiamo quel passato di polemiche sulle giunte che si sono susseguite e sulle cose buone e quelle meno buone che le stesse hanno determinato e voltiamo pagina. Evitiamo di esaltare le cose di Agostinacchio o quelle di Ciliberti dichiarandoci in tal modo faziosi e poco propositivi e guardiamo avanti, al futuro che si può costruire tutti insieme, animati e guidati solo dalla buona volontà, quella genuina , quella che non vuole chiedere il conto a nessuno. In questi giorni ci siamo impegnati affinchè venga realizzato un monumento per le vittime dei bombardamenti del 43: ci siamo visti, ci siamo confrontati, abbiamo girato la città, abbiamo tracciato un percorso. Oggi siamo 4, domani 7, dopodomani 50, tra due mesi 1000. Dovrà essere la città a rendere omaggio a quelle vittime. Signori così si spezza la catena della clientela; oggi per organizzarsi, per avere lo spazio, per fare non bisogna più rivolgersi al politico amico, al parente consigliere. Amici oggi il web affossa tutta questa gente se è vero come è vero che, scusate la immodestia, ma a Foggia sono conosciuto più io che tanti consiglieri. E sapete perché? Perché il sottoscritto, un giorno, ha deciso di prendere quella che è definita dalle nostre parti la “cavidarella” e ha cominciato a costruire dal nulla pur sapendo che nessuno gli avrebbe dato una paga, che non avrebbe avuto alcun ritorno. La gente non ci credeva che questo poteva succedere, ha sospettato secondi fini, voleva individuare il maledetto ritorno. Eppure il sottoscritto ha continuato, ha scoperto che insieme a lui c’era altra gente che, sacrificando il proprio tempo, la propria famiglia, alle volte il proprio lavoro, ha deciso di portare questa “cavidarella”. Cosa abbiamo concluso? Io vi rispondo che non ho ancora alcuna voglia di concludere e tirare le somme, voglio continuare avanti con gente come Salvatore Valerio e Salvatore Onorati che hanno dimenticato le proprie origini culturali e politiche, si sono seduti al tavolino e hanno deciso di lavorare, magari anche di essere criticati, ma di lavorare: che bella lezione ho imparato da tutti e due; si sono divisi per anni quando rivendicavano magari uno lo scempio delle Fosse Ardeatine e l’altro i Martiri Triestini. Oggi , in un abbraccio ideale, condannano quelle bombe, non interessa loro di che colore fossero, tutti e due insieme pensano a quei morti innocenti, quelli che sicuramente non hanno colore. Non vi preoccupate, non ci sono secondi fini, non sono imminenti le elezioni, nessuno ha bisogno di visibilità, stiamo solo cercando di restituire alla nostra comunità una memoria storica, vogliamo dare ai foggiani un’identità che vada oltre steccati che oggi non ci appartengono, che magari ci divideranno per altri motivi, ma non per il bene che vogliamo alla nostra terra. Vogliamo fare un altro esempio per quello che possiamo fare per la nostra città? Creare un comitato per guidare la toponomastica e dare una identità locale alle nostre vie, alle nostre piazze. A voi sta bene viale Europa, via Spagna, via Portogallo e non so se esista via Liechtenstein? Ebbene si può fare facilmente solo coinvolgendo la gente di buona volontà capace di riorganizzare la nostra storia e stabilire determinate priorità. Le idee non mancano ma bisogna partire perché le critiche al vento non portano da nessuna parte e anche se incontreremo ostacoli, anche se qualcuno avrà da ridire, noi potremo opporci dicendo che solo chi opera può sbagliare mentre chi non opera può solo arrogarsi il diritto di parlare sicuramente in modo improprio. Sapete perché penso che il percorso che può portare a costruire una nuova città sarà difficile ma non necessariamente impervio? Perché di gente come i due “Salvatori” che hanno deciso di incamminarsi insieme, io so che ce ne sono altri.

Alberto Mangano

domenica 7 novembre 2010

La sinistra italiana: tra nomi strani,strategie e fantasia


La sinistra conia un altro nome ed un 'altra strategia:dopo i girotondini,il popolo viola, ecco i rottamatori. Come è lontano il periodo della "fantasia al potere"!!
Adesso è solo fantasia!!! Il potere è ben lungi dall'essere conquistato.

venerdì 5 novembre 2010

Giovanni Papini.


«Si può entrare nel regno di Dio anche dal nero portale del peccato.»


Giovanni Papini

sabato 30 ottobre 2010

Ad Orsara di Puglia (Foggia) non è Halloween!


Nel paese del Subappennino Dauno l’usanza di svuotare le zucche, scolpirle come teschi ed illuminarle con le candele, si perde nella notte dei tempi.
A Orsara di Puglia lo sanno anche i bambini: la notte più lunga e luminosa dell'anno, quella dei falò e delle teste del purgatorio, con Halloween non c'entra niente.
La festa dei "Fucacoste e cocce priatorije" è una delle tradizioni più antiche in Europa. Si svolge la notte a cavallo tra il primo e il secondo giorno di novembre, per rendere omaggio alla memoria dei defunti. Elemento caratterizzante dei fuochi è la ginestra, un arbusto che, in fiamme, si volatilizza facilmente, mostrando ai nostri occhi il legame tra cielo e terra. Solo a Orsara i "fucacoste" si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un'atmosfera di magico incanto. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all'interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po' di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E' convinzione che le anime dei defunti, tornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. In onore dei defunti, si consumano cibi poveri ma simbolici: il grano lesso condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Niente streghe, dunque, niente maschere e figure grottesche, piuttosto la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose un'interpretazione cristiana a una pratica di origine pagana.
( da redazione Teleradioerre )

venerdì 22 ottobre 2010

La crisi occupazionale che colpisce migliaia di lavoratori "trasparenti" di cui nessuno parla.Gli informatori Scientifici del Farmaco.









In un settore strategico e molto importante per la salute si stanno operando dei tagli indiscriminati di cui nessuno (o quasi ) pone attenzione:

sto parlando della categoria degli Informatori Medico Scientifici dell'Industria farmaceutica che è stata colpita da 12.000 (fonte Pharmakronos) tagli di personale nell’ultimo biennio e per la quale si sta prospettando un’ulteriore riduzione. Una categoria già martoriata da un forte mobbing, percepito dal 71,9%, da una pesante crisi del settore farmaceutico e da aziende che approfittano un po’ della situazione per attuare politiche non del tutto chiare e lineari.





Le industrie del farmaco continuano a mandare a casa lavoratori come gli informatori medico-scientifici e i ricercatori e fanno un improprio ricorso agli ammortizzatori sociali, distogliendoli a settori che ne avrebbero davvero bisogno. Perché, come dichiarato da autorevoli analisi di mercato, il 2010 per il settore farmaceutico è da rtenersi un anno stabile o addiritura con fatturati in crescita. Moltissime aziende sono in positivo, molte hanno fatto acquisizioni di altre società eppure parlano di tagli occupazionali o si avvalgono della cassa integrazione pesando gravemente sullo Stato.

Inoltre nonostante 20 anni di richieste, non è ancora stato istituito un albo professionale degli ISFche sarebbe troppo scomodo per le aziende farmaceutiche e costantemente boicottato.

Sarebbe ora che il Governo attraverso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali inizi a vigilare affinchè qualsiasi manovra attuata dalle aziende farmaceutiche, non si risolva esclusivamente a danno di questi lavoratori altamente qualificati.



Salvatore Valerio

Informatore Scientifico del farmaco


(di una grande azienda multinazionale)



Chi è l'informatore scientifico del farmaco (ISF)?

L'Informatore Scientifico del Farmaco è una figura caratterizzata da un'alta qualificazione professionale, adeguate conoscenze sui medicinali e spiccate capacità tecnico-commerciali;

L'Informatore Scientifico del Farmaco si occupa di:


sviluppare l'attività di informazione scientifica presso i medici, illustrando loro le caratteristiche farmacologiche e terapeutiche dei farmaci per assicurarne un impiego corretto;
riferire all'azienda le osservazioni registrate che emergono dal colloquio con gli operatori sanitari e, in particolare, le informazioni sugli effetti secondari dei farmaci ad uso umano.

Questa figura professionale rappresenta il trait d'union tra industria e ricerca da un lato e clientela dall'altro. Egli garantisce il feedback di notizie relative alla farmaco-vigilanza, segnalando eventuali effetti collaterali indesiderati che sono stati rilevati nell'uso quotidiano del prodotto. Inoltre, segue sul campo la distribuzione del farmaco dal grossista al farmacista, in particolare quando un nuovo prodotto viene lanciato sul mercato.

COMPETENZE


Le competenze necessarie all'Informatore Scientifico sono costituite da un mix di conoscenze scientifiche e di abilità commerciali. In particolare deve avere elevate conoscenze di base in una delle seguenti discipline: medicina, chimica e tecnologie farmaceutiche, veterinaria, scienze biologiche o farmacia; deve conoscere il mercato, la concorrenza ed il trend dei prodotti in commercio; deve inoltre possedere capacità di analisi e di sintesi sia nei contatti con i medici che nella presentazione dei dati alla propria azienda. Il percorso di carriera è agevolato dalla conoscenza di una lingua straniera, in particolare dell'inglese.

FORMAZIONE

Per legge, il titolo di studio richiesto ad un Informatore Scientifico è la laurea in medicina, chimica e tecnologie farmaceutiche, veterinaria, scienze biologiche o farmacia. Da qualche anno è stato istituito presso le sedi universitarie di Padova, Parma, Pavia, Bari e Catania una laurea breve per Informatore Scientifico del Farmaco.

Le case farmaceutiche predispongono per tutti i propri Informatori, e in particolare per i neoassunti corsi propedeutici per far conoscere i prodotti, il mercato, la concorrenza e i trend dei prodotti più importanti, nonchè elementi di tecniche di comunicazione e di gestione dei potenziali clienti. Infatti l'Informatore incontra sia medici di base che titolari di cattedra e deve avere la capacità di adeguare e gestire il colloquio a seconda dell'interlocutore.

mercoledì 13 ottobre 2010

Quanto è intelligente la sinistra italiana!



Quanto è intelligente la sinistra italiana!
Apprendiamo che c'è l'accordo tra il PD e Vendola per le primarie e per una eventuale futura alleanza politica per governare in una ipotesi (speriamo) remota di vittoria elettorale. Abbiamo cosi capito una cosa :quanto è intelligente la sinistra italiana, si allea con se stessa!Nichita aveva pochi giorni fa apostrofato il Partito Democratico con la nobile e letteraria immagine di “anima morta”. Chi si può accordare con un'anima morta? Uno zombi.

sabato 9 ottobre 2010

L'amore al di là del tempo e dello spazio.

L'amore non ha età! Quanta struggente emozione suscita in me questo brano del Maestro Battiato!

giovedì 7 ottobre 2010

Dopo tanto chiasso mediatico intorno a Tiziano Ferro, FACCIO OUTING (coming out ) sono etero,mi piacciono le donne.Sarà grave?




Dopo tanto chiasso mediatico intorno a Tiziano Ferro, FACCIO OUTING (COMING OUT) :
SONO ETERESESSUALE E MI PIACCIONO LE DONNE, SARO' NORMALE? SARA' GRAVE?



Ha sollevato un mega-polverone il coming out di Tiziano Ferro, che ha dichiarato la sua omosessualità apertamente. In molti ci vedono una sapiente mossa di marketing, considerando l'imminente uscita della sua autobiografia "Trent'anni e una chiacchierata con papà", altri invece lo vedono come l'eroe degli omosessuali.

Ma è tanto importante sapere chi è gay e chi non lo è? Non si starà ribaltando la situazione? Si fanno tante battaglie per i diritti degli omosessuali che non vogliono essere discriminati, ma parlare in questi termini di loro ed esaltare gli eroi del coming out non è metterli in evidenza come "diversi"?

lunedì 27 settembre 2010

"Dipendenze" o "Depandance"?


Grado di parentela e affinità
PARENTELA ENTRO IL 3° GRADO
I cognati (va notato che il coniuge del cognato non è affine. Cioè non sono miei affini i cognati e le cognate di mia moglie; nè sono affini tra loro i mariti di due sorelle).
Mannaggia ai cognati!
C'è la dipendenza alla droga, all'alcool...
......perchè l'Italia deve dipendere da un cognato? Per una "depandance" poi...
Dipendenze o...depandance?

venerdì 24 settembre 2010

La condanna a morte di Teresa Lewis.Il silenzio "assordante" della comunità internazionale.



IO NON NOTO NESSUNA DIFFERENZA!




(ANSA) - WASHINGTON, 24 SET - E' stata uccisa in Virginia con iniezione letale Teresa Lewis, la 41enne disabile mentale condannata a morte per un duplice omicidio. La donna e' deceduta alle 21:13 di ieri ora locale (le 3:13 di oggi in Italia) nel 'braccio della morte' del Greensville Correctional Center. La Lewis e' la dodicesima donna che viene giustiziata negli Usa dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976.


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La donna, mentalmente disabile e colpevole secondo l’accusa di aver ingaggiato due uomini per assassinare suo marito e il figliastro, è stata abbandonata al suo destino dalla comunità internazionale, la stessa che si sta scandalizzando per le sorti dell’iraniana Sakineh.
Come è strana l'umanità...

lunedì 20 settembre 2010

Il silenzio di Dio.

‎"Oltre alla spada e alla fame, cè una tragedia maggiore, quella del silenzio di Dio, che non si rivela più e sembra essersi rinchiuso nel suo cielo, quasi disgustato dell'agire della umanità" (Giovanni Paolo II)

sabato 18 settembre 2010

A proposito del terremoto :rappresenta una connotazione antropologica del foggiano, l'inazione (inerzia, ozio) ed il fatalismo?


Uscendo dalla fredda logica della cronaca, ha destato in me molta curiosità ed interesse la considerazione fatta a proposito

dell'evento sismico di ieri ( causa di tanta paura ed in qualche caso panico) da parte del professor Saverio Russo, docente

di storia moderna alla facoltà di lettere dell'università di Foggia.



Egli infatti sostiene "...Come altri eventi della città, il terremoto ha contribuito nel lungo periodo a conformare un modo di pensare



del foggiano.Una sorta di connotazione antropologica per cui si crede di essere nel buco nero della storia della natura che si manifesta



o sotto forma di terremoto, di bombardamenti e chissà oggi potremmo dire anche sotto forma di dissesto.Ciò ha contribuito a quel fatalismo,



all'inazione che è uno dei tratti del foggiano".



Una domanda ai foggiani: vi riconoscete in questo profilo fatto dal professor Russo?



Io foggiano doc, non mi ci riconosco.

venerdì 17 settembre 2010

Terremoto: forte scossa a Foggia.Molta la paura tra la popolazione, ma al momento non si registrano danni o persone rimaste ferite


L'epicentro secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
FOGGIA - Scossa di terremoto di 4,4 gradi della scala Richter a Foggia. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è stato registrato alle 14,20 e l'epicentro era a una profondità di 30 km (all'inizio erano stati indicati 8,3 km) alla periferia a sud-est della città pugliese. Tredici minuti dopo c'è stata una seconda scossa di 2 gradi.

PAURA - Molta paura si è registrata tra la popolazione. Numerose persone si sono riversate per strada. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d'assalto dai tanti che chiedevano informazioni. Molta paura si è registrata tra la gente nel foggiano per la scossa di terremoto. Numerose persone si sono riversate per strada, gridando. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d'assalto dai tanti che chiedevano informazioni. Al momento - secondo le prime notizie - non si registrano danni o persone rimaste ferite.

SISMICITÀ STORICA - La città di Foggia si trova in un'area di pericolosità sismica medio-bassa, ma è posizionata in mezzo a due zone ad alta sismicità come l'Irpinia e il Gargano e quindi viene posta in zona 2 (media) nella classificazione nazionale sismica del territorio. In un raggio di 20 km da Foggia si sono registrati in epoca storica terremoti anche più intensi di quello del 17 settembre: nel 1841, nel 1875 e nel 1941, e nelle vicinanze altri sismi nel 1381, nel 1731 e nel 1995.


17 settembre 2010

lunedì 6 settembre 2010

I Dinosauri della politica di Foggia.





Foggia ha i suoi Dinosauri. Basta recarsi presso il comune .

Insieme al cucciolo Mongelli, troverete Agostinacchio, Lambresa,Pasquale Pellegrino,Italo Pontone

e tante altre razze autocnone purtroppo (politicamente) non in via di estinzione.

Attenzione! Hanno il bel vezzo di dilapidare danari pubblici per tale ragione andare con in tasca il minimo indispensabile...

Non troverete uno dei Dinosauri più pregiati, un certo Ciliberti Orazio, pare che sia stato visto in cattività in quel di Campobasso .

giovedì 26 agosto 2010

Ricordare i morti civili dei bombardamenti di Foggia con un monumento, prescindendo da ogni " querelle".


E' apparso oggi un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno dove il nostro concittadino scrittore ,appassionato di storia ,

Alfonso De Santis,pone in risalto quale dovrebbe essere il giorno delle celebrazioni relative ai bombardamenti su Foggia del 1943 da parte degli americani: il primo giorno in cui questi si manifestarono, cioè il 26 maggio.

Questa nota viene dopo che il 19 agosto ,in un altro articolo del più popolare quotidiano della nostra regione, pose l'accento dell'importanza di questa data ( 19 agosto) giornata con più morti , nell'ottica del ricordo e delle ceebrazioni di questo triste avvenimento.

Da tutta questa querelle ,che onestamente non mi appassiona più di tanto , si evince un dato inconfutabile : si è finalmente

ridestato l'interesse, il ricordo su questi avvenimenti. Possiamo parlare di date , possiamo disquisire sul numero di morti, l'importante è che se ne parli e che si ricordino degnamente con un monumento questi nostri fratelli concittadini, un qualcosa di concreto che rimanga ad imperitura memoria delle nuove generazioni che non dovranno mai più provare la crudeltà e l'obbrobrio della guerra.

mercoledì 25 agosto 2010

ROMA 25 Agosto 1960: ECCO I GIOCHI OLIMPICI.




Rivedo nella mia mente le immagini emozionanti di quelle giornate. Mio padre corse ad acquistare il televisore (ovviamente in bianco e nero).Ero un bimbo di 5 anni ma, nonostante la mia tenera età, fu un evento che mi coinvolse e che mi affascinò tantissimo. Era il periodo del boom economico e c'era un grande ottimismo nel futuro della nostra Nazione!
Come sembrano lontani quei giorni in cui molti italiani sognavano una vita migliore e meno disagiata. Ho letto l'ottimo editoriale di oggi sul Corriere della Sera di Beppe Severgnini che mi ha fatto riflettere e che finisce così:

"L'Italia del 1960 si sentiva una protagonista in cammino. I genitori faticavano pensando: i nostri figli staranno meglio. Nel'Italia del 2010 sappiamo tutti-padri,madri,figli- che la nuova generazione precarizzata starà peggio, e già ha bisogno di aiuto ( per la macchina, per la prima casa).
E' un ribaltamento innaturale : la nazione che lo accetta è nei guai"


(SV)

martedì 17 agosto 2010

Tempo di bilanci.


Dopo ferragosto, alla ripresa della routine quotidiana si fa un bilancio, sulle vacanze (lanciando le basi per la riuscita delle prossime) sul lavoro ( se c'è) che si riprende dopo una pausa,in altri termini ci si interroga e ci si sofferma su quello che è stato per affontare meglio quello che sarà. E' un momento particolare che a me piace molto anche se avvolto da una "timida malinconia";evidentemente questo particolare momento dell'anno rappresenta (in piccolo) il bilancio della propria esistenza, e sicuramente serve per ricaricarsi e per "ripartire" sempre con motivazioni nuove.Guai se così non fosse!


Salvatore Valerio

domenica 15 agosto 2010

La Madonna dei Sette Veli di Foggia.La nostra Mamma.


Dedicata alla Madonna dei Sette Veli di Foggia,testo in dialetto foggiano:




'A Mamme nostre

Staje sèmbe dinde'a quèlle nicchije d'orate,

nescijune te canosce, nescijune te vède,

'eppure...tutte i fuggiane te vonne 'bbène;

doje vòte 'a l'anne te mettime in mostre,

quanne te purtame, spalle spalle,

'nprecessione, pe'ù corse;

'a marze 'a prime vòte,

p'arrecurdarce d'e tand' anne fà,

quanne facije culle sòrte 'e terramote;

povere Foggie, quante delore 'e destruzzijone,

'e quanne 'a tèrre angòre tremelave,

tu appariste, 'e sule allore 'a tèrre se fermaje;

'a auste pe'a seconde vòte,

quanne ripa ripe 'e vija vije,

te ne turne 'ndrète 'a chijese tuje;

si, 'a chijese tuje, 'a San Tommase,

'ndò maje nescijune tà cacciàte,

'ndò maje nescijune tà sfrattàte;

tanne velute inde'a Chijese Madre,

pe forze, 'ndò stanne quille cù vestite rusce

'e cù scazzuppine 'ngàpe;

tutta gènde sopraffine!!!

chè quanne vanne arrète 'a precessione,

parene, tante fegurine;

ma tu stì fatte nen lè maje guardate,

sule 'u core 'e l'aneme dà gènde,

tanne sèmbe 'nteressate;

guarde 'o bùne 'e pure 'o malamènde,

vide 'o sane 'e pure 'o sofferènde,

staje accorte 'o dottore 'e pure 'o nullatenènde;

tu sije nà mamme juste,

sije 'a mamme, de tutte quande,

pe tè, tutte i figlije sò 'mburtànde;

inde 'a Chijese Madre, ciaspitte 'e ce chiame,

ma forse, nuje, nen te meretame,

pecchè, sule sotte 'e taccarate te cercame;

sule allore, citte citte, te pregame,

vicine 'a quella balaustre,

ku resarije 'mmane;

te cercame, guardanne inde 'a culle circhije nère,

chissà vedime 'a facce tuje,

quelle facce 'mmaculate 'e sengère;

perdonece, mamme, si te trascurame,

dacce 'a grazzije de cercarte sèmbe,

ku còre 'mmane;

i figlije, 'a mamme, nen 'zse'a scordene maje,

'e tu sije nà mamme speciale,

nà mamme bèlle assaje;

nà lacreme, d'ope nù chiante s'asciughe 'e mòre,

nù fiore nasce, eppò sassècche 'o sòle,

l'amore de'a mamme nostre pe sèmbe te console ;

te chiamene Cunavètre 'o Madonne d'i sette vèle,

pe nuje, sije 'a mamme nostre,

'a chiù bèlle dù munne indère;

'e quanne amme lassà stà tèrre,

'u jurne chè 'u Segnore decidarrà,

nà speranze sole ciadda accumpagnà:

d'abbrazzarte 'e de vedèrte inde 'a l'ucchije azzurre tuje

'e tra nà lacreme 'e nù surrise, putè dice...

grazzije mamme, grazzije, pecchè che te vède 'u paradise!



Da una lirica di Rosario Puzio




Rielaborata in vernacolo da : Salvatore Il Grande

venerdì 13 agosto 2010

Foggia:la festa della Madonna dei Sette Veli (15 Agosto)



Foggia e la Madonna dei Sette Veli : una festa sempre più sottotono.Specchio della crisi sociale , economica oltre che morale che la città vive da tempo.La città privata da anni anche della possibilità di usufruire della "chiesa madre",per poter degnamente onorare la Madonna Protettrice della città.Non ci resta che sperare che la Madonna ci continui a guardare con occhi misericordiosi prescindendo dalle nostre storture.
Ave o Maria...

mercoledì 11 agosto 2010

I lavori infiniti per il Duomo di Foggia.



Riporto dal web uno scritto datato gennaio 2010 a firma di Andrea Pastore:

......... Il Duomo della città di Foggia. Prima di approfondire lo scempio odierno un piccolo excursus sul passato di questa perla incastonata in un mare di letame che purtroppo è oggi il capoluogo della Capitanata. Anche questa affermazione è riscontrabile facendo una passeggiata tra le vie di quella che fu una delle sedi imperiali di Federico II ed oggi è sede di imperiale degrado e malaffare. Tornando al Duomo, o come con affetto lo chiamano i cittadini di Foggia “La chiesa madre”, quasi che a queste mura vogliano attribuire il ruolo protettivo di un secondo angelo del focolare che brucia nei loro cuori. La Cattedrale nasce nel 1170 su progetto dell’architetto Bartolomeo da Foggia, l’idea di creare un tempio nel mezzo di un’area all’epoca paludosa e malsana, fu legato al ritrovamento di una preziosa e per i fedeli miracolosa immagine di Maria, la Madonna coperta dai sette veli. Sebbene distrutta a seguito del terremoto del 1731 la Cattedrale, verrà ricostruita in stile Barocco, tale riedificazione non farà tuttavia perdere caratteristici ed ancora oggi visibili richiami allo stile architettonico Romanico, in modo particolare si possono apprezzare i prospetti in pietra squadrata scolpita, il prezioso cornicione con altorilievi allegorici che in epoca medioevale avevano il compito di dissuadere i fedeli dal compimento di azioni malvagie, nonché il portale San Martino e la cripta caratterizzata da meravigliose colonne. Il Settecento darà il suo contributo di magnificenza alla chiesa con l’innalzamento del campanile e la installazione interna di altari in sobrio stile Rococò, interessante è la presenza di marmi policromi e di altre realizzazioni artistiche di pregio dell’Arte Napoletana, molto in voga nel XVIII secolo. Come si accennava una vera perla, purtroppo non soggetta all’attenzione dei più in quanto avvolta da un clima di ignorante indifferenza.
Data una rapidissima scorsa al passato di questo Tempio della Cristianità, veniamo alle più amare cronache recenti. Da ormai più di un lustro sono in corso dei lavori di ristrutturazione che non trovano compimento per la cronica carenza di fondi, basata peraltro su di un rimbalzo di responsabilità tra Curia e Comune, eppure tutti e due questi organismi dovrebbero aver a cuore i destini di quella che è per le gerarchie ecclesiastiche la Cattedra da cui il Vescovo impartisce al popolo di Dio il suo insegnamento e per l’amministrazione comunale un simbolo di unione ed identità cittadina.
Evidentemente niente di tutto ciò interessa più, e così mentre i colombi con il loro guano fanno marcire ciò che i ristrutturatori hanno già sistemato e le intemperie scalfiscono i ponteggi di ciò che ancora deve essere messo apposto, i fedeli rimangono fuori dalla porta. In tempi di crisi economica ed in una città che perde terreno in campo sociopolitico potrebbe dirsi che questo è un affare di scarso interesse, secondo l’autore non è così poiché una società matura è forte ha innanzitutto bisogno dei suoi simboli forti, ed uno di questi in Capitanata è il Tavolo della Madonna dei Sette Veli, l’antica icona dietro il cui culto nacque la città e che all’interno del Duomo è custodita. Se si è persa la riconoscenza e la memoria dei riti e delle strutture che rappresentano la costituzione della comunità, dispiace dirlo, ma la comunità non esiste più. In questa situazione si potrebbero cercare responsabili o peggio ancora colpevoli. Allora si dica colpevoli tutti, colpevoli le amministrazioni comunali passate e presenti per la nota immobilità di cui si è già trattato, colpevole la Chiesa che non ristruttura casa propria e colpevoli tutti i cittadini che non hanno mosso e non muovono un muscolo per far sentire la loro voce, riprova di tale indifferenza un banale sguardo su qualsiasi motore di ricerca del Web, alla domanda “Quando finiranno i lavori di restauro della Cattedrale di Foggia?” L’imbarazzante risposta è che non c’è nemmeno uno straccio di tread che ne parli, non un remoto blog che si indigni. Cosa vuol dire? Che la questione non interessa a nessuno. Probabilmente non è vero, ma rimane il fatto che vi è un immobilismo imbarazzante, che è l’amara dimensione di quanto la città non sia compresa ed amata. Chiunque abbia la forza, la volontà, l’amore per il capoluogo della Capitanata e soprattutto per il suo Duomo faccia qualche cosa, anche solo ne parli insieme all’autore di queste poche righe affinché l’oblio non soffochi la bellezza, affinché l’ignoranza non schiacci la dignità.

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Il signor Andrea Pastore ha fatto bene a scuotere lo coscienze dei foggiani, però si tenga presente che il sottoscritto ha sempre denunciato le lungaggini nel recupero della cattedrale di Foggia e dei lavori tanto è vero che basta andare indietro nel post dell'agosto 2009 per trovare la mia denuncia già nel titolo del post.
Un fatto è certo: anche quest'anno la cattedrale non ospiterà la festa in onore della Madonna dei Sette Veli e per Foggia non è una cosa positiva.
Ma tanto ...ci stiamo abituando a tutto anche al peggio!
Speriamo nel contempo nello sguardo misericordioso della nostra Madonna ...

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Ad ogni buon conto ecco cosa riportava la Gazzetta del Mezzogiorno del 26 Aprile u.s.:

lo scorso 14 aprile, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il bando di procedura aperta dell’appalto dei lavori di restauro conservativo e di adeguamento funzionale della Basilica Cattedrale di Foggia. Il testo integrale del bando è possibile consultarlo sul sito della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, all’indirizzo www.direzionebeniculturalipuglia.it. Entro la fine del mese di maggio si conoscerà l’impresa vincitrice dell’appalto mentre la ripresa dei lavori è prevista per il 15 giugno.

E’ opportuno ricordare che i finanziamenti per il restauro della Basilica Cattedrale di Foggia sono stati ottenuti grazie al lavoro svolto dagli enti locali, ed in particolare dall’Amministrazione comunale di Foggia e dall’Amministrrazione provinciale di Foggia. È del sindaco Gianni Mongelli, infatti, la decisione di optare nell’ambito dei finanziamenti da destinare al recupero dei beni culturali del piano strategico di area vasta «Capitanata 2020» i finanziamenti destinati al Comune capoluogo mentre è del presidente della Provincia, Antonio Pepe, la richiesta di finanziamenti nell’ambito del programma «Arcus» elaborato dal ministero per i Beni culturali. Insomma, i due maggiori enti locali della Capitanata non sono rimasti proprio fermi. Anzi, si deve anche alla loro decisione di avviare almeno il lavoro «stralcio» se riprendono i restauri della Cattedrale di Foggia, straordinario scrigno di architetture, d’arte e di storia del capoluogo e della Capitanata.


Non ci resta quindi che ...attendere.

Salvatore Valerio

lunedì 9 agosto 2010

Parafrasando (tra il serio e il faceto) Jean-Paul Sartre : la nausea


Nauseato da questa politica fatta solo di personalismi e nient'altro.
Una politica che parte dall'alto, e non dal basso.
Nascono sempre più nuovi contenitori politici, hanno un solo difetto :pochi pensano a riempire tali contenitori di... contenuti.
Ho la tentazione di star lontano da tutto ciò... mi preparo ...faccio la valigia, ho bisogno di riflettere.

(SV)

sabato 7 agosto 2010

I "finiani" e gli accostamenti con il Futurismo.


Pur avendo il massimo rispetto verso l'azione politica di Gianfranco Fini,
ritengo abusato il termine di Futurismo il quale fu un grande movimento
culturale che nacque in un contesto storico completamente diverso da quello
attuale.
Pertanto ritengo questo termine da dare a una corrente politica alquanto fuori
luogo, anche perchè il Futurismo non ebbe mai l'intento di fissare una linea
politica.
Per tale ragione è meglio che si lasci il Futurismo ai testi scolastici di
Storia, di Arte e Letteratura.
Non riesco a immaginare Gianfranco Fini e i suoi seguaci che affermano:
" La guerra è l'unica igiene del mondo"

Salvatore Valerio
Presidente Provinciale
Associazione Culturale Destra Razionale Sapere Aude - Foggia

giovedì 22 luglio 2010

Il sindaco Mongelli favorevole alla "nostra" iniziativa del Monumento che ricorda le vittime del 22 luglio 1943.


Stamattina ci sono state le celebrazioni, da parte delle Istituzioni locali, in ricordo del terribile bombardamento su Foggia avvenuto nel 22 luglio del 1943, che costò solo in quel giorno più di 7000 vittime civili.
A tal riguardo , riteniamo doveroso rimarcare che il sindaco Mongelli, ha menzionato la lodevole iniziativa "di un gruppo di cittadini foggiani, che si stanno attivando per un monumento a perenne ricordo di questo luttuoso evento. Sappiano che il comune di Foggia si mette a disposizione per supportare tale iniziativa".

Riteniamo la presa di posizione del Sindaco un ottimo viatico per il ragiungimento del nostro obiettivo, che poi è l'obiettivo di tanti nostri concittadini che non vogliono l'oblio intorno a quest triste evento che costò enormemente non solo in numero di vittime ad un già devastato tessuto sociale della nostra comunità.

Salvatore Valerio

sabato 17 luglio 2010

La brutta storia dello stupratore di tredicenni Roman Polanski


"E alla fine, il calvario di Roman Polanski è finito: niente più arresti domicialiri, niente più rischio processo per stupro a causa di un rapporto sessuale avvenuto nel 1977 fra il regista e una ragazzina tredicenne, Samantha Geimer."

Come si fa a dire che Roman Polanski ha vissuto "un calvario"?

Negli Stati Uniti invece sono alquanto nervosi , in quanto da tempo si sta cercando - senza successo - di processare (e incarcerare) Polanski per il reato da lui stesso ammesso prima di fuggire in Francia, nel 1978, e che aveva portato nel 2005 a un mandato di cattura internazionale .

Grande maiale il Polanski ; lo stupro di una ragazza di 13 anni da parte di un adulto è un delitto e va perseguito a norma di legge chi lo ha commesso prescindendo da "vizi di forma" come sostiene il governo svizzero.
Per quanto riguarda il "calvario"che avrebbe vissuto il maiale stupratore di tredicenni, non sarà mai come quello passato dalla povera (ormai 45 enne) Samantha Geimer.
L'unica cosa che si può fare è boicottare il prossimo film del maiale stupratore.

(SV)

giovedì 8 luglio 2010

L'errore di ritenere una persona colta ma amorale, anche intelligente e non cafona.


Scoppiano le polemiche attorno al premio letterario «Città di Bari – Pinuccio Tatarella». Nella cinquina dei finalisti è stato inserito Aldo Busi, al quale però la cosa non è sembrata proprio onorifica. Al contrario, ha chiesto che il suo nome venga ritirato: «Non ho alcuna intenzione – ha detto – di far partecipare il mio Aaa! ad alcun premio letterario di merda, tantomeno a uno che porta il nome di Tatarella, un fascista almirantiano con la cui memoria non voglio avere nulla a che vedere». Busi ha anche definito la giuria che ha indicato i cinque finalisti «un comitato catto-fascista».


Ricordiamo chi è Aldo Busi:
Busi story, da «Sodomie in corpo 11», processato per oscentà, al reality show

Lo scrittore, radiato dalla Rai per aver offeso il Papa all'Isola dei famosi, sconcertò con «Busi contro tutti»


escluso da tutte le trasmissioni Rai dopo l'offesa in diretta tv al reality «L'Isola dei famosi 2010
La parola è il suo mestiere, e Busi la forza, la deforma o la brandisce come un'arma lasciando sul campo feriti e contusi.

QUEL PROCESSO PER OSCENITA' - Classe 1948 (Montichiari, in provincia di Brescia), autore di un libro di culto come «Seminario sulla gioventù», Aldo Busi è da sempre orgogliosamente «osceno». Nel 1989, per le scene di sesso omossessuale contenute in «Sodomie in corpo 11», fu processato per oscenità, tranne poi essere assolto con formula piena perché il fatto non sussisteva.
La parola scritta del primo Busi viene poi fagocitata da quella detta del secondo Busi, lo scrittore-personaggio dell'era televisiva. Il primo incidente clamoroso avviene nel 1996 nel corso della trasmissione «Busi contro tutti» di Maurizio Costanzo. Argomento scivoloso: la pedofilia sulla quale lo scrittore si espresse a favore scandalizzando tutti.
L'errore è stato inserire questa persona cafona con il suo libro tra i 5 finalisti.
(SV)

domenica 4 luglio 2010

Se si ignora la parola "ideale".


Tempo di esami di maturità e di addii, da parte di molti giovani, alla scuola.Il bello inizia adesso. Affermava il grande Eduardo " gli esami non finiscono mai" e questo rappresenta solo uno "dei tanti" che la vita presenterà a questi "baldi giovani".
A tal riguardo riflettevo su una domanda che tempo fa feci ad alcuni giovani con i quali si parlava di politica e di ideali.
Alla mia precisa domanda :quali sono alcuni ideali nei quali credete veramente e che sono al centro della vostra vita, molti sono rimasti con la bocca aperta, qualcuno balbettava "la musica" qualche altro un "posto di lavoro", altri le "belle donne" etc.
Era evidente che la stragande maggioranza dei giovani non era a conoscenza del il significato di tale termine.
Solo in pochi centrarono l'argomento e la risposta che per me era adeguata al quesito.
Devo dire che mi è crollato il mondo addosso.Come diavolo si fa ad ignorare una parola come questa?
Ignorare il vero significato di "ideale" quale conseguenza può avere? Evidentemente questa parola non viene percepita nella sua vera essenza perchè venuta meno dal vocabolario degli adulti.
E ' probabile che molti si facciano una sorta di autocensura della mente sul mondo che non è materiale e quindi di tutto ciò che attiene il mondo spirituale , tutto ciò che gravita su desideri alti e nobili deve essere accantonato.
Per dirla in altri termini, si vola basso. Ma senza ideali non c'è il rischio di regredire in umanità?
Cosa si costruisce senza ideali?
Giro a Voi queste domande.

lunedì 28 giugno 2010

Comune di Foggia:sento puzza di "inciucio".


Comune di Foggia e bilancio:molti giornali locali parlano di" grande momento di coesione politica e di maturità" .
Io che sono un comune cittadino ed anche un pò malizioso, considero tutto ciò che si sta concretizando solamente "un inciucio" che serve ai nostri sempre più poco amati politici locali ,a temporeggiare per non andare al voto anticipato cercando di difendere l'amministrazione comunale dal dissesto.
Non credo ai buoni propositi di "questa" politica.
Non ho più l'età per credere all'esistenza di Babbo Natale.
Con il dissesto si andrebbe al commissariamento ed ad un voto anticipato.
Con una simile situazione,a chi converrebbe andare al voto oggi?

(SV)

martedì 22 giugno 2010

Foggia bombardata.

.......non sono rossi, non sono neri
sono civili con pochi pensieri
questi morti nessuno li brama
perchè li ha uccisi la bomba americana!





Monumento ai caduti del 1943: debito di memoria ma anche sfida culturale

DAL BLOG DEL QUOTIDIANO DI FOGGIA.

Costruire un monumento ai 22.000 foggiani caduti sotto le bombe alleate nella tragica estate del 1943 non è soltanto utile a pagare un debito con la memoria. È un modo per affrontare il problema più acuto e profondo che angustia Foggia, tanto più inquietante perché rimosso, non percepito: la questione dell’identità.
È l’identità – il senso di radicamento ad un territorio, di appartenenza ad una comunità civile – che produce sviluppo. Di un’identità la memoria è una componente fondamentale. Al contrario, lo “smemoramento” produce disorientamento, disagio, difficoltà ad adattarsi al posto in cui si vive, quartiere, luogo di lavoro, città.
In quella estate del 1943 la memoria di Foggia fu ferita in modo lacerante ed irreversibile: quelle 220.000 vite spezzate rappresentavano circa un quarto della popolazione residente, ed andò ancora peggio alle “cose”, ai palazzi, ai monumenti. Un consistente pezzo di memoria e di identità andarono perdute per sempre. Foggia non era più la stessa. Foggia non sarebbe mai stata come prima.
Si è scritto e discusso spesso sulle ragioni per cui il dovere della memoria verso quei morti non è stato mai del tutto onorato. Forse la necessità di dimenticare in fretta per accingersi ad una improba ricostruzione, portò ad una rapida elaborazione del lutto. Forse la volontà di custodire quella memoria e quel po’ di identità che erano sopravvissute andarono attenuandosi al cospetto di un altro fenomeno importante ai fini della sua ricaduta sull’identità, su cui non si è mai discusso abbastanza. Mi riferisco all’impetuoso tasso di immigrazione che fede del capoluogo dauno una delle città a più rapida crescita demografica negli anni Sessanta: dai comuni delle provincia si spostarono intere comunità, la popolazione cresceva al ritmo di 3.000 nuovi residenti all’anno. Alla vecchia identità si andavano sommando tante nuove, indefinite identità, con il risultato di sprigionare alla fine un’identità collettiva debole, scarsamente percepita.
Ci sarebbe voluto un governo politico di questa impetuosa fase di transizione e di trasformazione e non mancarono i tentativi lodevoli dell’allora classe dirigente: tanto per dirne una Foggia fu tra i primissimi capoluoghi di provincia a dotarsi di un piano regolatore generale che, pur esaurendosi rapidamente, garantì una crescita urbanistica in qualche modo ordinata fino a quando vi furono aree edificatorie a sufficienza.
Cosa è successo dopo? È difficile dirlo con certezza: il problema della identità debole è cresciuto macroscopicamente, e non soltanto sul versante urbanistico ed edilizio (che rappresentano il modo con cui una città esprime la sua identità, non sono soltanto qualcosa di astratto o di economico). Forse è proprio la crescita urbanistica della città negli ultimi decenni a denotare gli effetti devastanti di questa perdita di identità e di senso della città: quartieri dormitorio che si sovrappongono a quartieri di lusso, servizi dappertutto inesistenti, luoghi di socializzazione che sono andati via via scomparendo, una crescita delle aree commerciali che si è concentrata nell’estrema periferia, svuotando il centro cittadino che è poi quello in cui si concentrano la storia ed il passato della città, e dunque anche la capacità della città di ritrovare e vivere la sua identità.
Ritrovare (ovvero riscoprire, visto che i giovani forse neanche hanno sentito parlare dei bombardamenti) la memoria di quell’evento che più di ogni altro ha contribuito a disperdere l’identità è il primo passo da muovere per riconquistarla, l’identità. È tutt’altro che un’operazione di passato: è una grandiosa operazione culturale che può servire a costruire un futuro migliore per la città.
Geppe Inserra

mercoledì 2 giugno 2010

Foggia:ricordare degnamente i "Martiri dei Bombardamenti americani" del 1943.







Solo con un monumento si potranno onorare e ricordare degnamente "i Martiri civili foggiani" che perirono durante i bombardamenti di quella nefasta estate del 43.

sabato 29 maggio 2010

Poi parlano di "allontanamento del cittadino dalla politica"...



UN SENTITO GRAZIE ALLA COERENZA DEL PARLAMENTO EUROPEO! LA UE CI IMPONE FINANZIARIE LACRIME E SANGUE. L'OCS FIRMA PER UN PATTO PER LA MORALIZZAZIONE DELLA FINANZA...E A STRABURGO I PARLAMENTARI EUROPEI SI AUMENTANO LO STIPENDIO DI 1500 EURO! FANKULO!!!


(S.V.)

domenica 23 maggio 2010

Passeggiando per Foggia.


Oggi è domenica ,una bella serata primaverile, si sente nell'aria il tipico odore del tempo di maggio,è il periodo delle rose e dei fiori sbocciati ; ho deciso di fare, in compagnia di mia moglie, una passeggiata .
Dalla periferia, dove la presenza della vicina campagna, ti fa percepire questi odori siamo passati al centro. La cosa che accomuna la periferia ed il centro è la scarsa manutenzione di strade e marciapiedi e la sporcizia:cassonetti stracolmi di immondizia (ormai non è una novità) in tutte le zone , siringhe usate, panchine sporche dove bisogna avere una buona dose di coraggio per sedersi sopra. Tralasciando i bambini che giocano nella centralissima Piazza Umberto Giordano a palla distruggendo le aiuole, e che si arrampicano sulle statue che raffigurano le opere del nostra grande maestro concittadino, sotto gli occhi beati dei loro genitori.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una cabina telefonica in pieno centro (via Conte Appiano) completamente distrutta da un gratuito atto vandalico.
Mi è venuta subito alla mente una definizione di "senso civico": <...un atteggiamento di fiducia negli altri
orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive...>
Evidentemente a Foggia, che è alle prese,( al pari di altre realtà del sud ) con una grave crisi economica, sociale e politica, questo senso civico è diventata una cosa obsoleta,lontana da noi,presi da mille problemi, un qualcosa che non riguarda noi,anche perchè risulta essere molto più semplice addossare le colpe di tutti i mali agli altri.
Al politico che non amministra,al vicino di casa,agli altri che hanno cattiva educazione etc.
L’educazione civica, il rispetto degli altri , l’idea di una città gentile sono temi importanti. La qualità ambientale di una città si riflette come in uno specchio nella sua qualità civile e viceversa. La ricchezza o scarsità di “capitale di civismo” in una comunità incide in modo rilevante sulla qualità della vita dei suoi cittadini. In strada, sull’autobus,nel corretto utilizzo e rispetto delle cabine telefoniche, negli uffici, mentre si fa la spesa o si attende in fila: mille sono le occasioni di incontro con la cortesia o la maleducazione. Occasioni che, rendono più piacevole o più pesante la vita quotidiana di ognuno, condizionano gli stati d’animo, generano allegria o malumore.
In conclusione, stasera sono tornato a casa incazzato e con un grande malumore,percependo intorno a me una città verso la quale non sento più un genuino senso di appartenenza.

(SV)

martedì 18 maggio 2010

Foggia città in rosso!


Il responsabile del servizio finaziario del Comune di Foggia, Dicesare:"L'indebitamento ha raggiunto l'86 % della spesa corrente. La cura? Non comprare più neanche uno spillo".

Se veramente i politici foggiani vogliono recuperare credito nei confronti di una intera cittadinanza, propongo a tutta la giunta di dimezzarsi tutti indistintamente (assessori,sindaco, consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione) lo stipendio.
Propongo ai presidenti di circoscrizione la stessa cosa.

Tutto questo è utopia?
Io ritengo di no.

Visto che la maggior parte dei politici nostrani sono professionisti (avvocati, medici, ingegneri) che possono provvedre al loro sostentamento, e visto che le casse comunali versano in una stato comatoso perchè non dare dimostrazione di attaccamento, di amore verso questa città in un momento così delicato?

(SV)

domenica 16 maggio 2010

Augusto Del Noce:le radici filosofico-politiche dell’ateismo contemporaneo


Sono sempre attuali le considerazioni e il pensiero di
AUGUSTO DEL NOCE.


L’espansione dell’ateismo è il fenomeno nuovo del nostro tempo. In Occidente l’eclissi dell’idea di Dio ha assunto però non la sua forma più sistematica, ma quella dell’indifferenza religiosa. Un compendio del pensiero di Del Noce ci aiuta a individuare le radici dell’«irreligione contemporanea».





Che l’espansione dell’ateismo — o, per dirne meglio la forma che essa assume, «l’eclissi dell’idea di Dio» — sia il fenomeno nuovo che caratterizza la nostra epoca non ci sarebbe bisogno di ripeterlo, se non fosse necessario che l’attenzione sia concentrata sul suo carattere di novità, rispetto a qualsiasi periodo passato della storia; di più, di novità non prevista, né negli anni di guerra, né nel primo decennio del dopoguerra. I termini del conflitto spirituale e politico erano allora pensati come quelli di «civiltà cristiana» e di marxismo e si vedevano esaurite nell’impatto col marxismo le forme del cristianesimo laicizzato, così nel loro aspetto teorico come nella loro capacità di penetrazione etico-politica, in modo che il richiamo toccasse di diritto alla trascendenza religiosa. Nel risveglio religioso confidava Pio XII, in ragione della profonda visione secondo cui la seconda guerra mondiale sarebbe stata la tragedia dell’immanentismo etico, di cui tutte le parti portavano le responsabilità. Vi confidava Maritain secondo quel che aveva scritto nel 1936, che al termine della dialettica dell’umanesimo moderno ci si sarebbe trovati in presenza di due posizioni pure, l’ateistica — da lui individuata, come la forma in cui avrebbe raggiunto il maggior vigore, nel marxismo — e la cristiana (Humanisme Intégral, p. 42, ed. del 1936). Il primo decennio del dopoguerra appariva confermare la sua tesi degli anni Trenta, ma la storia dell’ultimo quarto di secolo sembra invece esserne la smentita radicale; la posizione cattolica a cui pensava «che trova le sue armi concettuali in S. Tommaso d’Aquino» ha traversato una grave crisi negli ambienti religiosi stessi; quanto al marxismo che allora riappariva come filosofia in Occidente dopo un lungo oblio (se addirittura non è meglio dire che appariva, in quanto filosofia, per la prima volta se si lasciano da parte pensatori isolati o il breve successo nella Germania dei primi anni Venti), dove si trovano più filosofi marxisti? Al più, si trova qualche filosofo che vuol separare Marx dai marxismi: «dobbiamo liberare — ha detto recentemente il filosofo aderente al PCI, Luporini — Marx dal marxismo e da tutti quegli scenari che si chiamano materialismo dialettico, socialismo scientifico e perfino materialismo storico o concezione materialistica della storia». Comprendere il vero senso di Marx esigerebbe dunque un lavoro che con ogni probabilità non avrebbe termine che fra un secolo. Il che significa però qualcosa di effettualmente ben chiaro in riferimento alla situazione presente, data l’autorevolezza di chi ha pronunciato queste parole: il congedo dell’appello al marxismo filosofico da parte del partito comunista italiano perché culturalmente e politicamente d’inciampo.
È curioso osservare come l’eclissi dell’idea di Dio abbia coinciso in Occidente — ove si trova oggi l’epicentro dell’indifferenza religiosa — con il declino dell’interesse per quella che tra le forme di ateismo è la più sistematica. Trent’anni fa le opposizioni di cristianesimo e di marxismo e di democrazia e di totalitarismo tendevano a coincidere in un’interpretazione metafisica ed etica dei sistemi politici. L’inizio del processo verso l’indifferenza religiosa coincide col momento in cui l’analisi del meccanismi della democrazia e del totalitarismo venne considerata di pura pertinenza dei sociologi e dei politologi, senza intramettenze metafisiche. O con quello della, quanto discutibile si vedrà, «deideologizzazione della politica».

2. Credo che la via migliore per intendere questo spostamento sia ripensare la frase hegeliana sulla «filosofia pensiero del proprio tempo». Ci si può vedere, o ci si vede di regola, il punto di partenza dello storicismo, ma ciò non è affatto necessario. La verità che essa enuncia vale per la filosofia in generale; effettivamente una filosofia che non sappia render conto del presente storico si confessa come filosofia legata a un periodo storico passato, e questo vale per qualsiasi filosofia, immanentistica o trascendentistica che sia; può perciò anche darsi che l’approfondimento del mondo contemporaneo riporti a una metafisica della trascendenza, e questa è la mia convinzione rispetto alla realtà di oggi. Dobbiamo dunque preliminarmente domandarci quale sia l’immagine che l’uomo comune occidentale si fa del nostro tempo, e come essa sia legata alla diffusione dell’ateismo.
Ateismo? È poi il termine esatto? Assai spesso si distingue tra ateismo e non credenza. Il primo consisterebbe in una risposta negativa al problema dell’esistenza di Dio. La seconda in un allontanamento, teorico e pratico, dalla tradizione religiosa e dal riferimento della vita mondana ai suoi valori: c’è da pensare — questo sarebbe il giudizio del non credente — al miglioramento delle condizioni della vita terrestre e per il problema di Dio non c’è tempo. Non credo che questa distinzione abbia fondamento. Perché il vero ateismo non sta nella risposta negativa al problema di Dio lasciando sussistere però il problema — risposta negativa che non è mai riuscita a sostenersi, a raggiungere neppure l’apparenza della persuasività; se si accetta che il problema di Dio venga posto, l’ateo farà sempre la figura dell’insipiens — ma nella scomparsa del problema di Dio, come già avevano compreso Comte e Marx. Ora questa scomparsa sembra aver trovato maggior diffusione nell’Occidente che nei paesi dell’Est; e bisogna andar cauti nel vedere segni di risveglio religioso, p.es. nell’interesse per forme religiose orientali, e naturalmente meno che mai in quello per l’astrologia o per l’occultismo; e neppure per le icone o per il medioevo cattolico; si tratta, o almeno può trattarsi, dell’incorporazione delle religioni, in quanto «passato» dell’umanità» nel «museo dell’uomo». La «non-credenza» è l’estinzione lenta, graduale e senza accento tragico, del problema di Dio. Contrariamente a quel che Marx aveva pensato, la scomparsa del problema di Dio avverrebbe nel mondo borghese; in quello di una non prevista da lui «borghesia nuova», che ha rotto il compromesso cristiano-borghese del passato. La formula, talvolta pronunziata, ma più spesso vissuta senza consapevolezza chiara, dell’irreligione contemporanea è la seguente: «viviamo in un mondo nuovo, separato dal passato da una frattura radicale, in cui il problema di Dio non si incontra più». Ma quale forza, quale principio ideale ha rinnovato il mondo? La rivoluzione di Ottobre che magari avrà perduto la sua «spinta propulsiva», così da render necessario un processo di ringiovanimento, che la liberi da quegli aspetti che hanno portato a quel che comunemente vien detto «socialismo reale», o invece il progresso scientifico-tecnico? Siamo qui alla domanda fondamentale: dobbiamo dare la priorità al memento politico (filosofico-politico) o allo scientifico nella spiegazione della genesi dell’ateismo contemporaneo (o sociologico, in dipendenza dalle nuove condizioni sociali determinate dal progresso scientifico-tecnico)?
Nel progressismo laico che oggi tiene l’egemonia culturale le due interpretazioni si compongono, con la prevalenza della scientifico-tecnica. Ci troviamo oggi nel pieno del processo di modernizzazione (nella svolta storica di una «modernità» pienamente dispiegata); nei paesi arretrati (in cui ancora domina l’impostazione d’origine teocratica) questo processo prende l’aspetto di «teocrazia rovesciata» (esempio l’URSS); nei paesi avanzati, di passaggio alla «società aperta»; ma il soggetto della storia presente è sempre segnato dall’equivalenza di modernizzazione-industrializzazione-secolarizzazione.
Le civiltà tradizionali a cui la modernizzazione si opporrebbe vengono definite sul fondamento di una limitazione di beni pensata come non eliminabile; la persuasione della non eliminabilità porterebbe all’idea di una immutabilità della condizione umana, quindi di una miseria e di una situazione di dipendenza invincibili; dunque la proiezione in un al di là di una speranza che non può trovare soddisfazione quaggiù; quindi l’immutabilità conferita ai valori, il primato del passato (dell’autorità, dei doveri, del sacrificio, ecc.). Il progresso scientifico e tecnologico che caratterizza la società moderna rispetto alle tradizionali sostituisce al pensiero di norme eterne a cui è dovuta obbedienza quello di tecniche atte a un dominio sempre maggiore della realtà; così il futuro non sarà la ripetizione del passato, e in quanto acquisisce questo carattere di realtà altra e affatto nuova si sostituisce all’al di là. È visibile, in questa posizione del progressismo laico, il surrogato «feuerbachiano» alla rivoluzione marxista, surrogato che intende eliminare di questa gli aspetti teologici; risposta di una borghesia «nuova» (è inutile dire che qui il «nuovo» non ha, per chi scrive, alcun significato di preminenza di valore); di una borghesia che ha saputo rinnovarsi e acquisire, nella traduzione sociologica, la positività presente nello stesso marxismo.

3. Ma il fatto curioso è che l’egemonia culturale del progressismo laico si estende a province largamente ampie del pensiero cattolico. Non è frequente, e soprattutto lo è stato negli anni passati, il dissenso sulla necessità di adeguare il cristianesimo alla «modernizzazione»., «demitizzandolo» (liberandolo dalle incarnazioni in forme culturali e pratiche di società ormai perenti; dai compromessi con la metafisica greca, ecc.)?
L’anima del poco ricordato Augusto Comte potrebbe sentirsi soddisfatta (1). In quella cultura cattolica che conosce oggi la maggior diffusione avviene il fenomeno che egli aveva previsto del passaggio dal pensiero metafisico al pensiero sociologico. Di più, filosoficamente avrebbe ragione; isolata la fede dalla metafisica, parlare di una sua eutanasia diventa infatti necessario, checché certi teologi ne pensino. Nel passaggio all’età scientifica, il Dio cristiano è destinato a scomparire senza lasciar traccia, al modo delle divinità pagane.
Il culto delle scienze umane (sociologia, psicologia), l’avversione alla metafisica, l’idea del recupero attraverso la separazione dalla metafisica greca (dalla mentalità platonica in genere) del cristianesimo autentico caratterizza quel cattolicesimo che si è detto postconciliare ed è a fondamento delle varie nuove teologie che è qui superfluo nominate. Manifestare la dipendenza di questa posizione da un’interpretazione del tempo presente è facile. Il suo punto di partenza, estremamente semplice, è questo: la Chiesa Cattolica, dalla Controriforma in poi, è stata il punto di riferimento della «resistenza al trascendimento storico», come oggi si usa dire, della reazione che deve, per potersi affermare, idealizzare periodi ormai sommersi della storia; quest’attitudine è stata così prevalente che ancora nel 1922 l’allora ancor giovane Maritain dava il titolo di Antimoderno a un suo libro programmatico a cui faceva seguire, l’anno successivo, in piena coerenza, l’altro sui Tre Riformatori (Lutero — Cartesio — Rousseau). In ciò la Chiesa Cattolica appariva come «peccatrice contro il mondo moderno», che aveva avversato in tutte le sue manifestazioni, dal liberalismo al socialismo, da Rousseau a Marx; pronta sempre al richiamo delle forze reazionarie, viste, in una prospettiva di utopia del passato, come vie verso la restaurazione della sacrale civiltà cattolica. La reazionaria filosofia della storia cattolica si era organizzata nell’Ottocento; per coerenza con essa, la Chiesa cattolica poteva restare insensibile al richiamo quando le forze reazionarie si unirono contro il «progresso nella democrazia», prendendo occasione dagli eccessi della rivoluzione sovietica? Né varrebbe opporre che non si confuse, allora, con la parte irrazionalistica esaltatrice della potenza e della durezza, della negazione della pietà, della compassione, perché avrebbe dimostrato di preferire la parte antidemocratica ancora al momento in cui era possibile la resistenza al successo di uno spirito reazionario destinato poi a realizzarsi nella forma più estrema (anche se imprevista) di barbarie irrazionalistica con il nazismo; epilogo coerente che la Chiesa avrebbe condannano, ma debolmente. Perché? Secondo questi nuovi teologi la ragione non può essere cercata in contingenti errori o in interessi di questo o quel rappresentante dell’alto clero. Ci sarebbe un errore più profondo che deve essere cercato in una tradizione culturale. I teologi e i moralisti cattolici tradizionali avevano parlato di verità e di valori assoluti, eterni, immutabili, e la scienza delle verità eterne era la metafisica, onde l’accordo, intoccabile, tra metafisica greca e cristianesimo. Chi lo metteva in discussione cadeva sotto i fulmini della Pascendi e del giuramento antimodernista. Ora, l’immutabilità delle verità eterne serviva bene a coprire l’immutabilità dell’ordine cosmico; secondo una frase che ho sentito molte volte ripetere, le verità eterne offrivano il guanciale per il sonno del cristianesimo. Le «nuove» correnti del pensiero cattolico non si spiegano se non si pensa al contraccolpo non già della storia contemporanea, ma di una sua interpretazione; è da questo che si deve partire per intenderle, anche se si presentano ammantate di filologia biblica o sotto l’insegna del ripensamento heideggeriano dello stesso tomismo (non si tratta di discutere la grandezza filosofica di Heidegger; resta però il fatto che il suo pensiero viene adoperato per tutti gli usi).

Per approfondire:[Da «Il Nuovo Areopago» – anno 2 – n. 2 (6) – estate 1983 – ]

domenica 18 aprile 2010

Io difendo Papa Benedetto XVI.





Contro l'ateismo e le calunnie!
Attaccare il Papa con forme verbali volgari a volte anche violente, solo perchè ha avuto il coraggio di parlare di pedofilia a differenza di altri che invece hanno nascosto questa infamia, mi sembra una cosa ingiusta oltre che offensiva.

giovedì 15 aprile 2010

Lo strano caso di certa stampa locale foggiana.


Abbiamo più volte denunciato lo stato disastroso in cui gli amministratori del centrosinistra della gestione passata (quella del precedente sindaco Ciliberti), hanno lasciato le finanze comunali.
L'attuale amministrazione dello stesso colore politico non riesce,a venire a capo a questa situazione disastrosa.Tutto ciò crea grosse tensioni sociali a causa di continue emergenze lavorative che si perpetrano a scapito di lavoratori del Comune e delle loro famiglie.L'Immondizia accatastata un pò dappertutto sta per diventare il triste simbolo della città di Foggia. Per stemperare questa, che abbiamo definito "polveriera sociale", abbiamo consigliato il commissariamento.
Non comprendiamo però come mai le nostre denunce e le nostre proposte cadono nel vuoto.Come se fossimo degli appestati a cui non dare la possibilità di esternare le proprie idee.Qui nessuno contesta l'operato delle testate locali che decidono in piena libertà cosa dover pubblicare per ciò che si configura o meno come qualcosa di interesse generale.
Ma , a tal riguardo,risulta alquanto strano e a nostro avviso discutibile, l'atteggiamento di una testata locale:
l'ultimo numero de "Il Corriere del Sud" che con il suo direttore Antonio Blasotta, risponde alla nostra denuncia senza averne fatto prendere visione ai lettori.
"....la via d'uscita non è quella di consegnare la città ad un commissario prefettizio, come viene sbrigativamente e pilatescamente invocato da una parte di opposizione politica;questo sarebbe per la politica un modo facile facile di sfuggire alle sue responsabilità che appartengono a tutta la classe dirigente, di centrodestra e di centrosinistra, che fino al mandato Mongelli ha governato Foggia..."
Ognuno è libero di vedere la cosa come vuole, ma almeno si desse il giusto spazio in queste testate a chi esce fuori dal coro e dissente proponendo, a volte, azioni "non politically correct".


Foggia, 15 aprile 2010.
Presidente Provinciale
Salvatore Valerio
Associazione Politico Culturale
Destra Razionale Sapere Aude

martedì 6 aprile 2010

L'accanimento contro il Papa.


In queste ultime settimane sono accadute delle cose alquanto strane che hanno
portato, diciamo così, verso un accanimento mediatico nei confronti della Chiesa Cattolica e verso il suo massimo rappresentante, il Papa Benedetto XVI.
A dirla tutta il Papa è stato colui il quale con coraggio ha eliminato "dalle pentole
tutti i coperchi" che andavano sollevati, di abusi avvenuti sotto altri pontificati.
La " De delictis gravioribus" non va vista come una epistola a se stante, ma inserita dal cosidetto "motu proprio" di Giovanni Paolo II da cui deriva il "sacramentorum sanctitatis tutela".
L'epistola "De delictis gravioribus" non esisterebbe se non fosse stata autorizzata e promulgata dal motu proprio di Giovanni Paolo II.
La cosa piu' grave e' che anche preti e pretucoli giocano sull'equivoco e vanno dicendo che la lettera del 2001 e' frutto della volonta' esclusiva del cardinale Ratzinger.
Sappiano tutti che il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede non ha il potere di imporre il segreto su nessun atto o procedimento.
Il segreto e' PONTIFICIO. Solo il Papa ha il potere di imporlo o di approvare un documento che ne prevede l'imposizione.
Si tratta di un documento del 1974 a firma dell'allora segretario di stato Villot e APPROVATO DA PAOLO VI! Il segreto pontificio e' imposto SOLO dal Papa.
Nel 1974, regnante Paolo VI, Joseph Ratzinger insegnava in una universita' tedesca .
Il cardinale Ratzinger NON POTEVA NON INSERIRE nella lettera "De delictis gravioribus" le parole "segreto pontificio" perche' esso e' proprio della Congregazione per la dottrina della fede.
Il Prefetto della Congregazione non aveva il potere ne' di derogare ad un documento di Paolo VI ne', tanto meno, ad un motu proprio di Giovanni Paolo II.
Accusare Ratzinger non solo e' sleale ma anche mostruosamente contrario al diritto.
Credo che chi non conosce questi testi effettivamente faccia molta fatica a districarsi nella giungla delle menzogne, mentre chi li conosce o li dovrebbe conoscere stranamente non sembra volerli divulgare nella loro reale portata.
La trasparenza a cui ci ha istruiti il nostro Papa Benedetto evidentemente fatica a farsi largo...


(un ringraziamento per gli spunti al Blog degli amici di Papa Ratzinger)

domenica 4 aprile 2010

Un Augurio di Buona Pasqua .



Che la luce di Cristo ci illumini!


BUONA PASQUA A TUTTI!