Considerazioni personali nel quotidiano incedere della vita. Contrastare lo stucchevole potere intimidatorio del politically correct che appiattisce tutto al livello più semplice e più basso e tenta di zittire ogni differenza. Contro la globalizzazione dei cervelli.
domenica 17 maggio 2020
Serie A legata alla curva...dei contagi - Solofoggia.it
Serie A legata alla curva...dei contagi - Solofoggia.it: di Salvatore Valerio In queste lunghe settimane di lockdown abbiamo vissuto in maniera surreale. Chi non era operatore sanitario o appartenente ad altre categorie, che con il loro lavoro hanno consentito che la nostra Nazione non si fermasse del tutto, è rimasto chiuso in casa, attenendosi alle normative governative . Ogni giorno intorno alle 18 eravamo in …
domenica 3 maggio 2020
La quarantena per il coronavirus e una testimonianza della storia di Foggia in un cassetto.
Tutti sperano nella ripresa delle attività, nella normalità, anche se dicono i virologi, dovremo convivere con il covid-19. Ci sarà una graduale ripresa alla vita normale, che per tantissimi significa un ritorno ad una cauta ripresa dei contatti umani,contraddistinti ancora da distanze materiali destinate a creare un argine al maledetto coronavirus.
Diciamola tutta , in queste settimane ci siamo inventati ogni cosa che potesse impegnare il nostro tempo, dalla rilettura dei nostri libri preferiti,ad un certo "attivismo" sui social sino ai tentativi di fare il pane in casa e della grande importanza del lievito madre.
Ma una delle vere sorprese della quarantena è stata, mentre si riordinavano cassetti e librerie, trovare dei documenti che avevi dimenticato di avere. Quelle cose che si conservano così bene , tanto da dimenticarne l'esistenza.
Quelle cose di famiglia conservate e che risultano importanti per un ricordo non solo delle persone care che da tempo non ci sono più, ma che attraverso il loro operato hanno rappresentato anche uno spaccato di vita caratterizzante la storia della città dove hanno vissuto .
Fatto questo preambolo, non posso che ringraziare l'amico Geppe Inserra,sempre attento e lucido nella elencazione della storia di Foggia nelle sue "Lettere Meridiane", che in un pezzo dello scorso 6 marzo evidenziava un aspetto legato alla problematica abitativa (peraltro ancora evidente nella nostra città) in particolare dei ferrovieri nella prima decade del '900 . Tale problematica abitativa grazie anche agli esosi affitti richiesti ,spinse gli stessi a pensare ad un esodo verso altre zone dove la pigione era più conforme alla possibilità economica di questi lavoratori, in particolare Lucera.
Per farvela breve ci fu la richiesta dei lavoratori alla Direzione delle Ferrovie dello Stato, in cui si sollecitava la costruzione di case per i ferrovieri. Il tutto fu approvato e andò subito in appalto.
A chi fu appaltato ? Alla impresa dell'Ingegner Eugenio David che affidò la direzione dei lavori a mio nonno Salvatore che come evidenziato dal documento in mio possesso datato 4 maggio 1914...
" Nello espletamento dell'incarico affidatogli il Sig.Valerio ha diligentemente disimpegnato il suo dovere da persona d'arte ed intelligente" .
Diciamola tutta , in queste settimane ci siamo inventati ogni cosa che potesse impegnare il nostro tempo, dalla rilettura dei nostri libri preferiti,ad un certo "attivismo" sui social sino ai tentativi di fare il pane in casa e della grande importanza del lievito madre.
Ma una delle vere sorprese della quarantena è stata, mentre si riordinavano cassetti e librerie, trovare dei documenti che avevi dimenticato di avere. Quelle cose che si conservano così bene , tanto da dimenticarne l'esistenza.
Un ringraziamento all'amico Marco Scarpiello per la foto.
Quelle cose di famiglia conservate e che risultano importanti per un ricordo non solo delle persone care che da tempo non ci sono più, ma che attraverso il loro operato hanno rappresentato anche uno spaccato di vita caratterizzante la storia della città dove hanno vissuto .
Fatto questo preambolo, non posso che ringraziare l'amico Geppe Inserra,sempre attento e lucido nella elencazione della storia di Foggia nelle sue "Lettere Meridiane", che in un pezzo dello scorso 6 marzo evidenziava un aspetto legato alla problematica abitativa (peraltro ancora evidente nella nostra città) in particolare dei ferrovieri nella prima decade del '900 . Tale problematica abitativa grazie anche agli esosi affitti richiesti ,spinse gli stessi a pensare ad un esodo verso altre zone dove la pigione era più conforme alla possibilità economica di questi lavoratori, in particolare Lucera.
Per farvela breve ci fu la richiesta dei lavoratori alla Direzione delle Ferrovie dello Stato, in cui si sollecitava la costruzione di case per i ferrovieri. Il tutto fu approvato e andò subito in appalto.
A chi fu appaltato ? Alla impresa dell'Ingegner Eugenio David che affidò la direzione dei lavori a mio nonno Salvatore che come evidenziato dal documento in mio possesso datato 4 maggio 1914...
" Nello espletamento dell'incarico affidatogli il Sig.Valerio ha diligentemente disimpegnato il suo dovere da persona d'arte ed intelligente" .
giovedì 30 aprile 2020
Il lavoro nella società globalizzata, ammazzato anche dal virus. L'Umanesimo del lavoro.
Primo maggio 2020.
Festeggiare il lavoro nella società Globalizzata.
Globalizzata non solo nel lavoro, ma anche nelle infezioni da virus.
Una pandemia che a livello nazionale cancellerà 500 mila posti di lavoro.
A livello mondiale si parla di 300milioni di posti di lavoro a rischio.
Quest'anno assume forme e valori di diversa natura.
I temi del lavoro mai tanto attuali in un clima di incertezza mondiale.
Da noi non si farà a meno del concertone.
Gli artisti non si esibiranno in Piazza San Giovanni in Laterano, ma dall'Auditorium Parco della Musica.
Il pubblico? A casa.
Un tempo dal Concertone del primo maggio, da parte di cantautori impegnati e da parte di gruppi musicali alternativi ,arrivavano strali al Governo in carica. Vedremo se il Governo Conte Bis sarà esentato da tutto ciò.
Questa è la parte "ludica" .
Per la parte più seria ci facciamo qualche domanda.
Come si esprimerebbe il filosofo di Castelvetrano a proposito del lavoro,al tempo della globalizzazione?
Parlare di umanesimo del lavoro è attuale?
Per la seconda risposta ci sentiamo di rispondere positivamente e pensiamo di fare cosa utile ricordare il pensiero del grande filosofo Giovanni Gentile.
Salvatore Valerio.
.-.-.-.-.-.-.-.-.
“All’umanesimo della cultura, che fu pure una tappa gloriosa della liberazione dell’uomo, succede oggi o succederà domani l’umanesimo del lavoro. Perché la creazione della grande industria e l’avanzata del lavoratore nella scena della grande storia, ha modificato profondamente il concetto moderno della cultura. Che era cultura dell’intelligenza soprattutto artistica e letteraria, e trascurava quella vasta zona dell’umanità, che non s’affaccia al più libero orizzonte dell’alta cultura ma lavora alle fondamenta della cultura umana, là dove l’uomo è contatto della natura, e lavora. Lavora da uomo, con la coscienza di quel che fa, ossia con la coscienza di sé e del mondo in cui egli s’incorpora. Lavora dispiegando cioè quella stessa attività del pensiero, onde nell’arte, nella letteratura, nell’erudizione, nella filosofia, l’uomo via via pensando pone e risolve i problemi in cui si viene annodando la sua esistenza in atto. Lavora il contadino, lavora l’artigiano, e il maestro d’arte, lavora l’artista, il letterato, il filosofo. Via via la materia con cui, lavorando, l’uomo si deve cimentare, si alleggerisce e quasi si smaterializza; e lo spirito per tal modo si affranca e si libera nell’aer suo, fuori dello spazio e del tempo; ma la materia è già vinta da quando la zappa dissoda la terra, infrange la gleba e l’associa al conseguimento del fine dell’uomo. Da quando lavora, l’uomo è uomo, e s’è alzato al regno dello spirito, dove il mondo è quello che egli crea pensando: il suo mondo, sé stesso. Ogni lavoratore è faber fortunae suae, anzi faber sui ipsius.
Bisognava perciò che quella cultura dell’uomo, che è propria dell’umanesimo letterario e filosofico, si slargasse per abbracciare ogni forma di attività onde l’uomo lavorando crea la sua umanità. Bisognava che si riconoscesse alche al “lavoratore” l’alta dignità che l’uomo pensando aveva scoperto nel pensiero. Bisognava che pensatori e scienziati e artisti si abbracciassero coi lavoratori in quella coscienza della umana universale dignità.
Giovanni Gentile
Genesi e Struttura della Società. (1943)
Festeggiare il lavoro nella società Globalizzata.
Globalizzata non solo nel lavoro, ma anche nelle infezioni da virus.
Una pandemia che a livello nazionale cancellerà 500 mila posti di lavoro.
A livello mondiale si parla di 300milioni di posti di lavoro a rischio.
Quest'anno assume forme e valori di diversa natura.
I temi del lavoro mai tanto attuali in un clima di incertezza mondiale.
Da noi non si farà a meno del concertone.
Gli artisti non si esibiranno in Piazza San Giovanni in Laterano, ma dall'Auditorium Parco della Musica.
Il pubblico? A casa.
Un tempo dal Concertone del primo maggio, da parte di cantautori impegnati e da parte di gruppi musicali alternativi ,arrivavano strali al Governo in carica. Vedremo se il Governo Conte Bis sarà esentato da tutto ciò.
Questa è la parte "ludica" .
Per la parte più seria ci facciamo qualche domanda.
Come si esprimerebbe il filosofo di Castelvetrano a proposito del lavoro,al tempo della globalizzazione?
Parlare di umanesimo del lavoro è attuale?
Per la seconda risposta ci sentiamo di rispondere positivamente e pensiamo di fare cosa utile ricordare il pensiero del grande filosofo Giovanni Gentile.
Salvatore Valerio.
.-.-.-.-.-.-.-.-.
“All’umanesimo della cultura, che fu pure una tappa gloriosa della liberazione dell’uomo, succede oggi o succederà domani l’umanesimo del lavoro. Perché la creazione della grande industria e l’avanzata del lavoratore nella scena della grande storia, ha modificato profondamente il concetto moderno della cultura. Che era cultura dell’intelligenza soprattutto artistica e letteraria, e trascurava quella vasta zona dell’umanità, che non s’affaccia al più libero orizzonte dell’alta cultura ma lavora alle fondamenta della cultura umana, là dove l’uomo è contatto della natura, e lavora. Lavora da uomo, con la coscienza di quel che fa, ossia con la coscienza di sé e del mondo in cui egli s’incorpora. Lavora dispiegando cioè quella stessa attività del pensiero, onde nell’arte, nella letteratura, nell’erudizione, nella filosofia, l’uomo via via pensando pone e risolve i problemi in cui si viene annodando la sua esistenza in atto. Lavora il contadino, lavora l’artigiano, e il maestro d’arte, lavora l’artista, il letterato, il filosofo. Via via la materia con cui, lavorando, l’uomo si deve cimentare, si alleggerisce e quasi si smaterializza; e lo spirito per tal modo si affranca e si libera nell’aer suo, fuori dello spazio e del tempo; ma la materia è già vinta da quando la zappa dissoda la terra, infrange la gleba e l’associa al conseguimento del fine dell’uomo. Da quando lavora, l’uomo è uomo, e s’è alzato al regno dello spirito, dove il mondo è quello che egli crea pensando: il suo mondo, sé stesso. Ogni lavoratore è faber fortunae suae, anzi faber sui ipsius.
Bisognava perciò che quella cultura dell’uomo, che è propria dell’umanesimo letterario e filosofico, si slargasse per abbracciare ogni forma di attività onde l’uomo lavorando crea la sua umanità. Bisognava che si riconoscesse alche al “lavoratore” l’alta dignità che l’uomo pensando aveva scoperto nel pensiero. Bisognava che pensatori e scienziati e artisti si abbracciassero coi lavoratori in quella coscienza della umana universale dignità.
Giovanni Gentile
Genesi e Struttura della Società. (1943)
giovedì 23 aprile 2020
mercoledì 22 aprile 2020
Vittorio Feltri e Giorgio Bocca . Cosa hanno in comune?
Inizialmente gli attacchi di Vittorio Feltri verso Conte, del quale ricorda i suoi natali foggiani, sembravano dettati più da una visione politica divergente, ma negli ultimi giorni questi attacchi sembrano dettati più da una forma di razzismo nei confronti dei meridionali.
La sua ultima uscita nel programma di rete quattro Fuori dal Coro,dove afferma : ...credo che i meridionali in molti casi siano inferiori.
Feltri da tempo ci ha abituato a molte di queste esternazioni che un tempo venivano considerate delle provocazioni sulle quali far partire una discussione .
Ma negli ultimi giorni queste esternazioni iniziano a stancare.
Leggo delle levate di scudi da ambienti che attraverso l'attacco a Feltri vogliono attaccare tutto uno schieramento politico. Al netto delle esternazioni del giornalista(?) che vanno senz'altro condannate da tutti e sono alquanto razziste, non ci sono piaciute le scene che poi si sono succedute con un Mario Giordano che dopo queste esternazioni, se la rideva sotto i baffi. Siamo spiriti liberi, siamo di Destra e siamo attaccati ai nostri territori del sud convinti che questi aspetti di supposta superiorità di natura geografica vadano sicuramente respinti. Quanti parenti abbiamo in Lombardia ,in Veneto che con la loro serietà , il loro lavoro e impegno hanno fatto grande il Nord?
Ma è ancora corretto parlare di nord e sud in questo delicato e critico momento in cui si muore per l'infezione a causa di un virus che non guarda in faccia a nessuno?
In questi giorni questa diatriba tra nord e sud ha trovato terreno fertile grazie alle note problematiche
dell'infezione del coronavirus che è esploso nelle regioni del nord dove governa la Lega ed il centro destra. A tal proposito volevo rammentare a chi ne fa una problematica di natura politica che nel recente passato un grande dell'intellighenzia di sinistra dimostrò un razzismo ignobile nei confronti dei meridionali. Fu Giorgio Bocca , proprio lui .
In un documentario (La neve e il fuoco) definisce la gente del sud orrenda e repellente, con particolare riferimento a due città-Napoli e Palermo- suscitando la giustificata indignazione di tanti meridionali offesi e vilipesi nelle loro tradizioni nella loro storia e cultura.
Insomma Vittorio Feltri oggi , Giorgio Bocca partigiano comunista ed antimeridionale,ieri.
Salvatore Valerio
La sua ultima uscita nel programma di rete quattro Fuori dal Coro,dove afferma : ...credo che i meridionali in molti casi siano inferiori.
Feltri da tempo ci ha abituato a molte di queste esternazioni che un tempo venivano considerate delle provocazioni sulle quali far partire una discussione .
Ma negli ultimi giorni queste esternazioni iniziano a stancare.
Leggo delle levate di scudi da ambienti che attraverso l'attacco a Feltri vogliono attaccare tutto uno schieramento politico. Al netto delle esternazioni del giornalista(?) che vanno senz'altro condannate da tutti e sono alquanto razziste, non ci sono piaciute le scene che poi si sono succedute con un Mario Giordano che dopo queste esternazioni, se la rideva sotto i baffi. Siamo spiriti liberi, siamo di Destra e siamo attaccati ai nostri territori del sud convinti che questi aspetti di supposta superiorità di natura geografica vadano sicuramente respinti. Quanti parenti abbiamo in Lombardia ,in Veneto che con la loro serietà , il loro lavoro e impegno hanno fatto grande il Nord?
Ma è ancora corretto parlare di nord e sud in questo delicato e critico momento in cui si muore per l'infezione a causa di un virus che non guarda in faccia a nessuno?
In questi giorni questa diatriba tra nord e sud ha trovato terreno fertile grazie alle note problematiche
dell'infezione del coronavirus che è esploso nelle regioni del nord dove governa la Lega ed il centro destra. A tal proposito volevo rammentare a chi ne fa una problematica di natura politica che nel recente passato un grande dell'intellighenzia di sinistra dimostrò un razzismo ignobile nei confronti dei meridionali. Fu Giorgio Bocca , proprio lui .
In un documentario (La neve e il fuoco) definisce la gente del sud orrenda e repellente, con particolare riferimento a due città-Napoli e Palermo- suscitando la giustificata indignazione di tanti meridionali offesi e vilipesi nelle loro tradizioni nella loro storia e cultura.
Insomma Vittorio Feltri oggi , Giorgio Bocca partigiano comunista ed antimeridionale,ieri.
Salvatore Valerio
martedì 21 aprile 2020
25 aprile 2020 .Concetto super partes condivisibile : W la Resistenza ...dal coronavirus!
Il 25 aprile.
Ci siamo! Come ogni anno è arrivato il 25 aprile. Come ogni anno siamo pronti a festeggiarlo.
Nelle nostre case , sui nostri balconi, nei nostri giardini.
Mandateci un vocale .......su Whats App a questo numero ...bla bla bla.....
Questo il messaggio che è girato sui social da parte del Corriere della Sera in questi giorni .
Maniera alternativa di "festeggiare" questa ricorrenza ai tempi del coronavirus.
Di contro c'è la proposta del vicepresidente del Senato La Russa rivolta a tutti ,senza distinzioni politiche e culturali per cui il 25 aprile, diventi da quest'anno una giornata che accomuni il ricordo delle vittime di tutte le guerre ,senza alcuna distinzione, e le vittime del Covid 19. In altri termini una occasione che sia non divisiva.
Il PD esorta alle 15 a cantare "Bella Ciao" in ogni casa o fuori il balcone!
Vengono autorizzate le manifestazioni dell'ANPI con una precisa circolare inviata dalla Presidenza del Consiglio .
Niente processioni,invece, del venerdì Santo ; si chiamano i Carabinieri per sgombrare assembramenti di una "decina" di persone in chiesa a Marina di Cerveteri, per la celebrazioni della messa in suffragio dei morti a causa del Coronavirus, ma all' ANPI non si può dire di no.
Inutile commentate ulteriormente queste iniziative.
Ognuno è libero di pensarla e comportarsi come meglio crede.
Siamo sinceri, la retorica resistenziale del 25 aprile nel corso degli anni è andata sempre più aumentando non perchè ci fosse un pericolo fascista ma per altri scopi .E' servita ieri per colpire Berlusconi, oggi per colpire Salvini e la Meloni.
Poi a rincarare la dose intervenne Umberto Eco nel 1995 con il concetto di Ur-Fascismo o Fascismo Eterno o persistente, con il "sincretismo" , le classi medie frustrate, nazionalismo e xenofobia.
Fu' l'ambiente comunista ad appropriarsi di questa celebrazione, basti vedere il colore delle bandiere sventolate nelle manifestazioni degli ultimi anni.
Uscendo fuori da ogni ipocrisia alcuni storici ammettono che i comunisti volevano, dopo la caduta del Fascismo,imporre un'altro tipo di dittatura,quella comunista.
Nessuno nega che lottarono e caddero degli italiani e bisogna portare rispetto per tutti i caduti in quanto non esistono morti di serie A e di serie B .
Sul fatto che la Resistenza fu compiuta prevalentemente dai comunisti si è molto dibattuto ;si sono scritti libri e ci sono stati negli anni tante discussioni . Ci furono anche i Partigiani non comunisti così detti "Bianchi".Questo aspetto non fu accettato dalla "narrazione Comunista". La Resistenza è "roba nostra" sentivo dire ai tempi del liceo dai ragazzi della FIGC impegnati in politica.
Ci viene in soccorso uno dei tanti eventi accaduti nel pieno della guerra civile dove i partigiani rossi uccisero i partigiani bianchi della brigata Osoppo nell'eccidio di Porzus. Tra quelli c'era lo zio del cantautore De Gregori e Guido Pasolini, che prima di essere ucciso, scrive al fratello Pier Paolo Pasolini per farsi mandare dalla mamma un fazzoletto tricolore che vuole indossare invece dello "straccio rosso". Ricordiamo anche un partigiano (Edgardo Sogno) che comunista non era, e negli anni settanta fece scalpore la sua adesione alla destra nazionale.
Bisogna dire che in tanti attendono ancora (invano) un giudizio storico equilibrato sereno ed obiettivo,in una sola parola, di pacificazione.
Sin quanto questo non ci sarà , resterà difficile che questa celebrazione diventi unitaria .
Non si può ritenere fascista chi vuol approfondire ed avere senso critico nei confronti di questa celebrazione che cela diverse criticità.
Nel 2003 si deve a Gianpaolo Pansa (sicuramente non fascista) il resoconto delle esecuzioni e dei crimini compiuti dai partigiani rossi dopo il 25 aprile del 1945, a guerra conclusa, verso fascisti o presunti tali o antifascisti non comunisti ma anche verso sacerdoti.
In verità anche prima di Pansa ci fu una vasta letteratura in tal senso che non ebbe inizialmente grande credito perchè proveniva dalla "parte sbagliata". Uno su tutti l'indimenticabile Giorgio Pisanò
che con grande maestrìa raccontò i fatti accaduti nel famigerato triangolo della morte.
Molte furono le donne giustiziate.
Tanti anche i sacerdoti giustiziati dai Partigiani comunisti.
Ho fatto una ricerca personale sui Martiri,appartenenti al mondo ecclesiastico, trucidati dai partigiani comunisti non solo italiani. Eccone un tragico elenco. Ogni commento risulta superfluo.
Don Gennaro Amato (Locri) ottobre 1943 .
Don Ernesto Bandelli( Bria) aprile 1945.
Don Vittorio Barel (Vittorio Veneto) ottobre 1944.
Don Carlo Beghè (Norvigola) marzo 1945.
Don Francesco Bonifacio (Trieste) 1946.
Don Luigi Bordet (Aosta) 1946.
Don Luigi Bovo (bertipaglia) 1944.
Don Miroslavo Bulleschi (Pola) 1947 .
Don Tullio Calcagno (Milano) 29 aprile 1945.
Don Ferruccio Grecchi (Levigliani).
Don Antonio Curcio (Cappellano 11ma Brigata Bersaglieri ) Comunisti Croati
Padre Sigismondo Damiani marzo 1944
Don Aurelio Diaz gennaio (catturato a Ferrara ,trucidato a Belgrado) 1945.
Don Adolfo Dolfi ottobre 1945.
Don Giuseppe Dorfmann ( nei pressi di Vicenza) Aprile 1945.
Padre Giuseppe Fausti gesuita in Albania (marzo 1946).
Padre Fernando Ferrarotti reduce dalla Russia giugno 1944 (Aosta).
Don Gregorio Ferretti (teramo) maggio 1944.
Don Sante Fontana (Pontremoli) gennaio 1945.
Don Giuseppe Gabana (Brescia).
Don Domenico Gianni 24 aprile 1945
Don Giuseppe Lorenzelli (Pontremoli) 27 febbraio 1945 (costretto a scavarsi la fossa)
Don Fernando Merli (Foligno) Febbraio 1944 (Comunisti Slavi istigati da quelli italiani)
Don Angelo Merlini ucciso insieme a Don Fernando Merli
Don Armando Messuri giugno 1944 (Marino)
Don Giacomo Moro Micca di Montenegro (Cappellano militare in Jugoslavia)
Don Adolfo Nannini (Cercina) maggio 1944
Padre Simone Nardin (Fiume) aprile 1945
Don Luigi Obid (Gorizia) gennaio 1945
Don Pompeo Perai (città della Pieve) giugno 1944
L'ELENCO E' LUNGHISSIMO e ci fermiamo per motivi di spazio.
Sorpresi nel sonno,avvelenati, fucilati, tagliati a pezzi.
Come il tragico destino di ben 12 giovani carabinieri, catturati dai partigiani alle Cave del
Predil, nell'Alto Friuli. I Carabinieri costituivano un presidio a difesa della centrale Idroelettrica di Bretto. I dodici militari furono catturati. Non indugiamo in particolari della loro morte perchè potrebbero suscitare raccapriccio in chi legge.
Le spoglie riposano in una Torre Medioevale di Tarvisio. Questo efferato eccidio fu consumato dalle bande partigiane della Malga Bala (filo titine) sulle montagne del Friuli. Solo nel 2001 i più alti gradi delle Forze Armate Italiane si sono recate a Tarvisio ricordando solennemente le vittime di una guerra persa. Le cronache del 2001 evidenziano che uno dei sospettati dell'eccidio tale Alojz Hrovat dalla Slovenia venisse a ritirare la pensione italiana ogni mese proprio nella Banca di Tarvisio a due passi dalla torre Medioevale dove riposano i resti dei trucidati. Questi sono solo alcuni esempi delle nefandezze perpetuate.
"Nonostante tutto reputo la Resistenza una pagina decisiva nella storia d'Italia, ma reputo infami le stragi di civili, i vili agguati e poi le uccisioni a guerra finita. Si fa peccato a dire tutto questo? Sono pronto a peccare, nel nome della verità, della dignità e della libertà di giudizio!"
Queste le parole in uno scritto di Marcello Veneziani di qualche tempo fa, scritto che condividiamo.
Salvatore Valerio
PS. un libro da leggere:
Napoli '44 di Norman Lewis
Pubblicato in Inghilterra nel 1978, Napoli ’44 è stato definito «uno dei dieci libri da salvare sulla seconda guerra mondiale» («The Saturday Review»).
In Italia uscì nel 1993. Non è facile trovarne copie in giro.
Ci siamo! Come ogni anno è arrivato il 25 aprile. Come ogni anno siamo pronti a festeggiarlo.
Nelle nostre case , sui nostri balconi, nei nostri giardini.
Mandateci un vocale .......su Whats App a questo numero ...bla bla bla.....
Questo il messaggio che è girato sui social da parte del Corriere della Sera in questi giorni .
Maniera alternativa di "festeggiare" questa ricorrenza ai tempi del coronavirus.
Di contro c'è la proposta del vicepresidente del Senato La Russa rivolta a tutti ,senza distinzioni politiche e culturali per cui il 25 aprile, diventi da quest'anno una giornata che accomuni il ricordo delle vittime di tutte le guerre ,senza alcuna distinzione, e le vittime del Covid 19. In altri termini una occasione che sia non divisiva.
Il PD esorta alle 15 a cantare "Bella Ciao" in ogni casa o fuori il balcone!
Vengono autorizzate le manifestazioni dell'ANPI con una precisa circolare inviata dalla Presidenza del Consiglio .
Niente processioni,invece, del venerdì Santo ; si chiamano i Carabinieri per sgombrare assembramenti di una "decina" di persone in chiesa a Marina di Cerveteri, per la celebrazioni della messa in suffragio dei morti a causa del Coronavirus, ma all' ANPI non si può dire di no.
Inutile commentate ulteriormente queste iniziative.
Ognuno è libero di pensarla e comportarsi come meglio crede.
Siamo sinceri, la retorica resistenziale del 25 aprile nel corso degli anni è andata sempre più aumentando non perchè ci fosse un pericolo fascista ma per altri scopi .E' servita ieri per colpire Berlusconi, oggi per colpire Salvini e la Meloni.
Poi a rincarare la dose intervenne Umberto Eco nel 1995 con il concetto di Ur-Fascismo o Fascismo Eterno o persistente, con il "sincretismo" , le classi medie frustrate, nazionalismo e xenofobia.
Fu' l'ambiente comunista ad appropriarsi di questa celebrazione, basti vedere il colore delle bandiere sventolate nelle manifestazioni degli ultimi anni.
Uscendo fuori da ogni ipocrisia alcuni storici ammettono che i comunisti volevano, dopo la caduta del Fascismo,imporre un'altro tipo di dittatura,quella comunista.
Nessuno nega che lottarono e caddero degli italiani e bisogna portare rispetto per tutti i caduti in quanto non esistono morti di serie A e di serie B .
Sul fatto che la Resistenza fu compiuta prevalentemente dai comunisti si è molto dibattuto ;si sono scritti libri e ci sono stati negli anni tante discussioni . Ci furono anche i Partigiani non comunisti così detti "Bianchi".Questo aspetto non fu accettato dalla "narrazione Comunista". La Resistenza è "roba nostra" sentivo dire ai tempi del liceo dai ragazzi della FIGC impegnati in politica.
Ci viene in soccorso uno dei tanti eventi accaduti nel pieno della guerra civile dove i partigiani rossi uccisero i partigiani bianchi della brigata Osoppo nell'eccidio di Porzus. Tra quelli c'era lo zio del cantautore De Gregori e Guido Pasolini, che prima di essere ucciso, scrive al fratello Pier Paolo Pasolini per farsi mandare dalla mamma un fazzoletto tricolore che vuole indossare invece dello "straccio rosso". Ricordiamo anche un partigiano (Edgardo Sogno) che comunista non era, e negli anni settanta fece scalpore la sua adesione alla destra nazionale.
Bisogna dire che in tanti attendono ancora (invano) un giudizio storico equilibrato sereno ed obiettivo,in una sola parola, di pacificazione.
Sin quanto questo non ci sarà , resterà difficile che questa celebrazione diventi unitaria .
Non si può ritenere fascista chi vuol approfondire ed avere senso critico nei confronti di questa celebrazione che cela diverse criticità.
Nel 2003 si deve a Gianpaolo Pansa (sicuramente non fascista) il resoconto delle esecuzioni e dei crimini compiuti dai partigiani rossi dopo il 25 aprile del 1945, a guerra conclusa, verso fascisti o presunti tali o antifascisti non comunisti ma anche verso sacerdoti.
In verità anche prima di Pansa ci fu una vasta letteratura in tal senso che non ebbe inizialmente grande credito perchè proveniva dalla "parte sbagliata". Uno su tutti l'indimenticabile Giorgio Pisanò
che con grande maestrìa raccontò i fatti accaduti nel famigerato triangolo della morte.
Molte furono le donne giustiziate.
Tanti anche i sacerdoti giustiziati dai Partigiani comunisti.
Ho fatto una ricerca personale sui Martiri,appartenenti al mondo ecclesiastico, trucidati dai partigiani comunisti non solo italiani. Eccone un tragico elenco. Ogni commento risulta superfluo.
Don Gennaro Amato (Locri) ottobre 1943 .
Don Ernesto Bandelli( Bria) aprile 1945.
Don Vittorio Barel (Vittorio Veneto) ottobre 1944.
Don Carlo Beghè (Norvigola) marzo 1945.
Don Francesco Bonifacio (Trieste) 1946.
Don Luigi Bordet (Aosta) 1946.
Don Luigi Bovo (bertipaglia) 1944.
Don Miroslavo Bulleschi (Pola) 1947 .
Don Tullio Calcagno (Milano) 29 aprile 1945.
Don Ferruccio Grecchi (Levigliani).
Don Antonio Curcio (Cappellano 11ma Brigata Bersaglieri ) Comunisti Croati
Padre Sigismondo Damiani marzo 1944
Don Aurelio Diaz gennaio (catturato a Ferrara ,trucidato a Belgrado) 1945.
Don Adolfo Dolfi ottobre 1945.
Don Giuseppe Dorfmann ( nei pressi di Vicenza) Aprile 1945.
Padre Giuseppe Fausti gesuita in Albania (marzo 1946).
Padre Fernando Ferrarotti reduce dalla Russia giugno 1944 (Aosta).
Don Gregorio Ferretti (teramo) maggio 1944.
Don Sante Fontana (Pontremoli) gennaio 1945.
Don Giuseppe Gabana (Brescia).
Don Domenico Gianni 24 aprile 1945
Don Giuseppe Lorenzelli (Pontremoli) 27 febbraio 1945 (costretto a scavarsi la fossa)
Don Fernando Merli (Foligno) Febbraio 1944 (Comunisti Slavi istigati da quelli italiani)
Don Angelo Merlini ucciso insieme a Don Fernando Merli
Don Armando Messuri giugno 1944 (Marino)
Don Giacomo Moro Micca di Montenegro (Cappellano militare in Jugoslavia)
Don Adolfo Nannini (Cercina) maggio 1944
Padre Simone Nardin (Fiume) aprile 1945
Don Luigi Obid (Gorizia) gennaio 1945
Don Pompeo Perai (città della Pieve) giugno 1944
L'ELENCO E' LUNGHISSIMO e ci fermiamo per motivi di spazio.
Sorpresi nel sonno,avvelenati, fucilati, tagliati a pezzi.
Come il tragico destino di ben 12 giovani carabinieri, catturati dai partigiani alle Cave del
Predil, nell'Alto Friuli. I Carabinieri costituivano un presidio a difesa della centrale Idroelettrica di Bretto. I dodici militari furono catturati. Non indugiamo in particolari della loro morte perchè potrebbero suscitare raccapriccio in chi legge.
Le spoglie riposano in una Torre Medioevale di Tarvisio. Questo efferato eccidio fu consumato dalle bande partigiane della Malga Bala (filo titine) sulle montagne del Friuli. Solo nel 2001 i più alti gradi delle Forze Armate Italiane si sono recate a Tarvisio ricordando solennemente le vittime di una guerra persa. Le cronache del 2001 evidenziano che uno dei sospettati dell'eccidio tale Alojz Hrovat dalla Slovenia venisse a ritirare la pensione italiana ogni mese proprio nella Banca di Tarvisio a due passi dalla torre Medioevale dove riposano i resti dei trucidati. Questi sono solo alcuni esempi delle nefandezze perpetuate.
"Nonostante tutto reputo la Resistenza una pagina decisiva nella storia d'Italia, ma reputo infami le stragi di civili, i vili agguati e poi le uccisioni a guerra finita. Si fa peccato a dire tutto questo? Sono pronto a peccare, nel nome della verità, della dignità e della libertà di giudizio!"
Queste le parole in uno scritto di Marcello Veneziani di qualche tempo fa, scritto che condividiamo.
Salvatore Valerio
PS. un libro da leggere:
Napoli '44 di Norman Lewis
Pubblicato in Inghilterra nel 1978, Napoli ’44 è stato definito «uno dei dieci libri da salvare sulla seconda guerra mondiale» («The Saturday Review»).
In Italia uscì nel 1993. Non è facile trovarne copie in giro.
lunedì 20 aprile 2020
La Task force di Giuseppe Conte. Risulta Utile?
Governo Conte bis. Task force con 450 esperti.
Niente male per un governo che vuole tagliare il numero dei rappresentanti del popolo per risparmiare!
450 persone per un decreto non ancora partorito. (SV)
Cosi si è espresso Giuseppe Conte all'inizio dello scorso febbraio:
"Stiamo creando una task force con i ministri competenti per varare una serie di misure di contrasto all'impatto economico dell'emergenza corona virus. Dobbiamo intervenire per contenere questo impatto. Quando avremo completato una ricognizione della situazione attuale e avremo una previsione più chiara potremo adottare le misure di sostengo alle nostre imprese con riguardo ai settori più direttamente coinvolti".
“Vi prometto che se gli scienziati mi danno il via libera…”
°°°°
La politica può davvero “subappaltare” ogni decisione a comitati scientifici e task force?
In linea generale, laddove i politici si avvalgono di consigli dei competenti, non si può che apprezzare la cosa.
Si da per scontato che esista un qualche cosa di simile ad una oggettiva “verità” là fuori, che aspetta solo gli scienziati di turno per essere scoperta. Ahimè, come si è tristemente visto nelle oscillazioni delle opinioni di famosi virologi in questi mesi, a volte si brancola nel buio, ma con autorevolezza.
E chi ha una fiducia messianica nella scienza, specie quando ad essere coinvolte sono decisioni politiche, temo che non abbia compreso esattamente cosa il processo scientifico è: una modalità di ricerca della conoscenza che rimane sempre provvisoria, mai definitiva. Anche in fatto di virus .
Luigi Curini, docente di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano.
Niente male per un governo che vuole tagliare il numero dei rappresentanti del popolo per risparmiare!
450 persone per un decreto non ancora partorito. (SV)
Cosi si è espresso Giuseppe Conte all'inizio dello scorso febbraio:
"Stiamo creando una task force con i ministri competenti per varare una serie di misure di contrasto all'impatto economico dell'emergenza corona virus. Dobbiamo intervenire per contenere questo impatto. Quando avremo completato una ricognizione della situazione attuale e avremo una previsione più chiara potremo adottare le misure di sostengo alle nostre imprese con riguardo ai settori più direttamente coinvolti".
“Vi prometto che se gli scienziati mi danno il via libera…”
°°°°
La politica può davvero “subappaltare” ogni decisione a comitati scientifici e task force?
In linea generale, laddove i politici si avvalgono di consigli dei competenti, non si può che apprezzare la cosa.
Si da per scontato che esista un qualche cosa di simile ad una oggettiva “verità” là fuori, che aspetta solo gli scienziati di turno per essere scoperta. Ahimè, come si è tristemente visto nelle oscillazioni delle opinioni di famosi virologi in questi mesi, a volte si brancola nel buio, ma con autorevolezza.
E chi ha una fiducia messianica nella scienza, specie quando ad essere coinvolte sono decisioni politiche, temo che non abbia compreso esattamente cosa il processo scientifico è: una modalità di ricerca della conoscenza che rimane sempre provvisoria, mai definitiva. Anche in fatto di virus .
Luigi Curini, docente di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano.
"... del famigerato 'decreto aprile', annunciato a marzo insieme al Cura Italia, non c’è ancora traccia: perché? Qualcuno può dirci cosa sta facendo questo esercito di persone? Famiglie e imprese aspettano".
La proliferazioni di commissioni e task force senza che si vedano ancora risultati concreti fa infuriare le partite Iva. "È surreale che il Governo ha istituito 14 task force con la nomina di 450 esperti, finanche sulle fake news, e non ha ritenuto di impegnare nessun gruppo di esperti al ministero dello Sviluppo economico a ragionare sui provvedimenti da assumere per artigiani e piccole e medie imprese",
Giorgia Meloni.
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