martedì 14 luglio 2026

Foggia: Filippo Corridoni. Il Monumento. La storia del sindacalismo rivoluzionario.

 






Lo scorso anno si è provveduto alla riqualificazione  urbana in piazza Sant'Eligio dove

si erge il Monumento a Filippo Corridoni.

Il tutto fu fatto a metà. Nel senso che oltre alla posa in opera di nuovi alberi e la bonifica della pavimentazione, mancavano le panchine un simbolo di socialità, non solo per le famiglie, ma principalmente per gli anziani che da sempre hanno occupato quel posto, rappresentando un riferimento per gli abitanti della zona, per trascorrere qualche ora in compagnia.

Sono state collocate da qualche giorno anche le panchine, dopo un anno dal restauro della piazza.

......

Un pò di storia.

Il Monumento venne inaugurato a Foggia il 25 aprile 1937.


                                                     

Filippo Corridoni nasce a Pausala il 19.08.1887  (oggi Corridonia) in provincia di Macerata.

Morì in guerra il 23.10.1915.

Dopo 111 anni dalla sua eroica  morte sul campo, il suo mito pare essere ancora vivo, fa ancora parlare di sè, in  special modo in storici e studiosi che tenterebbero di "collocare" la sua affascinante figura.

Appartenente al sindacalismo rivoluzionario di G. Sorel , poi divenuto sindacalismo nazionale. Un movimento

ritenuto "Eretico".

Guardato con un certo interesse dal Fascismo ed anche da Giuseppe Di Vittorio.

Il sindacalismo rivoluzionario possiede un principio fondamentale: indipendenza dei partiti politici ed allo Stato.

Nasce in seno al partito socialista; nel 1907 si distacca dal socialismo, si diffonde nelle campagne emiliane e nelle campagne pugliesi con Giuseppe Di Vittorio.

Con lo scoppio della guerra in Europa nel 1914, vede la maggioranza dei sindacalisti aderire all'interventismo

"rivoluzionario" capeggiata da De Ambris e Corridoni. Nel dopoguerra il movimento oscilla tra una posizione 

decisamente antifascista ed una adesione al vincente Fascismo, all'interno del quale rappresenterà l'ala

più attenta alle istanze sociali. 

Alla luce di tutto questo la Biografia di Corridoni potrebbe rappresentare un terreno di incontro per una parte di

storia italiana finalmente condivisa.

Questa condivisione deve avere un presupposto importante, che probabilmente risulta ancora difficile: nessuna celebrazione da parte dei vincitori, e nessuna tentazione revisionistica da parte dei vinti.

Faccio mie alcune riflessioni di Mario Bozzi Sentieri:

"La questione dei rapporti fra fascismo e sindacalismo nazionale è molto più complessa e non può essere inquadrata su un piano di mera "strumentalità ", quanto piuttosto inquadrata nei complessi percorsi della nostra storia nazionale, ivi compresi gli episodi di censura postuma nei confronti di Corridoni, con la cancellazione, in molte città, del suo nome dalla toponomastica , per iniziativa dei Comitati di Liberazione Nazionale Locali.

Malgrado ciò, libri come " Filippo Corridoni. La vita e le idee dell'arcangelo sindacalista" ne mantengono viva la memoria e ne rinverdiscono  il pensiero e l'esempio, segno che in tempi -come l'attuale - di bassa tensione ideale e di sfide epocali, determinate dai nuovi scenari della globalizzazione ,dominati da un mercato informe, apolide e meccanizzato, di figure emblematiche alla " Corridoni" c'è un gran bisogno"


Salvatore Valerio




domenica 12 luglio 2026

Il silenzio della opposizione.


 Dopo le minacce di morte alla Meloni su un giornale iraniano, in tanti si attendevano una certa compostezza e compattezza nel manifestare piena solidarietà alla Premier, in maniera bipartisan.

Anche dinanzi a questo attacco personale che è da considerarsi un attacco nei confronti di una intera Nazione, Schlein,Conte e compagni decidono di girarsi dall'altra parte.

Si preferisce il silenzio.

Uno sgarbo nei confronti di una Istituzione .

Ancora una volta si è manifestato quale è per costoro il senso della Stato.

Gli italiani ne facciano ammenda.

PS. In effetti sono arrivati tardivamente, ma con molti distinguo.

@salvatorevalerio



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