giovedì 5 novembre 2020

L'elezione del Presidente fra il serio ed il faceto.

 


Premesso che entrambi i candidati Presidenti sono lontani dalle mie visioni politiche ,ma c'è da registrare a vantaggio di quello uscente,  una grossa ripresa economica dell'America, con annessa riduzione della disoccupazione negli anni della sua  amministrazione , prima dell'evento pandemico.
 Si constatano i dolori di pancia della sinistra nostrana vs l''uscente Presidente.
 Gli epiteti antipatici non mancano: razzista, antidemocratico,e perchè no ,un tantinello fascista (ormai non si nega a nessuno). Devo ammettere che tutto ciò che mette in agitazione la sinistra e che viene osteggiato dalla stessa, mi produce serenità mista a simpatia nei confronti della cosa o persona osteggiata. Mettendo da parte l'immagine caricaturale che giunge a noi dai media, ha attuato una politica che ha portato indubbiamente dei risultati e possiamo anche mettere in conto che ha una moglie affascinante e anche molto intelligente, binomio questo che non guasta.
Non si sa chi la spunterà e se sarà lo sfidante a vincere , ma un dato è certo anche questa volta i sondaggisti che avevano previsto una vittoria di Biden a mani basse hanno sbagliato di grosso ,se è vero che bisogna attendere ancora giorni per averne l'ufficialità.
A livello europeo sarà interessante la reazione ad una eventuale elezione dello sfidante di Trump.
Specialmente in Francia Nazione in cui un Presidente che  evoca con il suo cognome  il Bidè (tanto osteggiato dai francesi),potrebbe causare un certo  sconcerto. Ovviamente si cherza.
Non si scherza invece quando si parla di voto espresso per posta.
Sarebbero in futuro da evitare "derive di voto postali" anche in Italia visto  che poi, in chiunque vince rimane la macchia del dubbio di eventuali brogli, visto che è difficile controllare nella stessa America le "dinamiche" di questo voto.

Salvatore Valerio
 
     

mercoledì 9 settembre 2020

Il nervosismo della sinistra ...e non solo.



 Violenza,aggressioni e macabre speculazioni elettorali alla vigilia dell'appuntamento elettorale del 

prossimo 20 e 21 settembre.In certi ambienti (quelli governativi giallo-rossi) si nota un certo 

nervosismo che sta facendo venir fuori l'aspetto più deteriore. 

Un tempo venivano considerati avversari politici "gli altri" adesso 

sono"nemici da abbattere" con qualsiasi mezzo lecito o illecito.

Di esempi ce ne sono diversi.  

Violenza verso un bravo ragazzo di Colleferro che viene ucciso di botte da quattro vigliacchi 

delinquenti con il culto del corpo palestrato. Il povero ragazzo di nome Willy, era intervenuto in difesa 

di un amico.

 Il ragazzo è di colore quindi, per certi ambienti, si è trattato di una aggressione di marca razzista e 

fascista. Dagli addosso a Salvini e la Meloni, a loro dire,fomentatori di odio. 

Gli inquirenti hanno escluso motivazioni politiche o razziste.


Nonostante tutto la più attiva a spargere veleno e fango   è la sottosegretaria piddina Morani che attribuisce alla  Destra e Fratelli d'Italia i mandanti .

Querelata.

Altro esempio : Beppe Grillo aggredisce fisicamente il giornalista  Selvi della redazione di Del Debbio, 

si è preso il lusso di fare domande scomode all'ex comico, che adesso non fa più ridere ;

Ancora, Salvini viene aggredito da una ventenne del Congo a Pontassieve (Toscana). Viene strattonato 

e gli viene strappata la camicia ed  il Rosario che aveva al collo al grido di "ti maledico";

In Puglia l'uscente Governatore Emiliano rappresentante della sinistra è in bilico .Sfrutta e specula sul 

Covid e sui malati oncologici inoltrando loro materiale elettorale. FdI ha presentato una interpellanza 

parlamentare attraverso l'On Marcello Gemmato.


Questo è lo stato dell'arte. 

Una sinistra ormai alla frutta insieme ai loro compagni di merenda grillini ormai in caduta libera.


 

Gli italiani comprendono da che parte siano i veri dispensatori d'odio, questi saranno  puniti con l'unica arma democratica messa a loro disposizione: il voto.


Salvatore Valerio. 

     

 

      

domenica 23 agosto 2020

Foggia.I bilanci di una estate anomala.


 Le ferie, come si sa, non sono eterne. E' sempre difficile fare un bilancio di una estate non ancora del tutto terminata. A maggior ragione una estate come questa del 2020 anomala sotto ogni punto di vista in funzione dell'effetto domino causato dal Covid-19. Le statistiche affermano che domani (24 agosto) tre italiani su quattro torneranno al lavoro. 

Dalla scorsa Pasqua qualsiasi evento risulta ovattato e svuotato di ogni significato.La festività del 15 di Agosto, che per Foggia ha sempre significato la festa della identità foggiana,oltre che religiosa, è passata in sordina, celebrazioni religiose limitate,processione annullata, annullata ogni forma di aggregazione sociale che in qualche maniera avrebbe potuto causare assembramenti. Niente luminarie e neanche fuochi pirotecnici.

Abbiamo vissuto, e tutt'ora viviamo, in un contesto surreale che ha esteso le sue propaggini in ogni attività umana. Aumentano i contagi grazie a chi si è spinto in zone che sarebbe stato opportuno evitare e grazie anche all'arrivo di tanti extracomunitari positivi  che è difficile gestire. 

La politica ,anche quella locale,risente di questo strano momento. A Foggia il Sindaco cambia casacca, lo fa in pompa magna davanti a Matteo Salvini nella sala del Consiglio Comunale creando disappunto in qualcuno,pur rimanendo nella stessa coalizione di centrodestra. Non entriamo nel merito di chi ha ragione e di chi ha torto in ciò che è accaduto in seguito alla mancata candidatura della cognata Avv. Di Donna da parte di Forza Italia (partito del Sindaco per 26 anni)  ma questo aspetto non è di poco conto e cambia notevolmente l'assetto in consiglio comunale che non corrisponde al risultato delle ultime consultazioni comunali. Si attende la ufficialità di altri cambi di casacca. Una cosa  certa è che Forza Italia esce ridimensionata o addirittura potrebbe non essere presente in Consiglio Comunale. Non sappiamo come potrà influire sulle prossime elezioni regionali nell'area del centrodestra, probabilmente a Foggia città ci sarà qualche "travaso" di voti da un partito all'altro all'interno dello stesso schieramento. 

Si attendono prese di posizioni e dichiarazioni da parte dei segretari provinciali in particolare da quello di Forza Italia. 

A livello del calcio locale in tanti aspettano la fine del mese per conoscere in quale serie sarà disputato il prossimo campionato del Foggia, ma anche in questo contesto si naviga a vista non si ha unità di intendi in una società spaccata tra Felleca e la Pintus che spacca anche i tifosi.

Insomma non ci facciamo mancare niente.

Speriamo in una buona ripresa. 

Salvatore Valerio 

      

     


domenica 16 agosto 2020

18 agosto 1946.La strage di Vergarola. Un oblio voluto?







18 agosto 1946. Una assolata Domenica.

A VERGAROLA (la spiaggia di Pola) c'erano migliaia di persone. 

Intere famiglie,bambini, ragazzi, spettatori attratti da una importante gara di nuoto. 

L'orologio segna le 14 e 15. E' il momento in cui esplodono degli ordigni antisiluro che erano stati

disinnescati da tempo dagli angloamericani. I bimbi ci giocavano e le mamme ci mettevano ad 

asciugare costumi. 

L'esplosione fu terribile! Perirono 65 persone tra i quali molti bambini, decine di corpi  non 

furono mai  ritrovati disintegrati per la violenta deflagrazione.

Questa si può ritenere la prima strage terrorista della Repubblica avvenuta in tempo di pace.

Si può senz'altro affermare che questa azione efferata fu coperta con ciò che qualche storico coniò 

come"congiura del silenzio".

Il dottor Geppino Micheletti si distinse con il suo intervento sui feriti che durò per due giorni 

senza sosta,nonostante avesse perso i figli Carlo e Renzo di 9 e 6 anni.  

Gli archivi di Belgrado,Londra,Washington ,Zagabria hanno da sempre avvalorato la pista jugoslava

del dittatore comunista  Maresciallo Tito che si servì  del l'OZNA (la polizia politica jugloslava di 

allora). Qualcuno di loro riattivò queste bombe.

Erano giornate cruciali per Pola. Il giorno precedente si chiudeva la sessione plenaria della 

conferenza di pace di Parigi in cui si decidevano i confini adriatici d'Italia.

I giochi non si erano chiusi e albergava nei polesi un sentimento di speranza per potersi sentire  

ancora italiani.

Purtroppo questa strage segnò l'inizio dell'ESODO e la fine di Pola.

Per gli osservatori politici dell'epoca segnò anche l'inizio della guerra fredda e dello stragismo 

italiano. 

Un paradosso italiano fu la vergognosa onorificenza di CAVALIERE DI GRAN CROCE AL 

MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA assegnato il due ottobre 1969 al boia  comunista Tito.


Ci piacerebbe che da parte dell'attuale Presidente Mattarella ci fosse  una presa di posizione atta a ricordare una triste  pagina di storia , da troppo tempo dimenticata ,per onorare degnamente la memoria di tanti innocenti che persero la  vita. 

In nessun libro scolastico si trova ancora menzionata questa carneficina.  


                                        Salvatore Valerio

             Componente dell'Assemblea Nazionale di Fratelli d'Italia 

                              



 



 


 




   

venerdì 14 agosto 2020

Foggia: il rito del "galluccio ruspante" di ferragosto.

 Oggi la mia mente è presa dal ricordo di un rito che per anni non è mai venuto meno in casa mia, almeno sino a quando fu in vita mio padre. IL GALLUCCIO di ferragosto.

Questo rito iniziava al mattino presto del 15 di agosto (data importante per Foggia in cui si celebra la Madonna dei sette veli). Il gallo doveva essere "sacrificato" . Il giorno precedente era stato acquistato al mercato. Ovviamente era una operazione che mio padre faceva a porta chiusa in quanto poteva lasciare qualche segno psicologico in noi bambini di casa. Ma la curiosità era tanta che si riusciva sempre a vedere questa operazione nel buco della serratura o aprendo senza farsi sentire la porta che rimaneva socchiusa. Si cercava  (così diceva mio padre) di rendere il trapasso meno cruento possibile.In tanti c'era l'usanza di far mangiare anche il sangue, (fritto o nel ragù) utile per i fanciulli anemici. Per mia fortuna quest'ultimo aspetto non veniva considerato.


Al netto di questo evento che non ha lasciato in me nessun strascico psichico o trauma in quanto  spiegato, a suo tempo, in una maniera corretta dal mio amato genitore, bisogna ricordare ( non me ne vogliano i  vegani) che questo è il periodo in cui il vero foggiano  mangia il "Galluccio" per tradizione.

Un tempo, come ho già avuto modo di ricordare, si comprava vivo. Nei giorni che precedevano il 15 di agosto, bastava farsi una passeggiata in via Lucera o via Manzoni (giusto per citare le strade più importanti) per trovare in bella mostra, i galletti ruspanti,  quelli che si allevano a terra tra le aie di campagna il cui sapore è più gustoso e diverso da quelli venduti già pronti nelle macellerie.

Oggi è più difficile trovare chi li vende.

Una cosa certa è che questa tradizione ,tutta foggiana, è risalente al mondo rurale; in qualche maniera l'animale rappresenterebbe un simbolo, quello del grano che è il cibo di cui preferibilmente si nutre. A testimoniare come era sentita un tempo la degustazione di questo animale da cortile , ci vengono in aiuto anche i proverbi.

" Chi magn gallucce e chi gnotte velen". ("Chi mangia il Galluccio e chi il veleno") Frase tipica delle persone meno abbienti , il più delle volte "terrazzani", che non avendo terreni di proprietà da coltivare o dei beni. Queste persone  non avevano la possibilità economica di festeggiare con il galluccio come si doveva, la più importante festa di Foggia. 

In altri termini si pone l'accento, attraverso questo proverbio, a quel divario tra ricchezza e povertà causa, da sempre, di diseguaglianza sociale.

E' proprio vero che la voce del popolo con i proverbi si tramanda nei secoli.

Buon ferragosto!


Salvatore Valerio

         

domenica 17 maggio 2020

Serie A legata alla curva...dei contagi - Solofoggia.it

Serie A legata alla curva...dei contagi - Solofoggia.it: di Salvatore Valerio In queste lunghe settimane di lockdown abbiamo vissuto in maniera surreale. Chi non era operatore sanitario o appartenente ad altre categorie, che con il loro lavoro hanno consentito che la nostra Nazione non si fermasse del tutto, è rimasto chiuso in casa, attenendosi alle normative governative . Ogni giorno intorno alle 18 eravamo in …

domenica 3 maggio 2020

La quarantena per il coronavirus e una testimonianza della storia di Foggia in un cassetto.

Tutti sperano nella ripresa delle attività, nella normalità, anche se dicono i virologi, dovremo convivere con il covid-19. Ci sarà una graduale ripresa alla vita normale, che per tantissimi significa un ritorno ad una cauta ripresa dei  contatti umani,contraddistinti ancora  da distanze materiali destinate a creare un argine al maledetto coronavirus.
Diciamola tutta , in queste settimane ci siamo inventati ogni cosa che potesse impegnare il nostro tempo, dalla rilettura dei nostri libri preferiti,ad un certo "attivismo" sui social sino ai tentativi di  fare il pane in casa e della grande importanza del lievito madre.
Ma una delle vere sorprese della quarantena è stata, mentre si riordinavano cassetti e librerie, trovare dei documenti che avevi dimenticato di avere. Quelle cose che si conservano così bene , tanto da dimenticarne l'esistenza.









Un ringraziamento all'amico Marco Scarpiello per la foto.

Quelle cose di famiglia conservate e che risultano importanti  per  un ricordo non solo delle persone care che da tempo non ci sono più, ma che attraverso il loro operato hanno rappresentato anche  uno spaccato di vita  caratterizzante la storia della città dove hanno vissuto .

Fatto questo preambolo, non posso che ringraziare l'amico Geppe Inserra,sempre attento e lucido nella elencazione della storia di Foggia nelle sue "Lettere Meridiane", che in un pezzo dello scorso 6 marzo evidenziava un aspetto legato alla problematica abitativa (peraltro ancora evidente nella nostra città) in particolare dei ferrovieri nella prima decade del '900 . Tale problematica abitativa grazie anche agli esosi affitti richiesti ,spinse gli stessi a pensare ad un esodo verso altre zone dove la pigione era più conforme alla possibilità economica  di questi lavoratori, in particolare Lucera.
Per farvela breve ci fu la richiesta dei lavoratori alla Direzione delle Ferrovie dello Stato, in cui si sollecitava la costruzione di case per i ferrovieri. Il tutto fu approvato e andò subito in appalto.
A chi fu appaltato ?  Alla impresa dell'Ingegner Eugenio David che affidò la direzione dei lavori a mio nonno Salvatore che come evidenziato dal documento in mio possesso datato 4 maggio 1914...

" Nello espletamento dell'incarico affidatogli il Sig.Valerio ha diligentemente disimpegnato il suo dovere da persona d'arte ed intelligente" . 



                                         
  
  
  

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