rappresenterebbe la morte della sua immagine passata e nel contempo la nascita di un qualcosa di nuovo e più "politico".
Considerazioni personali nel quotidiano incedere della vita. Contrastare lo stucchevole potere intimidatorio del politically correct che appiattisce tutto al livello più semplice e più basso e tenta di zittire ogni differenza. Contro la globalizzazione dei cervelli.
prossimo 20 e 21 settembre.In certi ambienti (quelli governativi giallo-rossi) si nota un certo
nervosismo che sta facendo venir fuori l'aspetto più deteriore.
Un tempo venivano considerati avversari politici "gli altri" adesso
sono"nemici da abbattere" con qualsiasi mezzo lecito o illecito.
Di esempi ce ne sono diversi.
Violenza verso un bravo ragazzo di Colleferro che viene ucciso di botte da quattro vigliacchi
delinquenti con il culto del corpo palestrato. Il povero ragazzo di nome Willy, era intervenuto in difesa
di un amico.
Il ragazzo è di colore quindi, per certi ambienti, si è trattato di una aggressione di marca razzista e
fascista. Dagli addosso a Salvini e la Meloni, a loro dire,fomentatori di odio.
Gli inquirenti hanno escluso motivazioni politiche o razziste.
Nonostante tutto la più attiva a spargere veleno e fango è la sottosegretaria piddina Morani che attribuisce alla Destra e Fratelli d'Italia i mandanti .
Querelata.
Altro esempio : Beppe Grillo aggredisce fisicamente il giornalista Selvi della redazione di Del Debbio,
si è preso il lusso di fare domande scomode all'ex comico, che adesso non fa più ridere ;
Ancora, Salvini viene aggredito da una ventenne del Congo a Pontassieve (Toscana). Viene strattonato
e gli viene strappata la camicia ed il Rosario che aveva al collo al grido di "ti maledico";
In Puglia l'uscente Governatore Emiliano rappresentante della sinistra è in bilico .Sfrutta e specula sul
Covid e sui malati oncologici inoltrando loro materiale elettorale. FdI ha presentato una interpellanza
parlamentare attraverso l'On Marcello Gemmato.
Questo è lo stato dell'arte.
Una sinistra ormai alla frutta insieme ai loro compagni di merenda grillini ormai in caduta libera.
Gli italiani comprendono da che parte siano i veri dispensatori d'odio, questi saranno puniti con l'unica arma democratica messa a loro disposizione: il voto.
Salvatore Valerio.
Dalla scorsa Pasqua qualsiasi evento risulta ovattato e svuotato di ogni significato.La festività del 15 di Agosto, che per Foggia ha sempre significato la festa della identità foggiana,oltre che religiosa, è passata in sordina, celebrazioni religiose limitate,processione annullata, annullata ogni forma di aggregazione sociale che in qualche maniera avrebbe potuto causare assembramenti. Niente luminarie e neanche fuochi pirotecnici.
Abbiamo vissuto, e tutt'ora viviamo, in un contesto surreale che ha esteso le sue propaggini in ogni attività umana. Aumentano i contagi grazie a chi si è spinto in zone che sarebbe stato opportuno evitare e grazie anche all'arrivo di tanti extracomunitari positivi che è difficile gestire.
La politica ,anche quella locale,risente di questo strano momento. A Foggia il Sindaco cambia casacca, lo fa in pompa magna davanti a Matteo Salvini nella sala del Consiglio Comunale creando disappunto in qualcuno,pur rimanendo nella stessa coalizione di centrodestra. Non entriamo nel merito di chi ha ragione e di chi ha torto in ciò che è accaduto in seguito alla mancata candidatura della cognata Avv. Di Donna da parte di Forza Italia (partito del Sindaco per 26 anni) ma questo aspetto non è di poco conto e cambia notevolmente l'assetto in consiglio comunale che non corrisponde al risultato delle ultime consultazioni comunali. Si attende la ufficialità di altri cambi di casacca. Una cosa certa è che Forza Italia esce ridimensionata o addirittura potrebbe non essere presente in Consiglio Comunale. Non sappiamo come potrà influire sulle prossime elezioni regionali nell'area del centrodestra, probabilmente a Foggia città ci sarà qualche "travaso" di voti da un partito all'altro all'interno dello stesso schieramento.
Si attendono prese di posizioni e dichiarazioni da parte dei segretari provinciali in particolare da quello di Forza Italia.
A livello del calcio locale in tanti aspettano la fine del mese per conoscere in quale serie sarà disputato il prossimo campionato del Foggia, ma anche in questo contesto si naviga a vista non si ha unità di intendi in una società spaccata tra Felleca e la Pintus che spacca anche i tifosi.
Insomma non ci facciamo mancare niente.
Speriamo in una buona ripresa.
Salvatore Valerio
18 agosto 1946. Una assolata Domenica.
A VERGAROLA (la spiaggia di Pola) c'erano migliaia di persone.
Intere famiglie,bambini, ragazzi, spettatori attratti da una importante gara di nuoto.
L'orologio segna le 14 e 15. E' il momento in cui esplodono degli ordigni antisiluro che erano stati
disinnescati da tempo dagli angloamericani. I bimbi ci giocavano e le mamme ci mettevano ad
asciugare i costumi.
L'esplosione fu terribile! Perirono 65 persone tra i quali molti bambini, decine di corpi non
furono mai ritrovati disintegrati per la violenta deflagrazione.
Questa si può ritenere la prima strage terrorista della Repubblica avvenuta in tempo di pace.
Si può senz'altro affermare che questa azione efferata fu coperta con ciò che qualche storico coniò
come"congiura del silenzio".
Il dottor Geppino Micheletti si distinse con il suo intervento sui feriti che durò per due giorni
senza sosta,nonostante avesse perso i figli Carlo e Renzo di 9 e 6 anni.
Gli archivi di Belgrado,Londra,Washington ,Zagabria hanno da sempre avvalorato la pista jugoslava
del dittatore comunista Maresciallo Tito che si servì del l'OZNA (la polizia politica jugloslava di
allora). Qualcuno di loro riattivò queste bombe.
Erano giornate cruciali per Pola. Il giorno precedente si chiudeva la sessione plenaria della
conferenza di pace di Parigi in cui si decidevano i confini adriatici d'Italia.
I giochi non si erano chiusi e albergava nei polesi un sentimento di speranza per potersi sentire
ancora italiani.
Purtroppo questa strage segnò l'inizio dell'ESODO e la fine di Pola.
Per gli osservatori politici dell'epoca segnò anche l'inizio della guerra fredda e dello stragismo
italiano.
Un paradosso italiano fu la vergognosa onorificenza di CAVALIERE DI GRAN CROCE AL
MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA assegnato il due ottobre 1969 al boia comunista Tito.
Ci piacerebbe che da parte dell'attuale Presidente Mattarella ci fosse una presa di posizione atta a ricordare una triste pagina di storia , da troppo tempo dimenticata ,per onorare degnamente la memoria di tanti innocenti che persero la vita.
In nessun libro scolastico si trova ancora menzionata questa carneficina.
Salvatore Valerio
Componente dell'Assemblea Nazionale di Fratelli d'Italia
Oggi la mia mente è presa dal ricordo di un rito che per anni non è mai venuto meno in casa mia, almeno sino a quando fu in vita mio padre. IL GALLUCCIO di ferragosto.
Questo rito iniziava al mattino presto del 15 di agosto (data importante per Foggia in cui si celebra la Madonna dei sette veli). Il gallo doveva essere "sacrificato" . Il giorno precedente era stato acquistato al mercato. Ovviamente era una operazione che mio padre faceva a porta chiusa in quanto poteva lasciare qualche segno psicologico in noi bambini di casa. Ma la curiosità era tanta che si riusciva sempre a vedere questa operazione nel buco della serratura o aprendo senza farsi sentire la porta che rimaneva socchiusa. Si cercava (così diceva mio padre) di rendere il trapasso meno cruento possibile.In tanti c'era l'usanza di far mangiare anche il sangue, (fritto o nel ragù) utile per i fanciulli anemici. Per mia fortuna quest'ultimo aspetto non veniva considerato.
Al netto di questo evento che non ha lasciato in me nessun strascico psichico o trauma in quanto spiegato, a suo tempo, in una maniera corretta dal mio amato genitore, bisogna ricordare ( non me ne vogliano i vegani) che questo è il periodo in cui il vero foggiano mangia il "Galluccio" per tradizione.
Un tempo, come ho già avuto modo di ricordare, si comprava vivo. Nei giorni che precedevano il 15 di agosto, bastava farsi una passeggiata in via Lucera o via Manzoni (giusto per citare le strade più importanti) per trovare in bella mostra, i galletti ruspanti, quelli che si allevano a terra tra le aie di campagna il cui sapore è più gustoso e diverso da quelli venduti già pronti nelle macellerie.
Oggi è più difficile trovare chi li vende.
Una cosa certa è che questa tradizione ,tutta foggiana, è risalente al mondo rurale; in qualche maniera l'animale rappresenterebbe un simbolo, quello del grano che è il cibo di cui preferibilmente si nutre. A testimoniare come era sentita un tempo la degustazione di questo animale da cortile , ci vengono in aiuto anche i proverbi.
" Chi magn gallucce e chi gnotte velen". ("Chi mangia il Galluccio e chi il veleno") Frase tipica delle persone meno abbienti , il più delle volte "terrazzani", che non avendo terreni di proprietà da coltivare o dei beni. Queste persone non avevano la possibilità economica di festeggiare con il galluccio come si doveva, la più importante festa di Foggia.
In altri termini si pone l'accento, attraverso questo proverbio, a quel divario tra ricchezza e povertà causa, da sempre, di diseguaglianza sociale.
E' proprio vero che la voce del popolo con i proverbi si tramanda nei secoli.
Buon ferragosto!
Salvatore Valerio