venerdì 1 febbraio 2008

Le scelte politiche in senso lato sono determinate dalla biologia.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra? Una questione di geni, si potrebbe rispondere al quesito posto da Giorgio Gaber in una celebre canzone. Lasciate perdere infatti l'educazione, la ragione, la formazione e l'ambiente in cui si è cresciuti: le convinzioni politiche di ciascuno sono dettate dai geni, e non dal bagaglio culturale e ideologico. Ne è convinto il ricercatore John Alford della Rice University di Houston, in Texas, dopo aver condotto uno studio su 30 mila gemelli identici e non.

"Politica, religione, energia nucleare, diritti delle minoranze. Le posizioni di ciascuno di noi - dice convinto dalle pagine del New Scientist - sono scritte nel nostro Dna e ben radicate nel profondo del nostro cervello. E resistono a qualsiasi argomento della ragione".

Dunque, le scelte politiche in senso lato sono determinate dalla biologia. "Quindi provare a persuadere qualcuno a cambiare orientamento, pur facendo appello ad argomenti razionali - assicura - è un po' come convincere chi ha gli occhi marroni ad averli di un altro colore".

Le conclusioni, che per lo scienziato "sovvertono quanto sostenuto finora sulle capacità della persuasione", sono il frutto dell'analisi delle risposte dei gemelli ad alcune domande d'argomento politico e sociale. "Ebbene - prosegue Alford - di fronte allo stesso quesito i gemelli identici, con lo stesso Dna, molto più frequentemente rispondevano allo stesso modo, che non i gemelli eterozigoti".

Le conclusioni sono in parte confermate da altre ricerche precedenti che avrebbero dimostrato tracciati cerebrali differenti tra conservatori e liberali. "Spesso - dice Alford - spendiamo molta energia cercando di convincere delle nostre ragioni e idee chi la pensa diversamente. E spesso siamo portati a pensare che le loro posizioni siano il frutto di cattiva informazione od ostinazione. Invece - conclude - dovremmo rassegnarci al fatto che il loro Dna potrebbe aver determinato le loro scelte".

sabato 26 gennaio 2008

Carlos Santana

Un personaggio dimenticato:Gaetano Postiglione. grande foggiano grande italiano !



Gaetano Postiglione* un fascista modernizzatore. ( * La biblioteca Provinciale di Foggia gli è intitolata)

Di M a r c e l l o A r i a n o

Dopo la marcia su Roma e la formazione del governo, c'è, per Mussolini, l'esigenza
di rassicurare quelle fasce di opinione pubblica ancora titubanti e dubbiosi verso
il fascismo che l'azione di governo è diretta, sopratutto, a normalizzare la vita politica e a dare pratica dimostrazione della capacità di gestione della cosa pubblica.
La disegnazione di Gaetano Postiglione a Regio Commissario dell'Ente Autonomo per
l'Acquedotto Pugliese s'inquadra, perciò, nell'orizzonte legalitario e moderato della
azione impressa al fascismo da Mussolini, dopo il 28 ottobre 1922 ; è in sintonia con
le scelte riguardanti dicasteri e altri posti chiave; è peraltro un segno di riconoscimento al camerata fedele, competente e costruttivo;rientra in quella politica di apertura, fiducia e valorizzazzione del personale giovane che milita nelle fila fasciste.

-Così l'introduzione del libro che Marcello Ariano ha voluto dedicare al nostro
concittadino Gaetano Postiglione, a lui si deve l'arrivo dell'acqua a Foggia ( 21 marzo 1924 -La Domenica del Corriere dedica, in una efficace rappresentazione di Achille Beltrame, la copertina dell'evento-)

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