Mentre il Governo è impegnato a far passare il concetto che l'art.18 e determinate tutele per il lavoratore sono superate sono obsolete in un momento di crisi come è quello che stiamo vivendo , mi vengono alla mente tante considerazioni da fare proprio a proposito del lavoro.La prima è che questo Governo parla di crescita, ma la crescita avviene quando si creano nuovi posti di lavoro. Oggi sento parlare solo di "come" poter licenziare, ma di come far lavorare specialmente i giovani non se ne parla o se se ne parla evidentemente sono io che non capisco in che termini possa tutto ciò avvenire.
La chiesa ieri con Giovanni Paolo II, ma anche adesso con Benedetto XVI l'attuale , si impegna molto nel far considerare il lavoro come un qualcosa di importante e dignitoso per l'uomo che diventa un tutt'uno con la famiglia . Il lavoro quindi c’entra con la famiglia, è congenito alla sua
logica, perché è centrale nel concetto di persona, appartiene alla dignità della persona. Per questo
per arrivare alla società devo passare alla famiglia, per non cadere nelle aporie del comunismo, che dalla persona giunge in maniera diretta alla società.
Il lavoro deve per questo assumere l’immagine della giustizia per dare dignità all’uomo. Tutto ciò che si compie nella famiglia deve esprimersi nell’operosità, ognuno infatti diventa uomo, fra l’altro, mediante il lavoro,che è fondamentale nel processo educativo.
Nell’esperienza lavorativa si riscatta la dignità della persona, e fuori di essa si rischia di perderla .
C’è sia l’aspetto del recuperare il guadagno per mantenere la famiglia e per la realizzazione della persona. E anche il lavoro di chi provvede alle necessità della famiglia con il lavoro domestico è un’altra faccia dello stesso lavoro e con importanti valenze educative.
La famiglia è questa realtà aperta. E quindi anche la società deve
regolare i diritti dei lavoratori. Perché il lavoro che schiavizza va ad oscurare il volto dell’uomo
invece che realizzarlo. Per questo occorre purificare il senso del lavoro e la dottrina sociale della chiesa va verso questa impostazione. Nella costituzione europea si è battuto molto
su libertà e uguaglianza, trascurando la fraternità, importantissima. Le radici cristiane erano utili per
avere un format di riferimento per il significato dei valori enunciati. E' questa la nostra radice culturale, e non si può ridurre il tutto ad una visione soggettiva che non ha rilevanza nella vita sociale.
D'altra parte dall'attuale Governo tecnico che trova riferimento nell'Europa dei burocrati e dei banchieri è veramente difficile che si trovi la volontà per l'inizio di un nuovo Umanesimo; eppure c'è la voglia di tornare ad una dimensione
umana del lavoro una forza ,si auspica aggregatrice.
Non deve esistere solo la corsa al profitto ma è necessario rivalutare,
difendere e proteggere i valori fondamentali, il diritto alla famiglia,
al tempo libero, alla socializzazione e al riposo. Uniamoci intorno a
questo progetto per non renderci complici di chi considera i lavoratori e
i cittadini come semplici numeri.
Lottiamo per quest'idea perchè in ballo c'è il futuro dell'uomo.
Salvatore Valerio
..l’uomo
lavora “dispiegando cioè quella stessa attività del pensiero onde
anche nell’arte, nella letteratura, nell’erudizione, nella
filosofia, l’uomo via via pone a risolvere i problemi in cui si
viene annodando e snodando la sua esistenza in atto. Lavora il
contadino, lavora l’artigiano e il maestro d’arte, lavora l’artista,
il letterato, il filosofo (…)Bisognava che pensatori, scienziati ed
artisti si abbracciassero coi lavoratori in questa coscienza della
umana universale dignità” (6). L’attività dell’uomo quindi non è
incosciente, automatica, come può essere quella di una fabbrica di
api e il cui rendimento è costante ed obbligatorio; l’attività
dell’uomo e cosciente, volontaria e a rendimento molteplice e
variabile, crescente in una varia proporzione, da lui dipendente
anche se in molti modi influenzati da fattori esterni. Con i quali
fattori esterni, oltre che con il proprio carattere, l’uomo è
chiamato a confrontarsi secondo singole e singolari capacità dalle
quali deriva la personalità di ognuno; perché gli uomini non sono
collettivamente uguali materialmente parlando, anzi, dice Ugo
Spirito, sono caratterizzati da una radicale disuguaglianza ed il
passaggio dalla disuguaglianza all’uguaglianza è possibile soltanto
riconoscendo all’uomo una spiritualità primaria ed abbandonando il
concetto di uomo come corpo ed accettando quello dell’uomo come
anima (7).
(l'Umanesimo del Lavoro G.Gentile)
Considerazioni personali nel quotidiano incedere della vita. Contrastare lo stucchevole potere intimidatorio del politically correct che appiattisce tutto al livello più semplice e più basso e tenta di zittire ogni differenza. Contro la globalizzazione dei cervelli.
martedì 27 marzo 2012
giovedì 15 marzo 2012
Idealista, non un Don Chisciotte!
In politica devi essere per forza omologato .Non puoi uscire fuori dal "coro".
Una omologazione verso il basso.Guai ad uscire fuori dal futile o dall'ovvio!
Tutto questo, a mio avviso, dipende dal fatto che si è ignoranti. E si fa di tutto per rendere poco usufruibile al popolo la cultura al fine di consentirne una reale elevazione.
Mi è rimasto impresso nella mente un concetto espresso tempo fa, da un noto personaggio politico locale che affermò: ..."le elezioni non si vincono con la cultura"... , subito dopo la presentazione di un libro.
Ogni considerazione a questa frase è superflua.
Fa scandalo chi esce fuori dai soliti e stantii canoni legati a compromessi o a calcoli di tornaconto politico.D'altra parte per fare il furbetto o l'intrallazzatore non serve avere conoscenze erudite.
Molti continuiamo a ritenere giusto e valido tutto ciò che appiattisce e furbo o intelligente chi ci si adegua a questo andazzo.
Non voglio essere considerato una persona con "la puzza sotto il naso", uno che vive nel suo "guscio" senza guardare all'esterno la realtà che lo circonda, ma credetemi questo modo di pensare e di vivere la realtà, mi da il vomito e mi fa molto riflettere sul futuro delle prossime generazioni .Non ho la forza e nè la possibilita e forse nè tempo di cambiera queste abitudini, mi resta solo un unica ambizione...l'ambizione della volontà.La volontà di chi , anche se in piccolo si adopera per un cambiamento.Chi vuole farmi compagnia in questo difficile progetto? Sian ben chiaro , sono un idealista ma non un Don Chisciotte!
Salvatore Valerio
Presidente dell'Associazione Politico Culturale
Laboratorio di Evoluzione Politica e delle Idee.
Una omologazione verso il basso.Guai ad uscire fuori dal futile o dall'ovvio!
Tutto questo, a mio avviso, dipende dal fatto che si è ignoranti. E si fa di tutto per rendere poco usufruibile al popolo la cultura al fine di consentirne una reale elevazione.
Mi è rimasto impresso nella mente un concetto espresso tempo fa, da un noto personaggio politico locale che affermò: ..."le elezioni non si vincono con la cultura"... , subito dopo la presentazione di un libro.
Ogni considerazione a questa frase è superflua.
Fa scandalo chi esce fuori dai soliti e stantii canoni legati a compromessi o a calcoli di tornaconto politico.D'altra parte per fare il furbetto o l'intrallazzatore non serve avere conoscenze erudite.
Molti continuiamo a ritenere giusto e valido tutto ciò che appiattisce e furbo o intelligente chi ci si adegua a questo andazzo.
Non voglio essere considerato una persona con "la puzza sotto il naso", uno che vive nel suo "guscio" senza guardare all'esterno la realtà che lo circonda, ma credetemi questo modo di pensare e di vivere la realtà, mi da il vomito e mi fa molto riflettere sul futuro delle prossime generazioni .Non ho la forza e nè la possibilita e forse nè tempo di cambiera queste abitudini, mi resta solo un unica ambizione...l'ambizione della volontà.La volontà di chi , anche se in piccolo si adopera per un cambiamento.Chi vuole farmi compagnia in questo difficile progetto? Sian ben chiaro , sono un idealista ma non un Don Chisciotte!
Salvatore Valerio
Presidente dell'Associazione Politico Culturale
Laboratorio di Evoluzione Politica e delle Idee.
mercoledì 7 marzo 2012
lunedì 27 febbraio 2012
Lontani dalla media europea e dalla Costituzione Italiana.
Senti senti, non solo in Italia abbiamo una forza lavoro in percentuale più bassa d'Europa , ma addirittura
gli stipendi italiani sono i più bassi d'Europa!
Se non ci fossero stati certi ministri con i loro compensi, la media si sarebbe ulteriormente abbassata.
Eppure la Costituzione italiana (art. 36) parla chiaro!
(SV)
gli stipendi italiani sono i più bassi d'Europa!
Se non ci fossero stati certi ministri con i loro compensi, la media si sarebbe ulteriormente abbassata.
Eppure la Costituzione italiana (art. 36) parla chiaro!
(SV)
domenica 26 febbraio 2012
I primi cento giorni di Monti.
Dopo i primi 100 giorni del Governo Monti gli italiani hanno capito alcune cose:
- è un governo capace solo di fare cassa per accontentare i mercati e la BCE;
- forte con i deboli e debole con i forti (vedi la riforma assistenziale e le liberalizzazioni);
- vuole "riformare" il welfare;
- sul lavoro pensa solo all'abolizione dell'art.18;
- la parola "crescita" con la creazione di nuovi posti di lavoro è stata eliminata dal suo vocabolario, altro che "noia" del posto fisso!
Tenete a mente questi numeri:
a) 8,9% tasso disoccupazione (è più elevato perchè non è incluso chi è in Cassa Integrazione;
b) 31% tasso di disoccupazione giovanile;
c) circa 23 milioni di occupati contro una popolazione di 60 milioni,è il tasso tra i più
bassi d'Europa.
E', a nostro modesto avviso, in questi ultimi punti che il Governo deve intervenire con una adeguata riforma del lavoro che coniughi rigore e tutele.
Riavviare la crescita è il problema dell'Economia non solo Italiana ma Europea, ma ancora di più lo è il riavvio dell'occupazione.
In altri termini, senza interventi tendenti a far aumentare l' occupazione non ci sarà crescita.
(SV)
- è un governo capace solo di fare cassa per accontentare i mercati e la BCE;
- forte con i deboli e debole con i forti (vedi la riforma assistenziale e le liberalizzazioni);
- vuole "riformare" il welfare;
- sul lavoro pensa solo all'abolizione dell'art.18;
- la parola "crescita" con la creazione di nuovi posti di lavoro è stata eliminata dal suo vocabolario, altro che "noia" del posto fisso!
Tenete a mente questi numeri:
a) 8,9% tasso disoccupazione (è più elevato perchè non è incluso chi è in Cassa Integrazione;
b) 31% tasso di disoccupazione giovanile;
c) circa 23 milioni di occupati contro una popolazione di 60 milioni,è il tasso tra i più
bassi d'Europa.
E', a nostro modesto avviso, in questi ultimi punti che il Governo deve intervenire con una adeguata riforma del lavoro che coniughi rigore e tutele.
Riavviare la crescita è il problema dell'Economia non solo Italiana ma Europea, ma ancora di più lo è il riavvio dell'occupazione.
In altri termini, senza interventi tendenti a far aumentare l' occupazione non ci sarà crescita.
(SV)
sabato 25 febbraio 2012
L'iperbole della giornalista Lucia Annunziata.
Il noto vocabolario di italiano "Sabatini Colletti" , spiega:
iperbole,figura retorica che consiste nell'ingigantire o diminuire la realtà per rendere più incisivo il proprio discorso.
Quale è stato l'iperbole usata dalla giornalista?
Eccola :...difenderei Celentano anche se dicesse che bisogna mandare i gay nei campi di sterminio...
Tutto ciò è stato detto nella trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro.
Una bella caduta di stile per una giornalista che al pari del Michelone nazionale, ha fatto del "politically correct" un punto di riferimento. Evidentemente coloro che si ritengono di una certa parte politica ritengono di potersi esprimere come vogliono, a loro tutto è dovuto perchè si ritengono rappresentanti della cosidetta "intellighenzia".
Immaginate lo scalpore che avrebbe fatto se tale iperbole fosse stata adoperata da qualcun altro non appartenente a questa area politica!
Lo scivolone o caduta fate voi, per difendere chi?
Adriano Celentano ! Ma vi rendete conto?
Difenderlo da chi e da cosa?
Da chi non vuol sentire sermoni inutili che parlano di cose scontate, sermoni e denunce che hanno possibilità di essere diramati grazie al mezzo pubblico televisivo che paghiamo tutti; tutto ciò può tranquillamente albergare in una canzone ma non in un comizio televisivo.
In maniera provocatoria e per "parcondicio", invito Vasco Rossi e Ligabue a prepararsi anche loro un bel sermone da proporre al prossimo festival.
Potranno parlare di tutto,del "sesso degli angeli" , dell'estinzione dello "scoiattolo rosso",della faziosità di certe testate giornalistiche che hanno parlato male del loro ultimo album, tanto ci sarà sempre un giornalista che a rischio di fare figuracce, li difenderà anche perchè evidentemente serve a distogliere l'attenzione della pubblica opinione, da problematiche sociali ben più importanti .
Salvatore Valerio
iperbole,figura retorica che consiste nell'ingigantire o diminuire la realtà per rendere più incisivo il proprio discorso.
Quale è stato l'iperbole usata dalla giornalista?
Eccola :...difenderei Celentano anche se dicesse che bisogna mandare i gay nei campi di sterminio...
Tutto ciò è stato detto nella trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro.
Una bella caduta di stile per una giornalista che al pari del Michelone nazionale, ha fatto del "politically correct" un punto di riferimento. Evidentemente coloro che si ritengono di una certa parte politica ritengono di potersi esprimere come vogliono, a loro tutto è dovuto perchè si ritengono rappresentanti della cosidetta "intellighenzia".
Immaginate lo scalpore che avrebbe fatto se tale iperbole fosse stata adoperata da qualcun altro non appartenente a questa area politica!
Lo scivolone o caduta fate voi, per difendere chi?
Adriano Celentano ! Ma vi rendete conto?
Difenderlo da chi e da cosa?
Da chi non vuol sentire sermoni inutili che parlano di cose scontate, sermoni e denunce che hanno possibilità di essere diramati grazie al mezzo pubblico televisivo che paghiamo tutti; tutto ciò può tranquillamente albergare in una canzone ma non in un comizio televisivo.
In maniera provocatoria e per "parcondicio", invito Vasco Rossi e Ligabue a prepararsi anche loro un bel sermone da proporre al prossimo festival.
Potranno parlare di tutto,del "sesso degli angeli" , dell'estinzione dello "scoiattolo rosso",della faziosità di certe testate giornalistiche che hanno parlato male del loro ultimo album, tanto ci sarà sempre un giornalista che a rischio di fare figuracce, li difenderà anche perchè evidentemente serve a distogliere l'attenzione della pubblica opinione, da problematiche sociali ben più importanti .
Salvatore Valerio
lunedì 13 febbraio 2012
SANREMO: FESTIVAL O SAGRA DELLA PORCHETTA?
E' definito l'evento televisivo dell'anno.
Inizia martedì 14 febbraio per terminare sabato 18 febbraio.
Una palla che mi annoierà per 5 lunghe giornate:si, mi annoierà , pur non vedendo neanche una puntata, non potrò fare a meno di ascoltare (pur non volendolo fare) presentatori e critici ,Telegiornali in tutti i programmi di intrattenimento in tutte le TV , dalla RAI a MEDIASET passando per "la 7" ; pare che pure Vespa farà dei "porta a porta" speciali con i suoi soliti modellini e "plastici" del Teatro Ariston.Tutti a parlare del Festival di Sanremo
Mi chiedo da tempo a cosa serva oggi questa pseudo-sagra della porchetta, che avrebbe anche un senso una dignità, vista la bontà di questo gustoso, calorico e proteico alimento.
Chi compra i dischi di Sanremo nell'epoca degli Mp3 e dei social network ? Diventa sempre più difficile riscontrare qualcosa di veramente innovativo e che rimanga negli annali musicali.
Sappiamo tutti che i discografici puntano sulla canzonetta, su motivi orecchiabili e non sempre su brani e cantanti innovativi .
Sono lontani i tempi di "Chi non lavora non fa l'amore" e di "Vita spericolata" , di "4 marzo 43".
Questa inutile "kermesse" sono decenni che la vivo come una scialba sagra dell'effimero e di tutto ciò che
serve veramente a poco a rivalutare la canzone italiana ormai ridotta ai ranghi di canzonetta che dura tre /quattro mesi e poi nessuna la ricorda più, neanche chi la canta...
Senti parlare di Sanremo e i nomi dei presentatori e degli ospiti, Morandi, Celentano e percepisci che forse si è fermato il tempo o il mondo....se preferite. E se si è fermato , per favore fatemi... "scendere"!
Salvatore Valerio
Inizia martedì 14 febbraio per terminare sabato 18 febbraio.
Una palla che mi annoierà per 5 lunghe giornate:si, mi annoierà , pur non vedendo neanche una puntata, non potrò fare a meno di ascoltare (pur non volendolo fare) presentatori e critici ,Telegiornali in tutti i programmi di intrattenimento in tutte le TV , dalla RAI a MEDIASET passando per "la 7" ; pare che pure Vespa farà dei "porta a porta" speciali con i suoi soliti modellini e "plastici" del Teatro Ariston.Tutti a parlare del Festival di Sanremo
Mi chiedo da tempo a cosa serva oggi questa pseudo-sagra della porchetta, che avrebbe anche un senso una dignità, vista la bontà di questo gustoso, calorico e proteico alimento.
Chi compra i dischi di Sanremo nell'epoca degli Mp3 e dei social network ? Diventa sempre più difficile riscontrare qualcosa di veramente innovativo e che rimanga negli annali musicali.
Sappiamo tutti che i discografici puntano sulla canzonetta, su motivi orecchiabili e non sempre su brani e cantanti innovativi .
Sono lontani i tempi di "Chi non lavora non fa l'amore" e di "Vita spericolata" , di "4 marzo 43".
Questa inutile "kermesse" sono decenni che la vivo come una scialba sagra dell'effimero e di tutto ciò che
serve veramente a poco a rivalutare la canzone italiana ormai ridotta ai ranghi di canzonetta che dura tre /quattro mesi e poi nessuna la ricorda più, neanche chi la canta...
Senti parlare di Sanremo e i nomi dei presentatori e degli ospiti, Morandi, Celentano e percepisci che forse si è fermato il tempo o il mondo....se preferite. E se si è fermato , per favore fatemi... "scendere"!
Salvatore Valerio
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