venerdì 19 luglio 2019

Lacrime di coccodrillo.Quando Borsellino fu proposto Presidente della Repubblica.

Il 19 luglio come ogni anno ci sono le celebrazioni a ricordo di Paolo Borsellino.

Lo Stato piange il Magistrato simbolo insieme a Falcone della lotta alla Mafia, ma sembrano lacrime di coccodrillo se il tutto viene rapportato a ciò che avvenne in quegli anni cruenti nei quali vi fu il sacrificio di questi eroi ritenuti oggi dei riferimenti,
ma allora lasciati soli in questa impari lotta.

Perché lacrime di coccodrillo condite anche di   tanta ipocrisia?

Il 24 maggio del 1992  ( il giorno dopo l'uccisione di Falcone) in una seduta congiunta di Camera e Senato fu proposto dal Movimento Sociale Italiano il nome di Paolo Borsellino nella più alta carica dello Stato, cioè come Presidente della Repubblica.

Borsellino era un simpatizzante dell'MSI , ma la sinistra e quei partiti travolti da tangentopoli  bocciò  tale proposta, preferendo la discutibile figura di Oscar Luigi Scalfaro. 

Come sarebbe stata l'Italia se fosse stato eletto Presidente Borsellino?

Sarebbe sicuramente cambiata. 

In meglio. 

Salvatore Valerio

Componente Assemblea Nazionale 

Fratelli d'Italia- Foggia 

   

venerdì 12 luglio 2019

IL CIELO È SEMPRE PIÙ BLU.


Fratelli d’Italia cresce.
Cresce la sua influenza nel panorama politico nazionale.
Anche il sindaco di Catania con Fdi.
L'operazione di Giorgia Meloni tendente ad ampliare la platea elettorale sta dando i suoi frutti. L'operazione che qualcuno erroneamente chiama "nostalgia" è legata alla storia e alla cultura della vera ed unica destra italiana,
messa a suo tempo in sicurezza dalla Meloni.
Temi cari alla nostra area politica che da sempre ha come riferimento la famiglia, le nostre tradizioni, e un sentimento di amore e rispetto verso la propria Nazione, concetti posti in discussione da un non meglio identificato progetto mondialista/globalista, che non riconosce alcuna identità al popolo ma che appiattisce tutto.
Il termine "Sovranista" non è una parolaccia anzi è uno dei punti caratterizzanti e racchiusi nell'articolo 1 della nostra Costituzione, che qualcuno tempo fa considerò la più bella del mondo.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


 Su tali basi un Presidente della Repubblica votato direttamente dal Popolo sarebbe la logica conseguenza.
Non abbiamo bisogno di rincorrere nessuno su temi che fanno parte da sempre della nostra stessa cultura, del nostro DNA.
Peccato che qualcuno a livello locale abbia scelto altre strade.
Ma questo è un altro discorso.

Salvatore Valerio
Componente Assemblea Nazionale di Fratelli d'Italia Foggia.

sabato 11 maggio 2019

Foggia e il calcio : un binomio indissolubile.

Oggi alle 15 ci sarà un primo verdetto.
Non penso di cadere nella retorica se dico che il calcio a Foggia ha sempre avuto un riferimento valoriale ed identitario.
Esagerato questo concetto espresso?
Non penso.
Dai tempi degli anni sessanta il Foggia di Oronzo Pugliese portò la nostra città agli onori della cronaca sportiva .
Ricordate il 3-2 sulla titolata Inter di Herrera reduce da trionfi mondiali?
Per tanti fu, quel risultato, una sorta di riscatto morale e non solo.
Una città di provincia del Sud che veniva agli onori della cronaca !
Poi tra alti e bassi si arrivò negli anni '90 con Zeman che ci fece sognare sino a giungere ai tempi nostri con 19 anni di inferno.
Oggi si difende la serie B conquistata con tanti sacrifici da parte della Società ma anche da parte di tanti tifosi che con la numerosa presenza sugli spalti hanno fatto sentire il calore, l'incoraggiamento alla squadra allo Zaccheria  e fuori.
Non è il momento dei processi e delle analisi degli errori fatti.
Adesso tutti a remare nella stessa direzione.
Quella direzione che si auspica ci faccia prendere la strada giusta e buona per uscire dal tunnel e che ci conduca alla salvezza.
Ricordate che è una città che si salva con la propria identità e la sua storia e non solo con la sua squadra di calcio . E poi l'anno prossimo c'è il centenario!


Allora Forza Foggia!

sabato 4 maggio 2019

Il Grande Torino.4 maggio 1949

Ci sono delle date scolpite nella mente degli italiani non solo per quelli amanti del gioco del calcio, ma un po’ per tutto ciò che rappresenta la storia della nostra Nazione.
Una di queste date è quella del 4 maggio 1949.
Settanta anni fa la tragedia di Superga.
Continua a leggere...

https://solofoggia.it/il-grande-torino/?fbclid=IwAR2AQXyVjYNNtVfL_k_v4HXC556P-USQx37Itc32oUbkfAppyBFBBo7AuN8

martedì 23 aprile 2019

FUORI DAL CORO. Le mie domande sul 25 aprile.

Queste sono delle considerazioni sotto forma di domande di qualche anno fa  attualissime.


-Ma davvero la maggior parte degli antifascisti che hanno fatto la Resistenza combatterono per la libertà e la democrazia del popolo italiano?
-Non è che sognassero un'altra dittatura, comunista o giacobina ?
-Forse sognavano un totalitarismo più compiuto rispetto a quello fascista,
che abolisse la proprietà,mercato, religione e disuguaglianze sociali?
- Non sarebbe opportuno modificare la visione che in questi anni si è voluta dare della resistenza che, contro i fascisti antidemocratici, ci fossero dall'altra parte in campo solamente forze democratiche?
-Non è forse vero che le forze comuniste di allora, democratiche lo erano ben poco?
-Non è forse vero che l'arrivo ad una piena democrazia del maggior partito italiano della sinistra è stato lento e laborioso ed ancor oggi con qualche ritorno di fiamma, in alcuni dei suoi componenti, molto vicino a vecchi schemi ideologici?
-Perchè dopo più di 60 anni non c'è una reale condivisione per una completa
Pacificazione Nazionale?
-Perchè non c'è condivisione nel fatto che, seppur nella differenza delle idee, partigiani e ragazzi della Repubblica Sociale morirono tutti per la Patria?
-Perchè ci sono ancora coloro i quali si "trastullano" con la dicotomia fascismo-antifascismo non rendendosi conto che vivono fuori dalla realtà?
-Perchè c'è qualcuno come me che dopo decenni continua a porsi sul 25 Aprile tante domande?
-E' utopistico pensare che questa data possa un giorno diventare la "Festa della
Libertà" e da tutto un popolo condivisa senza "se" e senza "ma"?
Salvatore Valerio
Componente Assemblea Nazionale
Fratelli d'Italia Foggia


mercoledì 6 febbraio 2019

Il Giorno del Ricordo. Il contributo di vite umane di Foggia e provincia.

                                                 

Il 10 febbraio si celebra "Il Giorno del Ricordo". Fu istituita con la legge del 30 marzo del 2004 
n.92, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell'esodo delle popolazioni giuliane/dalmate dalle loro terre .
Si ricordano anche i Martiri Triestini ed il nostro concittadino, il foggiano Leonardo Manzi ucciso dalla polizia inglese insieme ad altri patrioti italiani, con il tricolore fra le mani. A Trieste si  manifestava contro l'esercito di occupazione anglo americano e contro l'annessione di Trieste alla Jugoslavia.

Tra il 1943 ed i primi anni cinquanta vi furono da parte dei comunisti jugoslavi titini tante 
persecuzioni nei confronti degli italiani che vivevano nelle zone di confine istriano.
Il massimo punto di crudeltà fu attuato attraverso " l'infoibamento" .
Le foibe, ovvero degli "inghiottitoi", caverne di materiale carsico.
Si legavano gruppi di italiani , uniti tra loro con un fil di ferro .Si apriva il fuoco soltanto sui primi due o tre i quali, precipitando nell'abisso, trascinavano con sè gli altri sventurati condannati a sopravvivere per giorni sui fondali di queste voragini. 
Questa era la rappresaglia organizzata dal boia comunista jugoslavo Tito. I suoi soldati facevano irruzione nelle case dei civili inermi che venivano caricati su dei camion e venivano trasportati verso l'orlo della Foiba.
Solo da qualche anno  si conosce il contributo che ha dato la Puglia in termini di vite umane infoibate .
Spicca quello relativo a Foggia e la sua provincia. 
Ecco un elenco sicuramente incompleto, tra questi Carabinieri , qualche rappresentante del clero,finanzieri  e semplici cittadini.   

Foggia.
Mininno Michele ( Apriconza)
Spadaccino Francesco
Gianna Severino
Le Grazie Vito
Terlingo Gennaro
Cosentini Anna
Ruggero Pasquale
Conte Mario (lapide Questura di Trieste)
Flumeri Carmine
Amadori Benito Enea (Meldola)

Cerignola
Rano Luca
Alfieri Francesco
Panebianco Sante
Quinto Vincenzo

Manfredonia
Castriotta Cosimo
Di Stasio Giuseppe
Montella Nicolò

San Severo
Di Genova Nicola
Di Stasio Mario
Toma Severino
Romano Guerino
Spinosa Felice

Ascoli Satriano
Tolve Gerardo
Coletta Francesco

Casalnuovo Monterotaro 
D'alessio Matteo

Margherita di Savoia
Battaglia Francesco

Ortanova
Lacoppola  Gregorio
Netti Natale
Mennea Antonio

Panni
Cacchiotti Rocco

Peschici
Mancini Michele

Sannicandro Garganico
Giana Francesco
Grana Saverio
Grana Vincenzo
Vocale Vittorio

San Marco in Lamis
Delle Vergini Antonio
Napolitano Michele

Sant'Agata di Puglia
Cella Romolo

Serracapriola
Capuano Antonio
Porzio Fortunato

Torremaggiore
Celeste Angelo
Di Pumpo Emilio

Isole Tremiti
Davino Camillo

Trinitapoli
Sarcina Luigi

Vico del Gargano
Di Giorgi Giovanni
Tavaglione Nicola

Vieste
Cavaliere Francesco
Cariglia Francesco
Vescera Vincenzo ( Lapide Questura Trieste)
Chieffo Gianbattista. 



PRESENTI!




Più di uno storico sostiene che a Trieste, Gorizia, Pola e Fiume non si ebbe una violenza spontanea della popolazione slava contro quella italiana bensì una repressione che veniva imposta dall’alto.
 L’obiettivo principale delle autorità jugoslave era quello di ripulire il territorio da tutti i soggetti che potevano mettere in discussione la saldezza del nuovo dominio e ordine mondiale così da  incrinarne l’immagine di compattezza. Erano quindi gli italiani che potevano creare problemi. Il modello repressivo applicato («terrore rivoluzionario») fu uno dei più aspri del dopoguerra europeo attuato da un rappresentante di un regime comunista.Il tutto si connotò come una pulizia etnica. 


Il dittatore  Comunista Jugoslavo Tito aveva ottenuto nell'ottobre 1969 il titolo di "Cavaliere di gran Croce al Merito della Repubblica Italiana" da parte dell'allora Presidente Saragat.

Il Presidente Sandro Pertini, tanto osannato e beatificato, fu grande amico del Maresciallo Tito e ne apprezzò sempre la sua valenza politica al punto di inchinarsi e baciare la sua bara per l'ultimo saluto al suo funerale nel maggio del 1980.(così raccontano le cronache dell'epoca che qualcuno contesta) 

Forse per questa sua vicinanza al dittatore comunista si devono le sue amnesie sulle foibe.  

Sarebbe doveroso, per rispetto nei confronti delle decine di migliaia di morti italiani, revocare questa che viene ritenuta una altissima onorificenza concessa dalla Repubblica Italiana ad un capo di Stato straniero per alti meriti.Non è un attestato di benevolenza qualsiasi ma il più importante riconoscimento che certifica virtù filantropiche,sociali e (udite,udite!) umanitarie. 
Qualcuno sostiene che non è possibile revocare le onorificenze ai deceduti perchè questi non  possono presentare una memoria scritta per potersi difendere.
In questo ambito la sentenza storica è stata già scritta. Il Maresciallo Tito è stato un assassino! 
Insieme alla proposta di legge presentata da Fratelli d'Italia per porre fine a questa assurdità, ci dovrebbe essere l'intervento del Presidente Mattarella che, con un atto di buon senso e di discontinuità nei confronti degli errori perpetrati dai suoi predecessori, revochi questo titolo di onorificenza.

In tal caso si farebbe un' opera di giustizia e nel contempo  si onorerebbero al meglio i tanti morti innocenti, per troppo tempo rimasti nascosti alla storia con una "Congiura del silenzio". 

Purtroppo in questi giorni vi sono stati anche dei brutali atti di negazionismo da parte dell'ANPI.
In tanti hanno preso posizioni contro questo atteggiamento fazioso e irriverente..
Ha preso posizione anche Giampaolo Pansa a riguardo, tanto da far risuscitare nello scrittore di Casal Monferrato,terminologie tipiche del miglior Giovannino Guareschi:

 "l'ANPI è un club di trinariciuti comunisti che dicono solo falsità".  

Atti vergognosi che vanno stigmatizzati, come del resto. ogni altro tipo di negazionismo storico.  
  



               Salvatore Valerio (Foggia)
         
            Componente Assemblea Nazionale
             
                     Fratelli d'Italia.



        




  

venerdì 1 febbraio 2019

Cultura ed Identità.

 Oggi (1 febbraio) con il Giornale in regalo il primo numero del Mensile  "Cultura ed Identità."
Il fondatore Sylos Labini  dice che è una pubblicazione  Alternativa al Radical chic e al politically correct.
"Vogliamo costruire contenuti."

Non si può che salutare con gioia ed interesse questa nuova proposta editoriale destinata a diventare un riferimento per quella Destra che vuol andare oltre il populismo ed avere come riferimento tutti quei contenuti che connotano da tempo questa area politica tra i quali il Sovranismo.

Le Idee che diventano Azione!

S.V


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