Dopo le manifestazioni dello scorso sabato, culminate in episodi di violenza e devastazione, molti osservatori si interrogano sulle ragioni che hanno consentito a numerosi minorenni di trasformare momenti di protesta in occasioni di caos e scontri, soprattutto nel centro di Milano.
Ormai, nei dibattiti televisivi, il tema è diventato centrale. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ascoltare e comprendere questo fenomeno.
Un’esigenza certamente importante, ma che non dovrebbe far dimenticare chi ha subito direttamente le conseguenze di quelle violenze: commercianti, cittadini e proprietari di attività che si sono ritrovati a fare i conti con danni ingenti, quantificabili in cifre milionarie.
Gli scontri hanno finito per oscurare il significato delle manifestazioni pacifiche di studenti e autotrasportatori, le cui rivendicazioni sono legate anche al caro vita e alle difficoltà economiche che attraversano il Paese, in un contesto internazionale particolarmente sfavorevole.
Appare inoltre riduttivo ricondurre ogni problema esclusivamente all’azione del Governo in carica, come fanno molti esponenti della sinistra , Ilaria Salis per citarne una. Le cause del caro vita e delle tensioni sociali sono complesse e meritano un’analisi che va oltre la contrapposizione politica.
Resta, intanto, la preoccupazione per le nuove manifestazioni previste per sabato 24 ottobre, sulle quali incombe il timore di ulteriori scontri con le forze dell’ordine e di nuove devastazioni.
Manifestare è un diritto fondamentale. Ma non può diventare un pretesto per giustificare la violenza, né per ignorare i danni provocati a chi non ha alcuna responsabilità negli eventi.
Chi rompe e saccheggia però deve pagare.
I nuovi interventi legislativi vanno verso questa direzione. Per i danni causati da minorenni, saranno i genitori a saldare il conto.
La speranza è che prevalgano il senso di responsabilità e il rispetto delle regole, affinché il dissenso possa esprimersi liberamente senza trasformarsi in un’altra giornata di paura e distruzione .
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